Punto Einaudi Palermo

Punto Einaudi Palermo Punto Einaudi - vendita rateale e contanti Nei Punto Einaudi i desideri di questi lettori vengono ascoltati e soddisfatti con attenzione.

Come tutti i Punto Einaudi, è un luogo di incontro tra i lettori e la nostra Casa editrice; un vero e proprio «punto di riferimento» per tutti coloro che hanno una passione per i libri o li utilizzano per ragioni professionali. In ogni Punto Einaudi potete trovare tutti i volumi che cercate tra i cataloghi Einaudi, Electa, Meridiani Mondadori, Mondadori Arte, Fondazione Valla, Illustrati Mondadori

, Baldini & Castoldi, Edizioni EL, Emme, Einaudi Ragazzi. In ogni Punto Einaudi i vostri interlocutori sono persone che amano i libri come voi e, oltre a consigli o informazioni editoriali, possono indicarvi il modo più semplice e vantaggioso per costituire o aggiornare la vostra biblioteca personale.

14/08/2025

Chissà che ne è stato, del camion verde sospeso sul vuotoche vedevo dal terrazzo.
Se l'hanno fermato per conservarlo, emblema della cecità del Fato che divide in pochi metri e senza alcuna giustizia vita e morte, sopravvivenza e fine.
O se ha continuato a lavorare e viaggiare e fare il suo come noi, in quella stessa città ricucita eppure per sempre diversa, ignaro di quali nuove strade, di quante altre soste, di quali incidenti ancora avesse davanti.

11/10/2024

Tre minuti di Roslund&Hellström (nella traduzione di Katia De Marco e Alessandro Scali), pubblicato da Einaudi (collana stile libero big), nel 2017, viene terzo dopo i magistrali Tre secondi e Due soldati , Tre minuti riporta alla ribalta Piet Hoffman,...

27/07/2024

In Street Cop (nella traduzione di Norman Gobetti), pubblicato da Einaudi (Stile Libero Extra), nel 2023, la scrittura post-moderna di Robert Coover incontra il genio grafico di Art Spiegelman. Di Spiegelman ben conosciamo - e conosco - le doti. Personalmente...

11/07/2024

Ogni giorno un extracomunitario, probabilmente asiatico, pelle molto scura, bianca barba profetica, si accomoda su questa sedia pieghevole davanti all’ingresso della farmacia di via Ludovico Ariosto, a Palermo, proprio accanto alla libreria "Punto Einaudi",...

MATTI DA SLEGARERegia di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli.Documentario girato all'inter...
12/03/2024

MATTI DA SLEGARE
Regia di Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia, Stefano Rulli.

Documentario girato all'interno dell'istituto psichiatrico di Colorno in provincia di Parma, per sottolineare l'intento dello psichiatra Franco Basaglia di non emarginare i malati mentali in ghetti costrittivi.

Oltre 10 anni fa lo psichiatra Franco Basaglia indicò un obiettivo determinato da perseguire nella cura delle malattie mentali e del disadattamento: svuotare lentamente i manicomi, da lui considerati i ghetti dell'emarginazione ed evitare nuovi ricoveri con un lavoro di prevenzione nei quartieri, nelle fabbriche, nelle scuole. Per documentare questa tesi, il film penetra all'interno dell'ospedale psichiatrico di Colorno (Parma) oppure segue all'esterno alcuni dei ricoverati dimessi e impegnati, grazie alle esperienze delle amministrazioni interessate, in fabbriche in fattorie e così via. In alcuni casi le dichiarazioni degli intervistati sono discusse tra loro stessi e tra persone chiamate in causa, come un anziano sacerdote. Il tutto finisce con una delle feste da ballo organizzate nell'istituto di Colorno.
il documentario è diviso diviso in tre blocchi, ciascuno dedicato a uno dei tre principali intervistati: Paolo, Angelo, Marco.

Regia: Marco Bellocchio, Silvano Agosti, Sandro Petraglia, Stefano RulliAnno: 1975Lingua parlata: ItalianoDurata: 135 minuti circaBerlino Gran Premio della ...

12/03/2024

"...il problema è comunque aperto : la distruzione del manicomio è un fatto urgentemente necessario, se non semplicemente ovvio." (Franco Basaglia)

Paolo Cognetti, Le otto montagne, Einaudi (Supercoralli), 2016Ho visto prima il film e soltanto dopo mi sono accinto all...
01/03/2024

Paolo Cognetti, Le otto montagne, Einaudi (Supercoralli), 2016

Ho visto prima il film e soltanto dopo mi sono accinto alla lettura. Il film, in piccolo e in sintesi, ma in modo perfetto, contiene tutto il romanzo.
È stata una lettura che mi è piaciuta e mi ha coinvolto, per i suoi molteplici temi che si intrecciano.
Per alcuni versi si può considerare un romanzo di formazione, di riscoperta delle memorie e di scoperta del Sè, attraverso la narrazione di destini che si intrecciano e si separano, con lo sfondo maestoso delle montagne.

Vincitore Premio Strega 2017
Vincitore Premio Strega Giovani 2017
Vincitore del Premio ITAS del Libro di Montagna 2017. Sezione Migliore opera narrativa.

(Soglie del testo) La storia di Pietro, del suo amico Bruno e del loro amore per la montagna. Un caso editoriale internazionale.

«Il raffinato racconto di quanto può essere profondo l'amore che lega gli esseri umani» – Annie Proulx

«Un libro speciale. Non sorprende che facciano il nome di Cognetti insieme a quelli di Ernest Hemingway, Jack London e Mark Twain» – Die Zeit

«Un libro di vita potente, universale e sempre umile, che non è la meno rilevante delle sue qualità» – Philippe Claudel, membro dell'académie Goncourt

La montagna non è solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all'altro, silenzio, tempo e misura. Lo ha imparato Paolo Cognetti, che tra una vetta e una baita ambienta questo potentissimo romanzo. Una storia di amicizia tra due ragazzi – e poi due uomini – cosí diversi da assomigliarsi, un viaggio avventuroso e spirituale fatto di fughe e tentativi di ritorno, alla continua ricerca di una strada per riconoscersi.

COME COMINCIA. Mio padre aveva il suo modo di andare in montagna. Poco incline alla meditazione, tutto caparbietà e spavalderia. Saliva senza dosare le forze, sempre in gara con qualcuno o qualcosa, e dove il sentiero gli pareva lungo tagliava per la linea di massima pendenza. Con lui era vietato fermarsi, vietato lamentarsi per la fame o la fatica o il freddo, ma si poteva cantare una bella canzone, specie sotto il temporale o nella nebbia f***a. E lanciare ululati buttandosi giú per i nevai.
Mia madre, che l'aveva conosciuto da ragazzo, diceva che lui non aspettava nessuno nemmeno allora, tutto preso a inseguire chiunque vedesse piú in alto: perciò occorreva aver buona gamba per rendersi desiderabili ai suoi occhi, e ridendo lasciava intendere di averlo conquistato cosí. Lei piú tardi alle corse cominciò a preferire sedersi nei prati, o immergere i piedi in un torrente, o riconoscere i nomi delle erbe e dei fiori. Anche in vetta le piaceva soprattutto osservare le cime lontane, pensare a quelle della sua giovinezza e ricordare quando c'era stata e con chi, mentre mio padre a quel punto veniva invaso da una specie di delusione, e voleva soltanto tornarsene a casa.
Credo fossero reazioni opposte alla stessa nostalgia.

Vittorio Lingiardi, L’ombelico del sogno. Un viaggio onirico, Einaudi (Le Vele), 2023Un saggio piacevole, ma approfondit...
29/02/2024

Vittorio Lingiardi, L’ombelico del sogno. Un viaggio onirico, Einaudi (Le Vele), 2023

Un saggio piacevole, ma approfondito, sul sogno e sul sognare, in cui l’autore prende le mosse da lontano, partendo dalle più antiche teorie sul sogno elaborate dagli autori classici, passando per Freud e Jung, per arrivare alle diverse teorie elaborate dai cognitivistive dai cultori di neuroscienze.
È una lettura che procede per brevi, incisivi, capitoli ciascuno supportato da un ricco apparato bibliografico.
Una lettura appassionante sia per chi è già informato. Avendo già studiato e approfondito i diversi temi correlati con il sogno e il sognare, sia per il profano che intende esplorare i territori del sogno.
Quella che Linguardi ci propone è un’autentica avventura di viaggio.

(Copertina) Dei sogni sappiamo poco. Un ombelico, dice Freud, li unisce all'ignoto. Studiati e interpretati in molti modi - come messaggi divini, segreti dell'inconscio, stratagemmi cognitivi o improvvisazioni neurali - ci toccano e svaniscono. Sono immagini di pensiero, racconti involontari che parlano di noi. Chiedono ascolto, servono la vita

(Quarta di copertina)?Al centro del nuovo libro di Lingiardi, La nostra attività onirica. Dalla concezione profetica del mondo classico alle ultime ricerche scientifiche.

Racconti simbolici o improvvisazioni sinaptiche, i sogni sono un mistero che parla di noi: realtà irreali, private e profondissime. «Ogni sogno ha […] un ombelico attraverso il quale è congiunto all'ignoto», scriveva Freud piú di un secolo fa. Da questo ombelico misterioso, che dà il titolo al suo libro, Vittorio Lingiardi inizia un viaggio onirico e poetico tra divinazione, psicoanalisi e neuroscienze. Perché «la verità non sta in un solo sogno, ma in molti sogni». Non sappiamo a cosa servono, ma servono; e non resistiamo al bisogno di raccontarli. Sarà che siamo fatti della loro sostanza.

L’autore. Vittorio Lingiardi (Milano, 1960) è uno psichiatra e psicoanalista italiano, professore ordinario di psicologia dinamica presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma. Dal 1985 al 1998 ha svolto attività clinica e di ricerca presso l'Istituto di Clinica Psichiatrica dell'Università degli Studi di Milano e presso l'Ospedale San Raffaele di Milano. Negli anni 1987-1988, e nuovamente nel 1995, ha trascorso periodi di studio e formazione negli Stati Uniti e in Canada, presso la Menninger Clinic (Topeka, Kansas), la Chestnut Lodge Clinic (Rockville, Maryland) e la McGill University (Montreal, Canada). Tra i suoi libri ricordiamo Citizen gay. Affetti e diritti (il Saggiatore, 2016), Mindscapes. Psiche nel paesaggio (Raffaello Cortina, 2017), Diagnosi e destino (Einaudi, 2018), Io, tu, noi. Vivere con se stessi, l'altro, gli altri (DeA Planeta, 2019) e Arcipelago N (Einaudi, 2021). È autore di raccolte di poesie tra cui: La confusione è precisa in amore (nottetempo, 2012) e Alterazioni del ritmo (nottetempo, 2015).

Tonino Benacquista, L’uomo che dormiva troppo (La maldonne des sleepings, nella traduzione di Maurizia Balmelli), Einaud...
13/02/2024

Tonino Benacquista, L’uomo che dormiva troppo (La maldonne des sleepings, nella traduzione di Maurizia Balmelli), Einaudi (I Coralli), 2001

Si tratta di un giallo ferroviario avvincente, pieno di colpi di scena e ironico.
Riflette peraltro la personale esperienza dell’autore che ha lavorato proprio come cuccettista in un periodo della mia vita.
Questo volume è stato per lunghissimi anni a riposo nello scaffale in cui l’avevo collocato sin dal suo acquisto.
Un improvviso bisogno mi ha spinto a prenderlo qualche tempo fa, alla fine del ‘23, e ad iniziarne la lettura.
Forse la molla che mi aveva spinto ad acquistarlo a suo tempo - e oggi a leggerlo - è stata rappresentata dal titolo “l’uomo che dormiva troppo”: e sì, al centro delle avventure/disavventure del cuccettista Antoine che si trova al centro di turbinanti vicende c’è un “dormiglione” appunto, un uomo molto malato, portatore d’una rara sindrome, su cui una multinazionale del farmaco vuole mettere le mani per puri motivi di speculazione.
Una curiosità: non pensavo si trattasse di un giallo, sia pure sui generis.
Quindi, la sua lettura è stata un’autentica sorpresa.

(Sintesi) Notte, un vagone di seconda classe, linea Parigi-Venezia: qui Benacquista, che ha lavorato davvero come cuccettista, ambienta il suo giallo.
Alle 19.32 il treno chiude gli sportelli. Antoine si prepara per una notte di lavoro. Distribuire coperte, raccogliere passaporti, contare biglietti, intrattenere gli insonni. Il cuccettista è pagato per non dormire. A volte raccoglie una confidenza inattesa, oppure si infiamma per una bella svedese che scomparirà nelle calli veneziane. Perché sulle rotaie corre un mondo parallelo che a terra svanisce. Questo quando tutto fila liscio.
Ma se negli anfratti di uno scompartimento si nasconde un uomo malato, le cose cambiano. E se il morbo è una variante della peste del XX secolo, ogni fermata è un pericolo.

(Risguardo di copertina) Basta pronunciare la formula magica 'vagoni letto', e la reazione è immediata: l'Orient-Express! La Transiberiana! Un Agatha Christie, sempre lo stesso, uno o due film sulla Belle Epoque, il vago ricordo di uno zio [..]Io sono un semplice cuccettista, loro mi parlano di velluti rossi e io dico similpelle, a piano bar rispondo chef-express, non certo Budapest ma Laroche-Migennes..." E' con questo spirito che Antoine sale sull'ennesimo Parigi-Venezia delle 19:32 ancora su e giù per l'Europa senza vedere altro che coperte, biglietti, stazioni e luoghi in fuga. Il mestiere di Antoine è il sonno degli altri. Ma stasera da vegliare c'è un sonno mostruoso, un fragilissimo sonno malato, tenuto in vita da un pillola ogni due ore. C'è un uomo, su questo treno, che non può morire, né perdersi, né scomparire, perché il suo sangue infetto rappresenta una speranza per il resto dell'umanità. E se la carrozza 96 sta per diventare zona di guerra, è perché l'Europa intera se lo contende. 19:32. Il Parigi-Venezia ha iniziato la sua corsa. Ma quel che è certo è che questa non sarà una notte senza storia.

Il volume è esaurito, lo si può trovare come copia di seconda mano

L’autore. Tonino Benacquista, nato nel 1961, a Choisy-le-Roi, figlio di immigrati italiani e cresciuto nella provincia francese, è considerato uno dei più brillanti scrittori francesi contemporanei, molto apprezzato anche come autore di sceneggiature. Ha esordito a metà degli anni Ottanta nel genere poliziesco, riscuotendo subito grande successo e vincendo numerosi premi.

Alex Michaelides, Le vergini (The Maidens, nella traduzione di Daba Pezzani), Einaudi (Stile Libero Big), 2021Ho già let...
11/02/2024

Alex Michaelides, Le vergini (The Maidens, nella traduzione di Daba Pezzani), Einaudi (Stile Libero Big), 2021

Ho già letto il precedente romanzo di Michaelides e mi era piaciuto parecchio (La paziente silenziosa del 2019).

Si tratta di un’indagine ad impianto classico il protagonista, psicologo, viene invitato ad investigare su di un caso di omicidio avvenuto all’interno di un college Cambridge.
L’indagine è difficile perché bisogna prenotare nei riti e nelle consuetudini di queste piccola comunità superando re licenze e omertà.
Vi è come scoprirà il narratore/investigatore una comunità chiusa all’interno della comunità più grande del college che si configura come una specie di setta che raccoglie delle studentesse seguaci del professore Fosca, con i suoi riti e i suoi miti: in verità, si tratta formalmente di un gruppo di studio privato, ma - in realtà - è una vera e propria piccola società segreta riservata alle studentesse “speciali” del Professore Fosca che chiama queste sue adepte “Le vergini”.
L’indagine va avanti, riservando al lettore numerose sorprese, sino al colpo di scena finale assolutamente impensabile.

(Soglie del testo) Tre collegiali uccise, una setta, un professore di letteratura greca: le ombre dei miti classici arrivano a minacciare gli alti saloni e le guglie gotiche di Cambridge.

«Michaelides riesce a tenere incollati alla pagina con incedere elegante, hitchcockiano, entra negli abissi dell'io e lo sconvolge» - Annachiara Sacchi, la Lettura

Tre collegiali uccise, una setta, un professore di letteratura greca: le ombre dei miti classici arrivano a minacciare gli alti saloni e le guglie gotiche di Cambridge. Ci sono insegnanti capaci di incantare e far scoprire universi interi. È il caso dell'eccentrico, coltissimo Edward Fosca, grecista appassionato, il cui corso di tragedia greca è seguito dagli iscritti con un trasporto quasi ossessivo. Tanto che alcune studentesse, conquistate e rapite da quelle storie antiche, hanno fondato una setta segreta: Le vergini. Ma quando alcune ragazze vengono ritrovate uccise molti degli indizi conducono proprio al professor Fosca.

L’autore. Alex Michaelides, nato a Cipro nel 1977, ha studiato Letteratura inglese all'Università di Cambridge e Cinema all'American Film Institute di Los Angeles. Ha scritto le sceneggiature di vari film, tra cui La truffa è servita, con Uma Thurman e Tim Roth.
Tra le sue pubblicazioni: La paziente silenziosa (Einaudi, 2019) e Le vergini (Einaudi, 2021).

Jonathan Littell. L'aggressione russa )nella traduzione di Maria Baiocchi e di Margherita Botto (Traduttore), Einaudi, 2...
29/01/2024

Jonathan Littell. L'aggressione russa )nella traduzione di Maria Baiocchi e di Margherita Botto (Traduttore), Einaudi, 2023

Si tratta di una raccolta di una collettanea di articoli scritti dall'avvio del conflitto russo contro l'Ucraina.
Jonathan Littell che ha scritto degli ottimi reportage sulla guerra di Cecenia e in Siria, sviluppa in questi brevi articoli una critica serrata contro Putin ma anche contro l'Occidente intero che, malgrado le apparenze, ha sembra avuto nei confronti dell'ex tenente colonnello del KGB reazioni deboli, contraddittorie ed incerte, convincendo Putin ad osare sempre di più nelle sue manovre per destabilizzare l'Occidente intero e prendere sempre più campo.
Le sue argomentazioni, documentate, mi sono sembrate assolutamente convincenti.

(soglie del testo) «In questi scritti di Littell ci sono tutta la chiarezza e la determinazione di cui avremmo bisogno per parlare di una guerra che è anche la nostra guerra» (Paolo Giordano)

«La polemica è un genere per il quale nutro la massima diffidenza, e che pratico con parsimonia. Non ho mai pensato che il fatto di aver scritto dei libri, di essere considerato, per certi versi, un personaggio pubblico, desse il diritto di sbandierare le proprie opinioni ai quattro venti. Ma a volte è indispensabile; a volte il silenzio equivale alla complicità. Quando un Paese ne aggredisce un altro, come la Russia ha aggredito l’Ucraina il 24 febbraio 2022, tacere sarebbe fare il gioco dell’aggressore, sarebbe tradire l’aggredito. Ed è tanto più vero quando hai passato anni in entrambi i Paesi, quando hai amici in tutti e due. Per gli uni, come per gli altri, è importante scegliere da che parte stare.» (Jonathan Littell)

L'autore.
Jonathan Littell, nato nel 1967, a New York è uno scrittore statunitense naturalizzato francese.
Attualmente vive a Barcellona.
Nato in una famiglia di origine ebraica, emigrata dalla Polonia negli Stati Uniti alla fine dell'Ottocento, è figlio dello scrittore Robert Littell e ha trascorso l'infanzia in Francia.
Dopo tre anni all'università Yale, si reca nei Balcani in conflitto, dove si impegna nell'azione umanitaria per la quale lavorerà sette anni, soprattutto in Bosnia, ma anche in altri luoghi, quali la Cecenia, l'Afghanistan, il Congo.
Nel 2001 lascia l'azione umanitaria per dedicarsi alla scrittura del suo primo romanzo, "Le Benevole", che affronta il tema della Seconda Guerra mondiale e del fronte orientale, attraverso le memorie immaginarie di un ufficiale SS a cui ha dato il nome di Maximilien Aue.
L'opera ha ottenuto due importanti riconoscimenti letterari: il Grand Prix du Roman de l'Académie Française e il Prix Goncourt ed ha sollevato numerose polemiche.
Probabilmente la sua principale ispirazione è stato il film "Shoah" (1989) di Claude Lanzmann, un acclamato documentario sull'Olocausto. Littell ha iniziato a scriverlo nel 2002, e riferisce di aver realizzato la prima bozza del romanzo in soli 112 giorni.
Nel 2008 ha pubblicato un saggio (Le sec et l'humide) in cui analizza La campagne de Russie di Léon Degrelle alla luce delle tesi di Klaus Theweleit (in particolare quelle esposte in Fantasie virili, 1977).
Nel 2010 esce "Cecenia, anno III", che inaugura il suo impegno in qualità di reporter dalle zone di guerra del mondo. Frutto della sua collaborazione con Le Monde è anche "Taccuino siriano", che documenta le due settimane e mezzo passate dall'autore nella città di Homs durante la fase più pericolosa dell'insurrezione contro il regime di Assad.

/ Baumgartner è seduto alla scrivania della stanza al piano di sopra che di volta in volta definisce il suo studio, suo ...
08/01/2024

/ Baumgartner è seduto alla scrivania della stanza al piano di sopra che di volta in volta definisce il suo studio, suo pensatoio, la sua tana. Penna in mano, è a metà di una frase del terzo capitolo della monografia sugli pseudonimi di Kierkegaard quando gli viene in mente che il libro da cui deve citare per finire la frase è giú in salotto, dove lo ha lasciato ieri sera prima di andare a dormire. \



Buongiorno 📚🌧️

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