21/07/2026
PRESO DALLA NEWSLETTER DSB.
Scritto da Giulio, potrei dire un G-thinking:
In questi giorni in cui tanto ci domandiamo del mercato bici, del suo futuro e delle sue scorciatoie, anche la Newsletter non può che rifletterne.
Una questione che ho in mente da un po’ di tempo è quella della torta, di chi la fa e di chi la mangia: i casi sono tre.
Se aumenta il numero di persone che vogliono mangiare la torta, le fette si restringono.
Se aumenta la dimensione della torta e aumentano i mangianti, tutto regolare, aumentano solo le fette.
Se aumenta la torta ma non aumentano i mangianti o qualcun diventa bulimico o s’ha da buttare un po’ di avanzo.
Dal punto di vista del mercato bici, o meglio, di un venditore, questi tre casi sono progressivamente uno peggiore dell’altro e, soprattutto, sono uno a più breve termine dell’altro.
Per quanto tempo le cose possono andare avanti dando sempre allo stesso numero di persone (che dalle statistiche sembra sempre essere lo stesso) sempre più bici?
A un certo punto anche quelli bulimici di bici come me iniziano ad averne troppe e iniziano a ti**re la cinghia.
Siamo a quel punto o siamo solo pessimisti?
I dati oggettivi ci dicono che al netto delle nostre autonarrazioni il mercato bici ha tenuto e sta tenendo in termini di bici vendute e di fatturato (escludendo la parentesi boom covid).
Eppure la sensazione è per tutti sempre molto negativa o comunque di fragilità, di instabilità.
Quest’anno è per ora un anno positivo per DSB, eppure sembra sempre di camminare come su dei tronchi su un fiume: per ora tengono, ma magari uno a un certo punto non ti sostiene e giri di sotto.
Allo stesso tempo vediamo molti fare con Avinox lo stesso errore di qualche hanno fa, prendere e inserire ordini di cui la certezza è minima “tanto…”, gonfiando così le statistiche delle richieste e quindi delle produzioni future senza avere in mano nulla di effettivo.
Un duro mare insomma quello di cui vediamo sempre l’orizzonte e mai la riva.