05/09/2026
🦖Magari...🦖
Pensate che questo non è solo un fatto realmente accaduto in questi giorni, che non è né la prima né l'ultima volta. Vorrei che si potesse riflettere sul come si concepisce questo lavoro e su quanto la disponibilità sia a volte percepita come un dovere (lei non sa chi sono io!, cit.).
Dopo aver speso tempo a suggerire titoli, accogliendo il più possibile le esigenze di F. (iniziale di fantasia) in due occasioni, mi viene chiesto di tenere i titoli scelti da parte per un paio di settimane. Nulla di strano, se non fosse che non chiedo mai acconti perché, mi dico, se non ci fidiamo un po' del buon senso altrui, cosa ci resta?
Ci diamo appuntamento dopo la prima settimana di settembre per saldo e spedizione. Ebbene, F. dice che non può più, che anzi vorrebbe cambiare tema e titoli. Una volta avrei detto "si certo", strangolata dal fatto che l'associazione si tiene in piedi grazie ai lettori, ma questa volta ho detto no (e veramente lo dico già da un po'): due libri su tre sono stati ordinati e quei libri vengono pagati prima o dopo dalla libreria.
Con la speranza nel buonsenso mi viene risposto che questo è il problema di internet, che siccome a ordinare è F. allora potevo anche trovare altre soluzioni, che MAGARI quei libri si potevano piazzare ad altre persone, che MAGARI fra uno due mesi F. li avrebbe acquistati. Che comunque vada, non si può mai avere certezza che i libri siano "quelli giusti" perché la psiche è vasta. Che con tutto il rispetto per il mio lavoro, non è giusto perché non avevo specificato che 2 su 3 erano stati ordinati per questa specifica situazione. Mi ha scritto "senza rancore" e poco prima F. sceglie di abbandonare la chat dove vengono lasciati GRATUITAMENTE consigli di lettura, newsletter e informazioni sugli incontri.
Va benissimo così, perché ciò che era stato scelto e confermato è stato poi saldato, ma a che prezzo? Mezz'ora del mio tempo, dubbi e pensieri vari. Una conversazione che non vedeva luce nella comprensione di dinamiche basilari.
Non mi importa di avere ragione, perché tutto è stato fatto secondo criterio, ma il buonsenso non lo posso fornire io.