11/10/2026
C’è un’idea di comunità e un’esperienza di umanità che non si studia ma si apprende osmoticamente.
C’è un attitudine e un’abitudine a una condivisione che non sono casuali ma radicati.
Ieri sera, ad Aversa, ho riattraversato i luoghi in cui - dopo la famiglia, o con la famiglia accanto per un pezzo - ho imparato quello che avrei trasformato in ciò che oggi rappresenta la libreria.
In quella parrocchia, prima prefabbricato circondato da terra battuta e cani randagi, l’esperienza di comunità ci ha visto ragazzi delle medie e poi giovani liceali impegnati, animatori di gruppi di ragazzi più piccoli, cantori, curatori instancabili della crescita di questa che sentivamo casa.
Su quel palco dove ieri si esibivano gli “Amici per caso”, abbiamo messo in scena le prime commedie napoletane e imparato a superare le paure del parlare in pubblico.
Ci siamo fatti protezione e scudo quando i primi dolori della vita ci hanno toccato e, a distanza di anni, chi venti, chi trenta e chi quaranta, siamo capaci di ritrovarci nello stressa profonda intesa, allargando lo sguardo a mogli e figli.
Mentre giravo per quelle sale, oggi frequentate da altri bambini, ho ripercorso anni di pomeriggi e serate.
In una provincia del Sud, quello spazio, quelle sale, talmente casa da festeggiarci compleanni e feste di carnevale, ci hanno fatto crescere sani e sicuri, solidi per quel portofranco, che era luogo di scambio ed educazione umana e sociale.
“È tutto uguale, vero?”, mi ha chiesto Raffaele, che mi accompagnava in giro.
“Sì, pure i pavimenti”, ho risposto sorridendo. “Te lo ricordi che fatica, lavarli?”.
Gia, perché quel modo di stare insieme aveva regole e turni di pulizia inclusi.
Tornando a casa, ripensavo che la cosa più bella è stato accorgersi che si continua a custodire ed esprimere il buono che si è sperimentato.
La cosa più confortante è sapere che altri, o gli stessi ma cresciuti, continuino a custodire quei luoghi e a farne casa per altri.
Le radici, la storia: senza queste basi, nulla di nuovo e bellissimo può accadere, ricreando le medesime atmosfere ma rinnovate.