Costruttore di strumenti musicali Launeddas Gioghista

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28/05/2026
28/03/2026

🔵 Questa è una notizia di una gravità enorme… eppure sta girando pochissimo.
Quasi silenzio. Nessun grande clamore. E invece riguarda direttamente lo Stato italiano.

A Roma si è aperta una causa civile contro lo Stato italiano e contro Leonardo S.p.A., società della difesa controllata in larga parte dal Ministero dell’Economia.

L’azione è stata promossa da associazioni della società civile impegnate sui temi della pace e dei diritti umani, tra cui la Rete Italiana Pace e Disarmo e Pax Christi Italia, che hanno chiesto al tribunale:

- di bloccare l’export di armi verso Israele
- di annullare eventuali contratti in corso
- di verificare la responsabilità dello Stato rispetto a queste forniture

Il punto centrale è questo: secondo i ricorrenti, continuare a vendere o fornire materiale militare potrebbe violare la legge italiana che regola l’esportazione di armi, la Costituzione e il diritto internazionale, soprattutto quando c’è il rischio di utilizzo in contesti di gravi violazioni dei diritti umani.

Parliamo quindi di una questione enorme, non solo giuridica ma anche politica e morale.
Perché se il tribunale dovesse ritenere fondate queste argomentazioni, lo Stato italiano potrebbe essere obbligato a fermare le forniture.

Attenzione: non c’è nessuna condanna.
Non c’è ancora nessuna decisione.
Siamo all’inizio di una battaglia legale.

Ma il fatto stesso che lo Stato italiano venga portato davanti a un tribunale su un tema del genere è già di per sé un passaggio pesantissimo.

Ed è proprio questo che colpisce: una notizia così importante, e quasi non se ne parla.
Come se fosse normale. Come se non riguardasse tutti noi.

Invece riguarda eccome.
Perché quando si parla di armi, di responsabilità internazionale e di diritto, non è mai una questione lontana. È una questione di scelte, di principi, di credibilità.

Vedremo come andrà. Ma il silenzio su una notizia del genere fa riflettere. 🤔

28/03/2026

Con la fine di Report, non ti sarai dimenticato di , vero?

Uno dei più grandi giornalisti del momento in Italia.

28/03/2026

Auguroni grande Funari ovunque tu sia

28/02/2026

🔵 Così come la leggete.

La famiglia di Francesca Albanese ha fatto causa a Donald Trump per le sanzioni.

A Trump e diversi alti funzionari dell’amministrazione Usa.

Dopo un anno di sanzioni, conti bloccati, un killeraggio economico feroce e inumano l’impossibilità persino di offrirle un caffè, il marito Massimiliano Cali e il figlio della relatrice per i territori palestinesi occupati hanno deciso di portare in tribunale l’uomo più potente del mondo per avere giustizia e tornare ad avere una vita normale.

La famiglia allora si è presentata al Tribunale distrettuale di Columbia e ha messo nero su bianco le violazioni dei diritti garantiti dal primo, quarto e quinto emendamento.

Lo hanno accusato di aver sequestrato i suoi beni senza alcun processo né possibilità di difesa.

In una parola: la famiglia Albanese ha dichiarato quelle sanzioni “incostituzionali”.

Finalmente!

Hanno cercato di distruggere la vita di una persona la cui unica “colpa” è quella di aver fatto i nomi degli israeliani responsabili del genocidio e delle aziende internazionali che l’hanno sostenuto.

Ora Trump ne risponderà davanti a un tribunale.

Una donna sola e coraggiosa contro l’uomo e lo Stato più potente del mondo.

Davide contro Golia.

Sto con tutto me stesso con Francesca Albanese e la sua famiglia.

È ora che abbia giustizia. La dignità non l’ha mai persa.

Lorenzo Tosa

07/02/2026

Cancellati.
Non dal tempo, ma da una scelta.
Un giorno c’erano, il giorno dopo erano altrove. Senza spiegazioni, senza una voce che dicesse “tornerò”.

I bambini del bosco non sono un capitolo chiuso: sono respiri corti nella notte, passi piccoli che non sanno dove andare. Sono stanze sconosciute, letti freddi, nomi storpiati o dimenticati. Sono l’amore interrotto come se fosse un errore, come se crescere accanto ai propri genitori fosse un privilegio revocabile.

Quel bosco non urla. Fa peggio: tace.
E nel silenzio restano le domande che nessuno ha voluto ascoltare. “Quando li rivedo?” “Ho fatto qualcosa di male?” “Perché non mi hanno scelto?”
Domande che un bambino non dovrebbe mai portare sulle spalle.

Si cresce così: imparando a non chiedere troppo, a non affezionarsi troppo, a non aspettarsi nulla. E dentro restano buchi invisibili, assenze che diventano carattere, difesa, solitudine. Non fanno rumore, ma scavano.

Perché separare un bambino da chi lo ama non è una pratica, non è burocrazia, non è tutela astratta.
È una ferita che attraversa gli anni.
È un’infanzia che resta in sospeso.

E c’è una verità che resiste a tutto: nessuna decisione dovrebbe mai spezzare con leggerezza il legame più indifeso che esista. Perché quando si porta via un bambino, non si sposta solo un corpo. Si cambia per sempre una vita.

Ma guarda quanti aerei di linea...oggi sul cielo di donigala fenughedu
04/08/2025

Ma guarda quanti aerei di linea...oggi sul cielo di donigala fenughedu

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