26/01/2025
❣️Avete presente un campo di grano?
Li vedete sbucare in mezzo alle spighe e riescono sempre a far sorridere gli occhi.
I papaveri.
Un campo di papaveri fa sorridere il cuore.
Eppure, la bellezza effimera di questo fiore, non richiede tante cure e una volta attecchito, si propaga da solo sino a diventare infestante. Cosa che il più delle volte fa piacere!
Sicuramente avrete visto qualche volta come i semi vengano impiegati nella decorazione di alcuni tipi di pane.
Quando vivevo in Alto Adige, le vetrine delle panetterie facevano bella mostra di pani con disegni creati con i semi di papavero! E non sono solo belli da vedere, ma gli danno un gusto particolare, molto gradevole.
Io non ho ancora provato, ma ho letto sui miei libri di erbe spontanee mangerecce, che oltre ai semi, sono commestibili anche le foglie e i germogli teneri di papavero. Devono essere raccolti a inizio primavera, prima della fioritura.
Possono essere consumati abbinati in misticanza con ad altre erbe di campo spontanee come: cicoria, tarassaco e ortica.
Basta poi condire l’insalata ottenuta con olio e succo di limone.
I semi vengono notoriamente impiegati anche come rimedio contro ansia, stress e per combattere l'insonnia. Il motivo consiste nella presenza di papaverina ed altri blandi oppiacei.
In alcune zone, specie nel Meridione d’Italia, ne esiste una varietà ormai quasi del tutto estinta, che nel linguaggio popolare salentino, zona da cui provengo, si chiama “papagna” , mentre in Abruzzo, dove vivo attualmente: “papàmbre o papambrone”.
Il nome botanico del fiore è “Papaver Somniferum”, coltivato fin dai primi del ‘900 nel mondo contadino e conosciuto come “il fiore che dona gioia ed ebbrezza”.
Il termine “papagna”, affiora dai miei ricordi d’infanzia e mi riporta ai racconti ascoltati riguardo l’utilizzo che ne veniva fatto: la preparazione molto spartana di una sorta di “succhietto”, realizzato( se non erro) con un fazzoletto, nel quale veniva messa della mollica di pane zuccherata ed intinta in una sorta di “tisana” a base di “Papaver Somniferum”.
Lo so, oggi la cosa fa inorridire, ma all’epoca e pare fino a non oltre gli anni ’50, veniva usato come rimedio contro l’insonnia, antidolorifico e tranquillante …somministrato anche ai neonati!
Ora è stato inserito nell'elenco delle sostanze e delle piante proibite.
Nel linguaggio dei fiori il papavero è spesso ritenuto simbolo dell'oblio.
Morfeo, non a caso, veniva raffigurato con un mazzo di papaveri tra le braccia.
Un altro significato legato al papavero è: fonte di nutrimento, orgoglio, sorpresa ed immaginazione…
Guardo a questo fiore con curiosità ed affetto.
Ora le mie Sirene ne sono adorne sino ad esserne loro parte integrante.
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Particolare del quadro di Evelyn De Morgan, “Night and Sleep”, Oil on Canvas, 1878.