25/08/2023
Oggi parliamo di ACER CAMPESTRE:
L’acero campestre, denominato anche acero oppio, appartiene alla famiglia delle Aceracee. È un albero a crescita lenta, con una longevità superiore ai 100 anni, di medie dimensioni, alto fino a 15-18 m, con una chioma compatta e tondeggiante. Il fusto è ramificato, contorto e può raggiungere un diametro di circa 1 m, i rametti rispetto agli altri aceri sono pelosi, la corteccia è liscia e scura nelle piante giovani, mentre negli esemplari adulti presenta delle fessure rettangolari ed assume una colorazione marrone tendente al grigio. La fioritura avviene contemporaneamente all’emissione delle foglie nei mesi di aprile e maggio.
L’acero campestre preferisce i climi temperati umidi, però ha un buon sviluppo sia negli ambienti freddi che in quelli caldi, ma non troppo secchi, in quanto sopporta i valori termici di alcuni gradi al di sotto dello zero e le alte temperature.
Le esposizioni migliori sono gli ambienti parzialmente ombreggiati e completamente soleggiati, meglio se riparati dai forti venti.
La propagazione avviene per talea, mentre l’impianto si effettua ad inizio autunno oppure a fine inverno-inizio primavera. Per la messa a dimora si utilizzano piante alte 3 m, aventi una circonferenza del fusto di 16-18 cm, le dimensioni della buca sono di 60 X 60 cm con una profondità di 80 cm.
L'acero oppio viene coltivato come pianta ornamentale nei parchi pubblici, nei giardini, per la formazione di alberature stradali e per effettuare rimboschimenti in associazione a conifere e ad altre latifoglie.
L’acero campestre è in grado di sopportare anche interventi di potatura piuttosto consistenti, i quali sono necessari, specialmente nei viali alberati, in quanto la pianta ha una forte tendenza a ramificare nella parte basale.