Libreria Calliope Poggio Mirteto

Libreria Calliope Poggio Mirteto Libri di varia, libri scolastici, libri per bambini e ragazzi. Giochi educativi, giochi di società, giocattoli. Smartbox

In una mattina di primavera, un uomo molto anziano arriva a Golden, una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti. Nes...
01/08/2026

In una mattina di primavera, un uomo molto anziano arriva a Golden, una piccola cittadina del sud degli Stati Uniti. Nessuno sa chi sia né da dove venga. Elegante ed enigmatico, dice soltanto di chiamarsi Theo e accenna vagamente a degli 'affari da sistemare'. Quando entra in una caffetteria del centro, scopre una galleria di novantadue ritratti a matita appesi alle pareti. Sono i volti degli abitanti di Golden, disegnati con straordinaria delicatezza da un artista locale. Ne rimane incantato e matura un'idea semplice quanto radicale: acquistarli tutti e, uno a uno, restituirli ai loro 'legittimi proprietari'. Da quel momento, questa diventa la sua missione. Allo sguardo di Theo non sfugge niente: osserva, ascolta, riconosce negli altri le cicatrici invisibili che la vita lascia dietro di sé. E così ogni consegna si trasforma in un incontro capace di imprimere un segno profondo. Nascono amicizie inattese, vecchie ferite cominciano a rimarginarsi, persone abituate a sentirsi ignorate si scoprono finalmente accolte. Giorno dopo giorno, Theo risveglia emozioni dimenticate e intreccia i destini di una comunità intera, dimostrando che essere gentili, senza aspettarsi niente in cambio, è l'atto più rivoluzionario del nostro tempo. Ma il romanzo non si ferma solo a questo: ci sono un mistero da risolvere, un legame lontano, un destino che si deve compiere senza lasciare tracce... Inno al potere dell'empatia e dei gesti senza clamore, Theo da Golden è un romanzo corale e toccante, ricco di personaggi indimenticabili, di amore e di condivisione. Un personaggio che riporta fiducia nell'umanità e che ci ricorda quanto la cura dell'altro restituisca pienezza al significato della vita...

21/07/2026
Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, do...
11/07/2026

Ambientato tra Singapore e Torino, il nuovo romanzo di Gianluca Gotto è il racconto potente e sincero di un uomo che, dopo aver tentato in tutti i modi di tenere a distanza la vita - con la sua meravigliosa imperfezione e la sua preziosa e a volte dolorosa imprevedibilità -, scoprirà che stare bene può essere semplice come giocare a mangiare il vento. "Quella sera mi aveva insegnato una cosa: a godere delle cose piacevoli senza pensare che finiranno. Perché se la paura di soffrire dopo ti frena prima ancora di iniziare, allora la tua vita non può contemplare tramonti, viaggi, sogni, concerti, legami. Non può contemplare niente di ciò che finisce. E dunque non può contemplare niente di ciò per cui ha senso vivere." Il protagonista di questo romanzo è cresciuto convinto che "casa" possa essere il posto più pericoloso al mondo e che non possa esistere amore senza paura e sofferenza. Ora però, dopo anni di vagabondaggio e di ricerca spirituale, vive a Singapore in un equilibrio all'apparenza perfetto: tai chi all'alba, lavoro da ghostwriter nei café della città, arrampicata in palestra. Conosce a memoria il Dhammapada e si comporta secondo i suoi principi, come un monaco fuori dal tempio. E quando il mondo cerca di turbarlo, si chiude nella sua stanza del vuoto e medita finché non ha lasciato andare ogni sentimento negativo. Sembra esserci riuscito, a tagliare il filo che lo legava alla violenza e al dolore della sua infanzia. Sembra aver spezzato il suo karma familiare, come gli aveva promesso un guru in un ashram indiano. Finché una notte, nell'ascensore di un hotel, incontra Giorgia. Impulsiva, disordinata, incapace di stare da sola, Giorgia rappresenta tutto ciò che lui ha voluto escludere dalla sua vita: le emozioni, il caos, il desiderio, le cose troppo umane, troppo vive. L'amore. E anche se quell'incontro finisce nel modo più inaspettato, nelle sue convinzioni si apre una crepa: a cosa serve dimenticare il dolore del passato se questo significa rifiutare di vivere il presente?

Dopo settimane di polemiche, e dopo un lunghissimo tour da Sud a Nord (che ha fatto tappa anche all’estero, a Città del ...
09/07/2026

Dopo settimane di polemiche, e dopo un lunghissimo tour da Sud a Nord (che ha fatto tappa anche all’estero, a Città del Messico), a Roma Piazza del Campidoglio (e non, come di consueto, il Ninfeo di Villa Giulia) ha ospitato la serata finale dell’80esima edizione del Premio Strega.
Dopo che a lungo a far discutere è stato il presunto scontro (su cui sono circolate diverse versioni, con tanto di smentite) avvenuto sul “van per Bisceglie“, a vincere l’edizione 2026 del riconoscimento letterario italiano più ambito e discusso è stato Michele Mari, il favorito della prima ora (che nel corso della diretta su Rai3 ha ammesso, forse con autoironia, di non essere “capace di ridere”, e soprattutto di essersi “salvato da ragazzino grazie ai fumetti“).
Tanto si è detto sulle presunte offese di Mari a Michela Murgia , ma i retroscena della vigilia sono stati confemati: Michele Mari, già vincitore del Premio Strega Giovani, è dunque il vincitore del Premio Strega 2026 con " I convitati di pietra" (Einaudi, libro proposto da Vittorio Lingiardi) con 190 voti.
A presiedere il seggio nella serata finale è stato Andrea Bajani, vincitore della scorsa edizione.
Da 79 libri proposti dagli Amici della domenica (i giurati del premio), si è arrivati prima a 12 libri, selezionati dal Comitato direttivo dello Strega, e poi a una “sestina“ finalista.
In Piazza del Campidoglio il secondo posto è andato a Matteo Nucci, autore di Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli, proposto da Giancarlo De Cataldo), con 152 preferenze.
Terza posizione (84 voti) per Bianca Pitzorno, autrice di La sonnambula (Bompiani, proposto da Roberta Mazzanti).
Quarto posto (78 voti) per Alcide Pierantozzi, autore di Lo sbilico (Einaudi, proposto da Donatella Di Pietrantonio).
Quinta posizione (75 voti) per Teresa Ciabatti, autrice di Donnaregina (Mondadori, proposto da Roberto Saviano).
Infine, al sesto posto (64 voti) troviamo Elena Rui, autrice di Vedove di Camus (L’orma, proposto da Lisa Ginzburg)

Nel ventre del museo del Prado a Madrid, Tessa Vanetti, una giovane restauratrice specializzata nel Cinquecento olandese...
27/06/2026

Nel ventre del museo del Prado a Madrid, Tessa Vanetti, una giovane restauratrice specializzata nel Cinquecento olandese, sta ripulendo un'opera unica al mondo, il misterioso Trittico delle Delizie del pittore fiammingo Hieronymus Bosch. I suoi pannelli lignei rappresentano un'umanità vinta dal peccato, ibrida e deforme. Il lavoro procede spedito quando d'un tratto qualcosa la blocca: in corrispondenza di una delle figure più enigmatiche dell'opera - una lama tra due orecchie circondate da anime dannate - Tessa nota un'imperfezione. Un attimo dopo la pittura cede e sotto l'immagine dipinta da Bosch emerge un elemento inquietante. A Roma, nel parco della Caffarella, l'ispettrice capo Miriam Tiberi si trova di fronte a uno scenario grottesco: il corpo di un uomo con una bizzarra maschera animalesca viene rinvenuto nella vasca di una piccola fattoria. Quando la foto della vittima compare sulla stampa, nella squadra d'indagine entra Nemo Sperati, docente delle Belle Arti e consulente della polizia per casi "speciali". L'unico in grado di sintonizzarsi con la scena del crimine e svelare simboli celati nell'opera dell'assassino. Sulle tracce di un mistero antico cinque secoli, Miriam, Nemo e Tessa dovranno fare i conti con un killer che sta usando Roma come sfondo per le sue installazioni mortali. Per ritrovarsi di fronte alla più assurda delle domande: Hieronymus Bosch ha nascosto un oscuro messaggio tra le ombre del Giardino delle Delizie? Torna Nemo Sperati, l'esperto d'arte capace di leggere la scena del crimine come un quadro d'autore...

La “Tempesta Silenziosa” di Alessandro Baricco conquista Roma: lettura contemporanea di “Le notti bianche” di Fedor Dost...
19/06/2026

La “Tempesta Silenziosa” di Alessandro Baricco conquista Roma: lettura contemporanea di “Le notti bianche” di Fedor Dostoevsky
L’evento di lettura collettiva, ideato e organizzato dall’autore di "Novecento" la sera di mercoledì 17 giugno, è stato un successo enorme
Sono state diverse migliaia le persone accorse tra piazze, parchi e strade di Roma per leggere tutti insieme alla stessa ora lo stesso libro, “Le notti bianche” di Fedor Dostoevsky. Il primo di quello che potrebbe diventare un nuovo format di spettacolo pubblico, colto e allo stesso tempo popolare, si è svolto in sette luoghi eccezionali della capitale: lo Stadio Palatino, l’Ara Pacis, Villa Torlonia, il Mattatoio di Testaccio, il Teatro dell’Opera di Roma, piazza del Campidoglio e la Casa del Jazz, aggiunta all’ultimo istante per contenere l’esorbitante numero di richieste di partecipazione.

Era stato Baricco, non molto tempo fa, a lanciare il gu**to letterario di sfida raccolto con non poca celerità dall’assessorato alla cultura del Comune di Roma. Il gong è suonato per i partecipanti lettori alle 20.47, l’ora esatta del tramonto del sole nella Capitale. A dare il via alla performance leggendo ad alta voce per poco più di cinque minuti il capolavoro dello scrittore russo è stato Alessandro Baricco, baschetto grigio e tshirt nera, che poi se n’è andato in silenzio lasciando spazio alla lettura proseguita in silenzio per circa un’ora, accompagnata da musica sinfonica di sottofondo. E così come inizia il romanzo dell’autore russo, con il protagonista che si addentra tra le strade di San Pietroburgo sotto un “cielo stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili ed irosi”, ecco i romani immergersi magicamente in silenzio tra le pagine di “Le Notti Bianche”.

Probabile che molti lettori abbiano trovato la loro Nasten’ka su un Ponte Milvio qualsiasi appoggiata piangente a un parapetto, e che molti altri abbiano vissuto tutte le quattro notti, più un mattino, in quell’ “attimo di beatitudine” che affascina milioni di lettori, almeno da quando nel 1865 “Le notti bianche” è stato pubblicato in Russia (in Italia tradotto sono negli anni venti del Novecento). 25mila le copie stampate dalle Biblioteche di Roma e distribuite ai lettori. Baricco ha commentato parafrasando l’amato russo: “Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani” ...

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, ...
13/06/2026

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori...

Il libro vuole guidare l'hobbista o l'utilizzatore privo del patentino obbligatorio ai prodotti e organismi ammessi in a...
11/04/2026

Il libro vuole guidare l'hobbista o l'utilizzatore privo del patentino obbligatorio ai prodotti e organismi ammessi in agricoltura biologica. Vengono descritti natura, modalità d'azione e bersagli di principi attivi e organismi utili e viene spiegata la corretta lettura delle etichette e le modalità d'uso di prodotti e organismi biologici. Ampio spazio è dedicato alle principali malattie e parassiti, descritti in singole schede con l'indicazione dei prodotti o degli organismi utili a combatterli. In appendice, vengono descritti brevemente i prodotti professionali utilizzabili anche dall'hobbista munito di autorizzazione e i prodotti fai-da-te a base di sostanze naturali completi di ricette e di indicazioni su come utilizzarli al meglio...

Indirizzo

Piazza Martiri Della Libertà 29
Poggio Mirteto
02047

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00
16:30 - 20:00

Telefono

+390765441292

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Libreria Calliope Poggio Mirteto pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Libreria Calliope Poggio Mirteto:

Scelte rapide

Condividi

Digitare