11/05/2026
Oggi presentiamo 𝙇𝙖 𝙧𝙖𝙙𝙪𝙧𝙖 di 𝗔𝗹𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝗱𝗿𝗮 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝘇𝘇𝗶.
Noi siamo pronti, Alessandra e 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗕𝗮𝗿𝗯𝗮𝘁𝗼, che dialogherà con lei, anche.
Il libro d'esordio di Alessandra è davvero un bel testo, ricco di spunti.
Ve ne lasciamo due qui, a questo link https://www.raiplaysound.it/audio/2026/03/Fahrenheit-del-26032026-b9ff6aee-cc52-4218-b35c-c95489d1e662.html una puntata di Fahrenheit dedicata e di seguito una recensione uscita il 27 marzo scorso per Internazionale.
𝗖𝗶 𝘃𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘀𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟴.𝟯𝟬, 𝗻𝗼𝗻 𝗺𝗮𝗻𝗰𝗮𝘁𝗲!
𝗨𝗻 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗶𝗮𝗻𝘂𝗿𝗮 𝗽𝗮𝗱𝗮𝗻𝗮
D'estate, nella pianura padana, si stiracchia un'ombra di noia, allungata dal caldo asfissiante e dalla cappa di umidità. Quando si hanno tredici anni, la si combatte inforcando le bici, addentrandosi nei campi di grano ingialliti e rinfrescandosi con l'acqua ai parchi. Viola fa lo stesso, nell'estate della sua seconda media, in un paese lambito dalle correnti del fiume, e dove le ragazze sembrano sparire inghiottite da una coltre di amnesia collettiva. È successo a sua sorella maggiore Greta, all'indomani di un'alluvione, e la minore pensa ora di poterla riportare indietro leggendo significati in insoliti presagi: alberi attaccati da misteriosi parassiti, pesci-mostro che nessuno vede e una stranissima calura. Alessandra Castellazzi coglie benissimo quel moto ondoso e intricato che, tra l'infanzia e l'adolescenza, lega l'immaginazione alla realtà. In questa narrazione, quando una prende credibilità, l'altra non sembra perdere terreno. Il risultato è un'atmosfera invischiata d'inquietudini e stranezza in cui si muovono un gruppo di ragazzini. Un po' Twin peaks , un po' Stranger things . Non so decidermi su quale consistenza abbia La radura : se non fosse per un monologo-spiegazione, direi che è un romanzo costruito per sottrazione, per ovattare un senso di perturbante. Lo si legge a tratti con frustrazione, lo si chiude sentendoci chiamare indietro come la radura con Viola.