27/08/2026
Ha vinto il Viareggio. E stata lodata da Montale. Poi la hanno cancellata.
Oggi per DESTINI INVISIBILI vi raccontiamo una storia che ci fa arrabbiare molto.
Laudomia Bonanni.
Maestra elementare in un paesino dell'Abruzzo, consulente al Tribunale per i Minorenni, donna che vedeva l'Italia vera: quella delle ragazze madri, della miseria, della violenza in famiglia.
Nel 1950 è la prima donna a vincere il Premio Bagutta con Il fosso. Nel 1960 vince il Premio Viareggio con L'imputata. È finalista tre volte allo Strega. Montale titola: "Aggredisce i mostri la ragazza dell'Aquila".
Le sue protagoniste? Imputate. Adultere. Madri che non vogliono essere madri. Donne che non chiedono scusa.
Troppo per l'Italia dell'epoca.
Nel 1985 finisce il suo romanzo più potente, La rappresaglia, storia di una partigiana incinta rapita dai fascisti. Bompiani lo rifiuta. Laudomia posa la penna per sempre. Muore nel 2002, a 94 anni, quasi dimenticata.
Se oggi possiamo rileggerla è grazie a un lavoro di archeologia meraviglioso di Cliquot edizioni, che ha riportato in libreria Il bambino di pietra. Una nevrosi femminile e La rappresaglia.
Ne parliamo nel nuovo episodio di DESTINI INVISIBILI, il nostro podcast che ridà voce alle scrittrici cancellate dal canone.
🎧 Ascoltalo su Spotify - link nel primo commento.
In libreria trovate i libri Cliquot. Se non la conoscete, iniziate da Il bambino di pietra. Sono 160 pagine che vi cambieranno lo sguardo.
Avete mai letto Laudomia Bonanni?