03/06/2026
Giugno ha sempre qualcosa di scolastico, persino da adulti.
𝙇𝙖𝙫𝙤𝙧𝙖𝙧𝙚 𝙞𝙣 𝙡𝙞𝙗𝙧𝙚𝙧𝙞𝙖 𝙫𝙪𝙤𝙡 𝙙𝙞𝙧𝙚 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙖𝙥𝙚𝙧 𝙖𝙨𝙘𝙤𝙡𝙩𝙖𝙧𝙚
In questi giorni ascolto tanti studenti 👩🎓che si confidano. Parlano di esami, voti, ansie. Ma quasi sempre, dietro le loro parole, sento la stessa cosa: il peso delle aspettative.
Ci sono aspettative che assomigliano a carezze: ti sfiorano e ti invitano ad andare un po' più in là, a scoprire quanto puoi essere capace. E poi ce ne sono altre, più silenziose e insistenti, che finiscono per diventare una voce interna:
~𝙿𝚘𝚝𝚎𝚟𝚒 𝚏𝚊𝚛𝚎 𝚖𝚎𝚐𝚕𝚒𝚘~
Il problema nasce quando l'asticella continua ad alzarsi. Quando ogni traguardo raggiunto dura un attimo e lascia subito spazio al prossimo obiettivo.
Così smettiamo di goderci ciò che abbiamo fatto e i𝚗𝚒𝚣𝚒𝚊𝚖𝚘 𝚊 𝚖𝚒𝚜𝚞𝚛𝚊𝚛𝚎 𝚒𝚕 𝚗𝚘𝚜𝚝𝚛𝚘 𝚟𝚊𝚕𝚘𝚛𝚎 𝚜𝚘𝚕𝚘 𝚊𝚝𝚝𝚛𝚊𝚟𝚎𝚛𝚜𝚘 𝚌𝚒𝚘 𝚌𝚑𝚎 𝚖𝚊𝚗𝚌𝚊...
Eppure le aspettative sono anche il carburante delle delusioni: più immaginiamo come dovrebbe andare, più rischiamo di soffrire quando la realtà prende un'altra strada.
Forse non dobbiamo smettere di avere aspettative. Dobbiamo solo imparare a tenerle più leggere.
A volte possiamo concederci di fermarci davanti all'asticella e dire, semplicemente:
«Va bene così.»
Per questo giugno non è soltanto la fine di un percorso. È anche l'occasione per riconoscere la strada percorsa, le difficoltà superate e le piccole grandi conquiste che spesso dimentichiamo di celebrare.
A chi sta affrontando un esame, una verifica o una sfida personale, auguro di arrivare a questo traguardo con la consapevolezza che il vero successo non è la perfezione, ma la crescita.
Buon giugno a tutti. 🌿✨