Archivio Libreria della FAI Reggiana

Archivio Libreria della FAI Reggiana Via Don Minzoni 1/d // Reggio Emilia // federazioneanarchicareggiana.noblogs.org

10/09/2026
09/09/2026

Umanità Nova n. 24/2026 - anno 106

Sommario
Pag.1
- Attacco ad Autistici/Inventati. Un pugno di ribelli contro l'impero
Pag.2
- Solidarietà ad Autistici/Inventati
Pag.3
- Contro speculazione e cementificazione. Bosco Ospizio di Reggio Emilia: aggiornamenti e considerazioni
- Coltivare autogestione. La Ràkene in Alta Murgia
Pag.4
- Bloccare il traffico d'armi, costruire strutture di resistenza
Pag.5
- Come scompare la proprietà privata. Livorno: giù le mani dagli orti urbani
- All'arrembaggio del futuro. FAI Festa a Carrara: un bilancio
- Milano 19 settembre. Dal San Raffaele parte la lotta contro i licenziamenti ritorsivi
Pag.6
- Quando il livore gramsciano non fa egemonia. Pietro Gori, il canto anarchico e la tradizione proletaria
- Giorno dello sbattezzo. Empoli 12 settembre 2026
Pag.7
- Accordi libertari. Festival della Canzone Anarchica 2026
- Ciao Francesco
- Bilancio n. 24
Pag. 8
- La lezione di Ceuta. Migrazioni, repressione e corsa elettorale

IN DIFESA DEGLI SPAZI DI LIBERTÀ: SOLIDARIETÀ AD AUTISTICI/INVENTATI! Il 26 agosto il governo degli Stati Uniti ha inser...
28/08/2026

IN DIFESA DEGLI SPAZI DI LIBERTÀ: SOLIDARIETÀ AD AUTISTICI/INVENTATI!

Il 26 agosto il governo degli Stati Uniti ha inserito il collettivo A/I (Autistici/Inventati) nell’elenco delle organizzazioni terroristiche mondiali. https://cavallette.noblogs.org/2026/08/10076

Per chi non lo conoscesse, il collettivo A/I si occupa dal 2001 di libertà digitale offrendo svariati servizi digitali. Tra i valori fondamentali che costituiscono il collettivo ci sono l’antifascismo, l’antisessismo, l’antirazzismo, l’antimilitarismo e l'anticapitalismo. (https://www.inventati.org/about).

L'operazione del governo USA è ovviamente da inserirsi nelle recenti (re)azioni dei vari governi per criminalizzare il dissenso, soprattutto nei confronti delle realtà Antifa e in generale a chi si oppone alle derive autoritarie e di controllo, sempre più incalzanti.

Mentre scriviamo il dominio autistici.org non è più raggiungibile, probabile censura in atto (inventati.org invece risulta raggiungibile).
Il collettivo chiede per il momento di non inviare donazioni sui conti correnti, perché potrebbero andare p***e (https://mastodon.bida.im//117166843998152815), ma di rimanere comunque in allerta per comunicazioni diverse.

Tutta la solidarietà della FAI Reggiana va al collettivo A/I che continua a supportarci con i suoi servizi: è necessario rimanere sincronizzati in questi giorni e mobilitarci per far conoscere il problema anche a chi non è abituato ad usare servizi digitali.
Qui è fondamentale secondo noi fare un appunto sull'importanza di avere servizi liberi e fuori dal controllo governativo, in un mondo dove sempre più persone si affidano ciecamente a servizi chiusi, controllati e centralizzati come Whatsapp e Facebook. Anche su questo fronte è necessario sensibilizzare di più le persone.
Consideriamo che misure del genere non verrebbero mai applicate alle grandi piattaforme: in quel caso la repressione colpirebbe direttamente chi utilizza il servizio e non la piattaforma che lo ospita.

È un momento buio e la repressione si sta facendo sentire su più fronti, ma anche le mobilitazioni stanno crescendo, come tutte quelle per la liberazione degli/delle Antifa incriminat\*. Come anarchic\*, difendiamo da sempre la libertà di pensiero e di espressione contro tutti i tipi di autoritarismo, e sosteniamo le lotte sociali che si muovono dal basso al di fuori di ogni logica di stato o partito.

Facciamoci sentire!

Federazione Anarchica Reggiana - FAI

A Reggio gli affaristi immobiliari hanno messo da tempo le mani su un altro terreno da cementificare, come se ce ne foss...
09/08/2026

A Reggio gli affaristi immobiliari hanno messo da tempo le mani su un altro terreno da cementificare, come se ce ne fosse bisogno dopo l’abbuffata cementifera dei decenni scorsi.

Uno spazio verde, in un’area altrimenti densamente costruita, che conta alberi ad alto fusto e altra vegetazione spontanea, ed è rifugio ed habitat per tante specie animali. Stiamo parlando naturalmente del Bosco Ospizio, che gli affaristi di Conad, in pieno accordo con il Comune di Reggio, si apprestano a spianare per lasciar posto all’ennesimo supermercato e altre costruzioni. Tutto questo in un momento in cui gli effetti della penuria di spazi verdi e la crescita della cementificazione sono visibili a chiunque, con le nostre città trasformate in fornaci. E che il Comune di Reggio si dia pace: alla favoletta che piantumare qualche centinaio di stecchini in aiuole stradali sia una “compensazione” per gli alberi abbattuti non ci crede nessuno. La questione è solo di affari e profitto per pochi contro il disagio di molti.

In tutta Italia la politica e le amministrazioni di ogni colore blaterano di misure di mitigazione di fronte alla catastrofe climatica in corso per poi fare finta di niente quando entra in gioco la priorità del profitto, per loro più importante della vita. Intanto, alcuni comitati autorganizzati e spontanei, partiti dall’iniziativa di persone che semplicemente non ne possono più dell’ipocrisia di chi di fronte al disastro continua a tagliare alberi, hanno dimostrato che queste lotte si possono anche vincere. Uno fra tanti, il Comitato Besta a Bologna.

Come Federazione Anarchica Reggiana denunciamo questa speculazione immobiliare che vede marciare uniti Conad e Comune, e sosteniamo il Comitato Bosco Ospizio che da tempo si sta opponendo all’operazione e che in questi giorni è in presidio permanente davanti al bosco per impedire alle ruspe di distruggerlo. È solo con le lotte autorganizzate dal basso che si può salvare il nostro futuro.

Federazione Anarchica Reggiana - FAI

07/08/2026

CLICCA QUI PER SCARICARE L'OPUSCOLO IN PDF Pubblichiamo integralmente l’opuscolo appena prodotto dal gruppo di lavoro della FAI “Azione diretta e crisi climatica”. La diffusione è più che auspicata. Buona lettura! La redazione web Prefazione Durante il congresso della Federazione Anarchica I...

24/07/2026

SABATO 25 LUGLIO PIAZZA FONTANESI, REGGIO
EMILIA ORE 10.00

CONTRO LA STRETTA AUTORITARIA!

La repressione è una costante dell'azione dei governi contro chi pratica l'opposizione sociale. In una situazione di repressione che
possiamo definire sistemica, l'azione del governo Meloni mostra un inasprimento evidente nella continua decretazione repressiva che abbiamo visto in questi ultimi tempi.Il Governo Meloni fa la guerra ai poveri. Fa la guerra a chi lavora.
Taglia sanità, istruzione, trasporti, servizi, per spendere i soldi in guerre, armi e opere inutili, mentre chi protesta viene
bersagliato dai decreti sicurezza che si susseguono inarrestabili e stiamo assistendo ad una vistosa criminalizzazione delle lotte
sociali. Denunciamo pubblicamente la stretta autoritaria del governo che mira a colpire con provvedimenti intimidatori l’opposizione
sociale, mondo del lavoro, giovani e studenti, immigrati e tutte le categorie sociali più vulnerabili attraverso un’esplicita
criminalizzazione del dissenso da parte del governo e dei mezzi di
comunicazione asserviti alle logiche del potere.E’ necessario mobilitarsi per costruire percorsi dal basso che
contrastino questa visione autoritaria della società, per
costruirne una diversa: solidale, internazionalista ed egualitaria.

Area Libertaria - Assemblea del Bosco Ospizio - Extinction
Rebellion

20/07/2026

A GENOVA, QUEL LUGLIO 2001 ERAVAMO IN TANTI....


A Genova, quel luglio del 2001 eravamo in tanti.
C’era chi voleva contare qualcosa.
C’era chi voleva solo cantare.
C’era chi voleva chiedere. C’era chi voleva impedire.
C’era chi era la prima volta, c’era chi c’era già stato tante volte.
C’erano i rossi e c’erano i neri, ma soprattutto c’erano di nuovo le magliette a righe del 60.
C’erano ragazzi che si affacciavano alla bellezza della politica fatta in prima persona, nelle piazze,
nelle assemblee. Dappertutto, a pensarci bene, in quegli anni.
Era dal 1998 – ma da ben prima a farci davvero i conti – che un piccolo popolo, tenero e furibondo nella sua estraneità a vecchie forme dinosauresche e burocratiche di fare politica, si era incontrato e riconosciuto fratello, sorella.
Si era riconosciuto – come tra fratelli e sorelle mai incontrati ma intimamente legati – liberando voglia di rappresentanza dal basso, necessità viscerale di riconoscersi corpo politico, tensione verso un mondo di liberi ed eguali.
Era cresciuto, in forme e dimensioni, senza padri e senza padroni, irriverente, incatalogabile, inarrestabile. Incazzato.
A guardarlo bene, quel piccolo popolo, lo si sarebbe poi scoperto ricco di contraddizioni, dove la convivenza di tutto e il contrario di tutto si faceva davvero realtà sociale e non più utopia derisa.
Eppure.
Eppure assieme, coeso a suo modo, davvero pienamente, finalmente sintesi di diversità in dialogo e
progettazione concreta di umanità nuova.
Con una presenza capillare nelle strade dei quartieri, nelle città del mondo.
Sembrava che ovunque si presentasse l’occasione, il piccolo popolo trovasse nuovi fratelli e sorelle
pronti a procedere assieme senza necessità di grandi atti costitutivi e linee da far approvare.
In quegli anni il mondo era davvero alla portata del piccolo popolo.
Reggio Emilia è stata – penso – fra le prime in Italia a costituirsi in movimento, raccogliendo queste
istanze liberatrici. Liberandosi dagli antichi cappi delle rappresentanze monolitiche, delle burocrazie multicolori, delle tradizioni di partito.
La scusa dell’appuntamento genovese di lì a qualche anno avrebbe condotto a raggrupparsi in assemblea permanente – ControVerso G8 – una pluralità di soggetti vecchi e soprattutto nuovi, nuovissimi, raccogliendo l’eredità dei movimenti di base reggiani che fin dagli Settanta e passando per il grande sciopero generale del 1991 contro la guerra nel Golfo, avevano lavorato costantemente. Pollicini infaticabili della politica dal basso, dell’esserci, del contare.
Le contestazioni al nucleare, le lotte ambientaliste, antimilitariste, antirazziste, di genere, sindacali,
le proposte culturali, l’attenzione al mondo della scuola e dei
più giovani, le azioni solidali, la critica costante alle politiche dell’eterna città rossa e alle sue intoccabili rappresentanze politiche si ritrovavano ora, quasi improvvisamente, corpo ribelle inaspettato.
Non più solo testimonianza, seppur seria e concreta, ma coscienza civile agente, in grado di proporre, intervenire, modificare.
Dai cristiani di base agli anarchici, dicevamo, per rendere conto – senza forse riuscirci pienamente – della ricchezza e diversità del nostro piccolo popolo reggiano che volevamo esempio e ispirazione per tutti gli altri.
Arrivammo a costituirci in RESF – Reggio Emilia Social Forum, scegliendo di assumere una carta costitutiva a garanzia della libertà dei singoli e delle sigle che lo componevano, per non lasciare spazio a meccanismi decisionali autoritari e verticali che ci avrebbero inevitabilmente ricondotti a quei modelli di gestione sociale e politica che cercavamo di scardinare, denunciandone l’intrinseca affinità con il potere.
Assemblee settimanali – addirittura quotidiane – frutto di un impegno personale degno di un lavoro remunerato, per moltissimi di noi, eppure volutamente volontario, mai prezzolato, esterno a finanziamenti pubblici e riconoscimenti economici che ne avrebbero sancito la fine dell’indipendenza orgogliosamente rivendicata. Il piccolo popolo reggiano in movimento non era invendita.
In quegli anni il nostro modello non era prospettiva. Era realtà. Senza leader e senza cappelli politici dominanti, autogestionario e provocatore, conflittuale e demistificatore. Uno stare assieme che lasciava ampi margini di proposta e manovra a tutti quelli che si riconoscevano nelle parole
solidarietà, autogestione, lavoro dal basso e in prima persona.

Genova, quel luglio del 2001, è stata una presa di coscienza della posta reale in gioco che ha segnato uno spartiacque nella rappresentanza politica di base. Quei giorni sono stati il ritrovarsi davvero diversi ma uniti e in grado di proporre, sono stati canti e balli liberatori e botte e gas e manganelli. Sono stati il volto feroce del potere che qualcuno aveva evocato e qualcun altro aveva sottovalutato, sono stati la vetrina della messa in scena della contestazione mediatica e del suo gioco
a perdere.
Genova ha schiacciato i sogni di un cambiamento ottenuto come concessione dall’alto, svelando il gioco truccato dei processi democratici del potere, di qualunque potere. Genova ha messo bene in chiaro la superstizione della democrazia.
Genova ha ucciso Carlo Giuliani e il ragazzo di vent’anni in ognuno di noi, autopromuovendosi per l’efficienza della messa a morte del piccolo popolo.
Quando Genova e i suoi genovesi proprio non se lo meritavano di essere ricordati così.

Dal disincanto di quei giorni qualcuno è ritornato sui suoi passi, curandosi le cicatrici, cercando di ridare senso e vita. Qualcuno si è incattivito, qualcuno ha continuato più e meglio di prima.Tutti sono cambiati.
Quando proporre soluzioni collettive è stato per un lungo momento qualcosa di assolutamente naturale, e ritrovarsi assieme il modo di esserci e di fare, oggi facciamo fatica anche solo a concepire percorsi di liberazione sociale collettivi. Oggi vediamo i frutti dell’atomizzazione sociale
imperante che la repressione genovese ha anticipato con il gusto macabro dei preveggenti che possono disporre di vita e di morte.
Eppure.
Eppure le istanze fatte proprie da quel piccolo popolo sono ancora valide, ancora attuali. Ancor di più non rimandabili.
E le prassi teorizzate, sperimentate, realizzate, sono all’ordine del giorno in ogni angolo del pianeta.
Ancor di più non delegabili.
Oggi non possiamo non riconoscerci in tutte quelle persone, ancora ultimi, ancora sfruttati, ancora classe, che portano avanti la necessità di un mondo di liberi ed eguali.
E che da piccolo popolo si sono fatti grande umanità di fratelli e sorelle in lotta.

Fabio Dolci - Federazione Anarchica Reggiana - FAI

19/07/2026

Il 19 luglio 1936, 90 anni fa, la rivoluzione sociale in Spagna!

Continua sino al 30 luglio l'esposizione al circolo Berneri dei manifesti della rivoluzione. Visite dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19 e su appuntamento al 347 3729676
Circolo Berneri Via Don Minzoni 1/d Reggio Emilia

I MANIFESTI DELLA RIVOLUZIONE
SPAGNA 1936 – 1939

In Spagna nel 1936 ci fu una guerra civile e nello stesso tempo una rivoluzione sociale con pronunciate caratteristiche libertarie. Il 19 luglio 1936 un grande sciopero generale indetto dal sindacato anarcosindacalista CNT e da quello socialista UGT bloccò il golpe dei generali franchisti che volevano rovesciare la Repubblica e imporre una spietata dittatura, come faranno 1939 quando vinceranno la guerra. Dal 1936 in due terzi del territorio spagnolo, in un quadro di dura guerra civile fra fascismo e antifascismo, furono realizzate tante esperienze riconducibili al socialismo libertario. La forte presenza anarchica e
anarcosindacalista riuscì a costruire su larga scala progetti autogestiti, rapporti sociali comunisti, collettività produttive urbane e rurali, pratiche antimilitariste e forme di municipalismo libertario.
A seguito del colpo di Stato militare del 1936, vi fu una grande risposta rivoluzionaria anche dal punto di vista comunicativo e artistico: vennero stampati migliaia di manifesti che innovarono il linguaggio e l’immagine; prima di allora, infatti, i manifesti si limitavano alla pubblicità commerciale di prodotti, annunci
di eventi e, soprattutto, erano privi di illustrazioni. Questi nuovi manifesti nacquero come risposte a specifiche esigenze sociali ed erano l’espressione di un popolo insorgente contro tutte le dittature. I manifesti della CNT e della FAI evidenziavano i valori costruttivi dell’anarchismo a partire da un nuovo socialismo umanitario e libertario e affrontando innumerevoli temi: l’infanzia, le donne, il lavoro, l’istruzione, la cultura, le collettività, i comuni liberi ecc.
La varietà di stili, l’innovazione grafica, la potenza creativa e l’influenza delle avanguardie artistiche dimostrarono che, anche in questo campo, sì verificò una vera e propria rivoluzione, come si può osservare
dai 30 manifesti del periodo presenti in questa mostra.

Gli artisti che realizzarono i manifesti spaziano da illustratori e pittori anonimi fino a personaggi famosi del tempo. La maggior parte di loro dovette andare in esilio dopo la guerra e fece ritorno in Spagna solo dopo
la morte di Francisco Franco nel 1975. Alcuni di questi sono Carles Fontseré (1916-2007), Josep Renau (1907-1982), Eduardo Vicente (1909-1968), Baltasar Lobo (1910-1993), José Bardasano (1910-1999), Enrique Herreros (1903-1977), Vicente Vila (1906-2009), Andrés Martinez de Leon (1895-1978) e Paquita Rubio (1911-2008).

La mostra sarà inaugurata venerdì 15 maggio e chiuderà giovedì 30 luglio.
Apertura mostra: dal lunedì al venerdì dalle 17.30 alle 19 e su appuntamento al 347 3729676

ARCHIVIO STORICO DELLA FAI REGGIANA

18/07/2026

SOLIDARIETÀ A LABORATORIO AQ16

L’area libertaria di Reggio Emilia esprime solidarietà allo spazio sociale AQ16, sotto attacco da parte dei fascisti che ne chiedono lo sgombero, e che lunedì mattina metteranno in scena una delle loro provocazioni.

Nel loro comunicato i fascisti nominano “privilegi” che il centro sociale avrebbe nei confronti dei commercianti che “pagano le tasse”. Sarebbe comico se non fosse assolutamente strumentale alla narrazione di destra, che mercifica qualsiasi cosa. Ma uno spazio sociale non è commercio, non è a scopo di lucro. Le motivazioni dei fascisti, come sempre, sono pretestuose e servono solo a “indinniare” frustrati e benpensanti per aggregarli al loro carro, carro che i loro referenti al governo fanno marciare spedito verso la società-galera in cui ogni persona è incasellata al proprio posto e l’aggregazione al di fuori degli spazi commerciali è proibita. Non a caso il primo provvedimento liberticida di questo governo è stato contro una forma di aggregazione non commerciale e fuori dal controllo come i rave.

Contro ogni espressione del fascismo,
contro la repressione,
contro la società-galera.

Area Libertaria Reggio Emilia.

08/07/2026

Umanità Nova n. 23/2026 - anno 106

Sommario
Pag.1
- Spagna ‘36. L’utopia si fa storia
Pag.2
- 17 anni dalla strage di Viareggio. Ferrovie: per la sicurezza contro il dual use militare
- Milano: caporalato, espulsione e finanziarizzazione
Pag.3
- Cantare la Rivoluzione sp****la
Pag.4
- Mujeres Libres “Una luce che si accese”. Donne anarchiche nella rivoluzione e guerra di Spagna
Pag.5
- Fu strage e genocidio. L’Italia fascista al fianco di Franco contro il popolo iberico
Pag.6
- Prosfygika, una vittoria inevitabile
- “Il diario di un bambino del G8” tratto da storie e racconti realmente accaduti
Pag.7
- Disillusa dal Potere. Emma Goldman e la Rivoluzione russa
- Germinal numero 137
- Bilancio n. 23
Pag. 8
- Anarchia in festa

Indirizzo

Via Don Minzoni 1/d
Reggio Nell Emilia
42121

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