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La posizione espressa dagli “esperti anti-bufale” dell’Ordine nazionale dei medici, che rispondeva sulla possibile cance...
15/04/2026

La posizione espressa dagli “esperti anti-bufale” dell’Ordine nazionale dei medici, che rispondeva sulla possibile cancerogenicità delle si*****te elettroniche, ha di fatto rilanciato tesi allarmistiche riguardo la presunta capacità di tali dispositivi di causare il cancro. In un Paese in cui il fumo tradizionale causa decine di migliaia di decessi ogni anno, una corretta informazione su questo tema è indispensabile. Per questo, ritengo doveroso bilanciare una narrazione sinora parziale e metodologicamente carente.
La riduzione del danno
L’impalcatura di queste teorie si regge su un espediente retorico ben noto: si attribuisce alla comunità scientifica la pretesa di aver conferito un “titolo di sicurezza” assoluta alle e-cig, per poi poterlo smentire ad arte. Eppure, nessun medico può sostenere che lo svapo sia innocuo. Il paradigma clinico di riferimento è, invece, la riduzione del danno. È ampiamente dimostrato che chi non riesce a smettere di fumare può abbattere i rischi di circa il 95% passando all’elettronica, come evidenziato storicamente dall’agenzia britannica Public Health England.
La presunta cancerogenità
L’allarme sulla presunta cancerogenicità si appoggia invece a una revisione australiana che difetta delle basi stesse dell’epidemiologia clinica. In primo luogo, non analizza dati sull’uomo, ma si limita al monitoraggio di biomarcatori cellulari e a test su topi sottoposti a scenari di esposizione all’aerosol elevati ed irrealistici. Inoltre, gli autori ignorano il principio base della tossicologia per cui “è la dose che fa il veleno”, presentando qualsiasi sostanza sospetta come cancerogena anche se presente in tracce minime e clinicamente irrilevanti. Il fumo di tabacco sprigiona migliaia di agenti chimici, di cui almeno 158 noti per essere tossici o cancerogeni. Come dimostrato dai ricercatori del King’s College di Londra, nel vapore dell’e-cig tali cancerogeni sono totalmente assenti o, se presenti, si attestano per lo più a livelli inferiori all’1% rispetto al fumo combusto. Si omette, quindi, la vasta letteratura che dimostra la riduzione dell’esposizione a sostanze cancerogene nei fumatori che passano allo svapo.
A questa debolezza metodologica si aggiunge l’inaccettabile bias di selezione. Le ricerche di questo tipo prendono spesso in esame ex fumatori di sigaretta tradizionale di lungo corso, attribuendo all’attuale uso dell’e-cig i danni sistemici rilevati. Così facendo, si omettono decenni di pregressa esposizione al catrame e alle migliaia di sostanze tossiche del fumo combusto. Il “peccato originale” del danno patologico risiede palesemente nella combustione passata, non nel vapore.
Per puntellare ulteriormente questa tesi traballante, viene persino rispolverato lo spauracchio della crisi “EVALI”. Si tratta di una strumentalizzazione anacronistica. I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta hanno chiarito in via definitiva che quelle lesioni polmonari non derivavano dai normali liquidi per e-cig, ma dall’acetato di vitamina E utilizzato in cartucce illegali al THC vendute sul mercato nero. Decontestualizzare questo evento significa alterare la realtà dei fatti.
La revisione Cochrane
Vi è, infine, l’inspiegabile omissione della più autorevole letteratura internazionale. Ignorare l’ultimo aggiornamento della revisione Cochrane del novembre 2025 è un atto imbarazzante per chiunque voglia fare divulgazione medica. Parliamo del gold standard della ricerca indipendente, che attraverso l’analisi di 104 studi su oltre 30.000 partecipanti ha confermato con “alta certezza” come le e-cig contenenti nicotina siano più efficaci delle terapie tradizionali (come cerotti o gomme) nell’aiutare i fumatori a smettere.
Continuare a equiparare la sigaretta elettronica al fumo combusto è un posizionamento ideologico che ottiene solo un tragico effetto collaterale: dissuade i fumatori resistenti dall’adottare strumenti a minor rischio. Le scelte di salute pubblica esigono fedeltà ai dati, non crociate basate su tesi parziali. La scienza non tollera omissioni.
Dott Fabio Beatrice * Primario Emerito dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino
Direttore del Board scientifico Osservatorio MOHRE

Sigaretta elettronica, studio sul cancro bocciato dagli esperti !!!Una revisione parla di rischi oncologici, ma molti ri...
01/04/2026

Sigaretta elettronica, studio sul cancro bocciato dagli esperti !!!
Una revisione parla di rischi oncologici, ma molti ricercatori ne criticano metodo e conclusioni, giudicate fuorvianti e non supportate dai dati.
Prima di credere ai FuffaVirologhi & co ........

Revisione su rischi oncologici: molti ricercatori ne criticano metodo e conclusioni.

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18/03/2026

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