03/02/2026
'Sono cose che capitano', si dice con un certo fatalismo, E dopo le tante cose belle che puntualmente il vostro giocattolaio vagabondo si preoccupa di documentare, ci sta pure ogni tanto una cosa br**ta come un ricovero. Pare che in una specie di super brufolo che si era posizionato sulla sua tonsilla si sia formato tanto di quel pus da fare esclamare alla dottoressa, durante l'operazione di estrazione 'C'è dell'altro, c'è dell'altro!', con l'entusiasmo di un petroliere texano che abbia trovato una vena copiosa di oro nero in Venezuela. E, nel frattempo, armata di forbici e bisturi, scavava, ravanava, perforava, lacerava le tumide mucose alla ricerca di quell'orrido umore. Che sarebbe stata una cosa interessante da documentare fotograficamente, visto l'entusiasmo un po' infantile della dottoressa che scavicchiava con il suo armamentario alla Edward mani di forbice, e il terrore del giocattolaio che, con gli occhi sgranati e la bocca aperta, zampillava siero verdastro manco fosse il figlio di Shrek. Purtroppo, gli altri due comprimari della tragicommedia splatter, i due infermieri, erano impegnati chi ad aspirare, chi a tamponare e lo facevano con lo stesso sguardo di ribrezzo del Ragazzo morso dal ramarro del Caravaggio. Quindi: niente foto. Accontentatevi, pertanto, di quella del postoperatorio, in cui, come una puerpera che ha appena sgravato, il nostro si mostra coi tratti distesi e la pelle fresca e luminosa. Dopo tre notti di inferno, questa, finalmente, dormirà.
P.s. Bambù riaprirà non appena il giocattolaio sarà dimesso. Si spera quanto prima.