28/08/2016
Marco Possanzini
Ha avuto il privilegio e l’onore di leggere “Quando la Fenice Muore” a pochi giorni dalla stesura definitiva. Non è un semplice racconto autobiografico, questa è la storia di un compagno ed emerge in modo forte e chiaro come in ogni momento della vita, anche in quelli più difficili,Solo un uomo di sinistra può conciliare il coraggio intellettuale della verità con la buona pratica politica… Perché come insegna Edgardo, “Il presente è la dimensione dell’agire”, Non lo so se Suor Fiorella avesse ragione
oppure no, so solamente che attraverso le pagine di questo libro è possibile incontrare anche chi non si è mai conosciuto.
Maurizio Carrozzi
Una vita straordinaria quella che l’autore racconta, una vicenda individuale che si sviluppa in un momento storico straordinario. Un bimbo strappato dagli agi del latifondo calabrese e catapultato nei disagi e nella miseria della periferia romana. Il racconto della vita, due identità e due destini paralleli. Il giovane uomo è in attesa di ricongiungersi con gli affetti e gli agi dell’infanzia, ma i fermenti di un mondo in trasformazione non si fermano sulla porta di casa. La scoperta del cinema, della musica, della pittura e contemporaneamente della politica inducono ad una scelta di vita, difficile e dolorosa che non determina un taglio ma l’esaurirsi di un percorso. Il dilatarsi di un destino, scelto poi con generosità e coraggio, un libro bellissimo, una vita straordinaria
Enrica Laura Valle "Quando La Fenice muore" , intenso romanzo di Edgardo Signoretti in cui mi sono rispecchiata in molte situazioni provenendo da una storia politica molto vicina a quella descritta nel racconto........ed anche i vini citati mi hanno fatto rivivere situazioni di grande intensità! Grazie Edgardo per averci regalato la tua e "brani" della nostra storia
Vincenzo Nasti,Presidente del Gruppo Mineralogico Romano "Quandola fenice muore" Storie d'amore, di amicizie, di partecipazione, di lotte politiche, dipinte, sempre realisticamente, da un artista eclettico e di grande sensibilità. Grazie Edgardo
Roberto PucciDella attività artistica di Edgardo si sapeva, ma ritrovarlo scrittore penso non se lo aspettasse nessuno e chi non lo ha conosciuto a fondo forse sarà stato sorpreso di trovare sotto la sua apparente “scorza” tanto sentimento.
In questa opera prima, con una prosa spontanea ed avvincente, priva di orpelli formali, attraversa le travagliate e intense vicende di una vita (la sua?): dalle emozioni del fanciullo alla ribellione per gli eventi che ne stravolgono la vita, dalle travolgenti passioni sessuali all’impegno politico e sociale, dalla maturazione della vena artistica ed espressiva alla ricerca di un equilibrio famigliare prima mai goduto pienamente.
La storia, o forse sarebbe meglio dire le storie si svolgono in luoghi e momenti storici descritti offrendo riferimenti meticolosi.
Chi ama romanzi leggeri, da scorrere distrattamente sotto l’ombrellone, lasci perdere, non è questo il libro giusto per lui