24/06/2026
“Ci può essere una grande bellezza in persone che la società ha etichettato come matte, down, e via dicendo...”. Queste parole del regista Pippo Delbono calzano a pennello su uno degli attori più conosciuti della sua compagnia: Bobò.
Bobò era sordo, affetto da microcefalia e con problemi di deambulazione, e inoltre aveva trascorso 45 anni nel manicomio di Aversa.
Vincenzo Cannavacciuolo nacque in provincia di Caserta nel 1936, e nel 1952 venne internato nel manicomio di Aversa, l’unico destino apparentemente possibile, per “quelli come lui”: nascosti agli occhi della società e confinati in spazi chiusi e dai quali si può uscire solo con grandi difficoltà. Calò un velo d’ombra sulla vita di Vincenzo, almeno fino al 1996.
L’incontro con Pippo Delbono, che si trovava nell’istituto di Aversa per un laboratorio teatrale, cambierà la vita di Bobò. E anche quella di Pippo, che notò immediatamente questo ometto piccolo ma dal volto incredibilmente espressivo, sempre sorridente ed estremamente pacifico. Un incontro prezioso in un momento in cui il regista usciva da un periodo difficile dal punto di vista personale. Bobò lo attendeva ogni mattina con una bandierina, poi, ogni sera, lo accompagnava all’uscita. Finché un giorno andarono via insieme. Da allora Bobò entrò stabilmente nella compagnia teatrale, assunto con regolare contratto e con ruoli sempre di primo piano in ogni spettacolo, sin da uno dei primi, “Barboni”, nel quale recitò come protagonista assoluto.
Perché Bobò non parla, ma ogni suo gesto è poesia; non sente, eccetto alcuni toni molto bassi, ma è sempre attento e non sbaglia mai una scena; ha un’espressività più unica che rara e riesce a coprire diversi ruoli. È la grande bellezza citata sopra, è un urlo di rabbia contro l’ottusità delle vecchie istituzioni psichiatriche. Pippo e tutta la compagnia girano il mondo, persino la Palestina, in un’esperienza tra guerra e speranza, fra teatro e bombe. Il teatro rimarrà per sempre la sua vita, fino all’ultimo spettacolo, “La Gioia”, fino al primo febbraio del 2019, quando Bobò lasciò per sempre questo mondo. La sua eredità sono i sorrisi, i personaggi e la bellezza che è stato in grado di regalare al mondo.