06/09/2026
Berto scrive la depressione nel 1964, quando quel termine ancora non si usava, e il suo romanzo è un flusso quasi senza punti che chi ci si riconosce descrive sempre allo stesso modo: è la prima volta che vedo scritto quello che ho in testa. Ernaux nomina la vergogna che ti prende quando studi, ti sposti e ti accorgi di vergognarti dei tuoi genitori, e subito dopo di esserti vergognata. De Céspedes racconta una donna che compra un quaderno di nascosto perché dentro casa sua non esiste un angolo che sia suo. Moshfegh scrive il libro sul burnout senza usare mai quella parola. Van der Kolk, l’unico saggio della lista, spiega perché certe cose il corpo se le ricorda quando la testa ha già archiviato.
Nessuno di questi libri cura niente, e nessuno sostituisce qualcuno che ti ascolti di mestiere.
Qual è il libro che ha dato un nome a te?
Se in questo momento stai male davvero, parlarne con una persona vale più di qualsiasi lista.♥️