31/05/2026
CHE L’ARTE CREI DIBATTITO È SEMPRE UN BENE, MA PERCHÉ IL DIBATTITO PORTI CRESCITA BISOGNA ESSERE IN BUONA FEDE…
Ieri mattina veniamo contattati da una giornalista della Nazione, che ci chiede “Come rispondete a quello che ha scritto Varasano?”.
Non sapendo a cosa si riferisse siamo andati a guardare il post della figura in questione: Leonardo Varasano, docente a contratto di storia all’Università di Perugia, consigliere comunale e assessore alla cultura della precedente giunta di centrodestra, il quale ha postato, in anticipo sull’apertura del primo giugno, la nuova saracinesca di Edicola 518, dichiarando di non comprenderne né condividerne il significato.
La cosa di per sé non desta nessun tipo di sorpresa. Il dott. Varasano nei suoi cinque anni di assessorato ha dimostrato in effetti di non essere minimamente alfabetizzato sulle istanze dell’arte contemporanea, che durante la sua gestione è stata un oggetto a dir poco misterioso. Prendiamo quindi il suo post come una sincera ammissione di umiltà. Non è roba per lui.
Il punto su cui riflettere è invece la reazione che questo post ha suscitato e che vedete parzialmente mappata nei commenti sopra. Gente che invoca la rimozione forzata, gente che lamenta di vivere in un eterno XX giugno (il giorno in cui Perugia si è liberata dal giogo papale…), gente che gli risponde che il XX giugno è una data falsa come d’altronde il 25 aprile, gente che si rammarica di vivere sopra di noi perché “non ci sopporta” e poi un po’ di cinema vario, anche a tratti divertente.
A quanto mi è stato riportato ieri da fonti comunali, dalla curia sarebbero arrivate chiamate per chiedere la rimozione dell’opera, che lederebbe l’immagine del santo raffigurato. Ed è possibile che nei prossimi giorni il dibattito si sposti quindi ai piani più alti.
ALLORA, VI SPIEGO:
L’opera in questione è di Nic Alessandrini, muralista di fama internazionale che abbiamo coinvolto nel nostro progetto proprio per la sua eccellenza e sensibilità. Raffigura la testa di Sant’Ercolano, patrono di Perugia, che nel 549 fu spellato vivo e decapitato da Totila per aver difeso la città dall’invasione dei barbari. La testa secondo le narrazioni fu gettata proprio sulle scalette dove si trova Edicola 518, oggi scalette di Sant’Ercolano. Sempre secondo l’agiografia ufficiale del santo, 40 giorni dopo la decapitazione il corpo fu rinvenuto dai perugini con la testa attaccata, dando luogo al miracolo di Sant’Ercolano. Edicola 518 si trova esattamente di fronte alla chiesa di Sant’Ercolano, meravigliosa struttura a torre purtroppo quasi sempre chiusa.
È una storia bellissima, legata al mito fondativo della città e alle radici profonde dell’area su cui il nostro progetto ha trovato sede nel 2016, dando vita a sua volta a un piccolo miracolo editoriale che oggi si rinnova. L’opera di Alessandrini viene fotografata quotidianamente da centinaia di persone e diventerà, insieme all’Edicola su cui è posta, un simbolo della Perugia che pensa, vive, crea, rinasce e non si arrende alla pochezza dei tempi. Una Perugia che stiamo vedendo tutti i giorni presente nella nostra piazza, che per il decennale sta ospitando un festival culturale no stop, partecipatissimo e vivo.
Solo con una dose smodata di malafede si può vedere in un’opera d’arte che celebra il sacro, un contenuto anticlericale. E solo con una buona dose di problemi irrisolti con se stessi e la propria storia ci si può dolere per un presunto richiamo al duce a testa in giù.
È UN MOMENTO DELICATO PER LA CITTÀ. FACCIAMOCI SENTIRE E DIFENDIAMO CIÒ CHE DAVVERO CI RAPPRESENTA.
GIÙ LE MANI DA SANT’ERCOLANO!!!
Ci vediamo stasera per un’altra tappa del nostro festival e domani per l’inaugurazione della nuova Edicola, dalle 18.
È IMPORTANTE ESSERCI.