03/08/2026
🆕 ️𝗔𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗼: 𝗙𝗻𝗮𝗮𝗿𝗰, 𝗹𝗮 𝗳𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲
𝐼𝑛 𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑠𝑖𝑚𝑎 𝐿𝑒𝑔𝑔𝑒 𝑑𝑖 𝐵𝑖𝑙𝑎𝑛𝑐𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑙 𝐺𝑜𝑣𝑒𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑑𝑢𝑐𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑣𝑒𝑡𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑓𝑖𝑠𝑐𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑑𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑔𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑜.
Mentre il Governo avvia il confronto sulla prossima manovra, Agenti FNAARC, la Federazione nazionale degli agenti e rappresentanti di commercio aderente a Confcommercio,
torna a richiamare l’attenzione sul tema annoso della fiscalità per gli agenti di commercio e sull’aumento dei costi della mobilità. Gli
agenti di commercio in Italia - spiega la Fnaarc in una nota - sono circa 230.000 imprenditori e rappresentano una categoria strategica per il
sistema economico del Paese, intermediando ogni anno, secondo uno studio della Fondazione Enasarco, tra il 20 e il 25% del PIL nazionale, pari a
circa 500 miliardi di euro.
Gli agenti di commercio che operano in regime ordinario, ovvero il 38% del totale, continuano a fare i conti con una norma ormai superata. Il
costo fiscalmente riconosciuto per l'acquisto dell'autovettura è ancora oggi pari all'80% di un tetto massimo di 25.822 euro, valore derivante
dal cambio lira/euro degli originari 50 milioni di lire introdotti nel lontano 1986. Da allora il prezzo delle automobili è più che raddoppiato, mentre il limite di deducibilità è rimasto invariato.
"È anacronistico che chi usa l'auto tutti i giorni per lavoro debba fare i conti con limiti fissati quarant’anni fa, quando c’erano ancora le
lire, i telefoni a gettoni, le carte stradali e l’aria condizionata in auto era un optional – dichiara Anna Bonavera, presidente Agenti FNAARC Alto Piemonte-. Da allora il mondo è cambiato, ma quella norma fiscale è rimasta ferma e non rispecchia più il prezzo di mercato attuale delle
auto”.
Il paradosso è evidente. Le attuali norme fiscali finiscono per penalizzare gli agenti nell’acquisto del bene strumentale fondamentale per svolgere la propria attività. Eppure, gli agenti di commercio sono tra i maggiori acquirenti di automobili in Italia: rinnovano mediamente l'auto ogni quattro anni per alto chilometraggio, ne acquistano circa 159 nuove al giorno e, nel solo 2024, hanno generato acquisti per oltre 700 milioni di euro, pur potendo dedurre fiscalmente solo una parte del costo sostenuto.
Ma il problema non riguarda soltanto la deducibilità dell'autovettura
per gli agenti in regime fiscale ordinario. Dal 2015, anno in cui è entrato in vigore il regime forfettario, sono aumentati anche i costi necessari per svolgere la professione: il prezzo medio dei carburanti è cresciuto di oltre il 22%, mentre il costo delle autovetture nuove è aumentato di circa il 50%. A questi si aggiungono gli incrementi dei
pedaggi autostradali, della manutenzione e dell'assicurazione dell'auto, che incidono sempre di più sui costi di esercizio dell'attività.
Aumenti che erodono i vantaggi del regime fiscale forfettario che ha dato finora sostenibilità all’attività di molti agenti.
"La nostra professione deve affrontare un cambio generazionale, l’età media degli agenti è di 52 anni. Come fa, ad esempio, un giovane ad approcciare alla professione con costi così elevati e una fiscalità non equa? – prosegue Bonavera - In vista della prossima Legge di Bilancio chiediamo al Governo di aggiornare, una volta per tutte, il tetto di deducibilità delle autovetture e di rendere la fiscalità più aderenteai costi reali sostenuti dagli agenti di commercio. Con i numeri che muove la nostra categoria non si può più far finta di niente".