10/09/2024
Ci sono delle storie che per continuare ad essere “belle storie” devono per forza di cose finire riuscendo così ad alimentare, nell’ascoltatore, quelle sensazioni di piacevolezza e di incanto; forse, ripensandoci bene, non è del tutto vero e sto cercando semplicemente di spingere un pò più in là quello che per me è la parola FINE di una bellissima storia iniziata ormai 14 anni fa nel mio quartiere di adozione: Testaccio.
Vorrei essere così brava da raccontare quello che per me ha significato Il Giardino della Talpa e, soprattutto, quello che spero aver lasciato di buono per tanti genitori nonni amici e bambini che in tutti questi anni hanno visitato e frequentato questo luogo.
Ho iniziato questa avventura insieme a Claudio soprattutto perché non trovavamo giochi in grado di rispondere a ciò che di bello educativo e artistico desideravamo per i nostri figli Alessandro e Giulio – allora due bimbetti oggi ormai due ragazzi – e che, al contrario, trovavamo sempre durante le vacanze fatte all’estero. Poi un lungo periodo emotivamente e psicologicamente difficile e impegnativo nell’altro mio lavoro di sempre – l’archeologia che con oggi ritorno a dedicarmici più assiduamente - e la voglia di pensare solo a bambini in carne ed ossa, alla loro colorita fantasia, ai loro rumorosi sorrisi, alla loro curiosità e voglia di vivere. Così grazie anche soprattutto ai miei figli, che sono stati sempre fonti di ispirazione e “testatori ufficiali” del Giardino della Talpa, ha iniziato a prendere corpo forma e connotati il negozio che voi tutti avete avuto modo di scoprire a Testaccio portando “giochi da tutto il mondo”.
Il quartiere, gli amici, i conoscenti che mi hanno accordato la loro fiducia sono stati per me la risposta più importante per andare avanti in questo progetto che ho ritenuto sempre essere “nostro” perché IO senza VOI non sarei stata in grado di scrivere le pagine di questa bella storia; ogni vostra frase, richiesta, domanda, proposta o suggerimento, per me, è stato sempre fonte e motivo di crescita e voglia di migliorarmi.
Il Giardino della Talpa è voluto da sempre essere un luogo di incontro, un punto di riferimento per il quartiere e non solo, un punto in cui trovare sempre un sorriso e la sensazione di convivialità come quella che si trova nelle case degli amici, un luogo di scambio, di contaminazione. Spero tanto che in questi anni sia riuscita nel mio intento. Mi avete trasmesso e dato tanto in termini di umanità e scambio culturale, di curiosità, empatia per l’altro, attenzione per l’ascolto e curiosità per la psiche umana così bella difficile e tanto variegata. Mi auguro di lasciare in ciascuno di voi “grandi e piccoli” un ricordo di me all’altezza di quello che voi lasciate a me di voi.
La chiusura del negozio senza un abbraccio fisico, un addio collettivo o un arrivederci è stata da parte mia una scelta voluta perché rappresenta un passaggio emotivo doloroso. Continueremo ad incontrarci a spasso nel quartiere, a salutarci come vecchi amici, a scambiarci punti di vista ma senza la tristezza degli addii.
Per i più piccoli, mia grande fonte di gioia, vorrei lasciare un ricordo allegro e colorato del Giardino della Talpa, con l’immagine di questa talpetta che, scavando scavando, arrivata a Testaccio dopo essersi fatta conoscere e fatto amicizia ha poi deciso di rifare le sue valige e ripreso il suo viaggio scavando nuovi cunicoli e gallerie che la porteranno ad esplorare nuovi luoghi e dove farà nuove conoscenze.
Grazie di cuore Francesca
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