18/07/2017
Cinque cose da sapere su Maria Antonietta regina di Francia, protagonista della biografia che i fratelli Edmond e Jules de Goncourt le hanno dedicato.
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1 Al tempo del suo matrimonio con il futuro re di Francia Luigi XVI Maria Antonietta aveva solo quattordici anni: era ancora una bambina, le piaceva giocare e lo faceva soprattutto con i figli della sua prima «femme de chambre». Una ragazzina che si divertiva a correre per i saloni, metteva sottosopra le sue stanze, non aveva nessuna cura per i vestiti e mal sopportava i corpetti con le stecche di balena.
2 Ecco una delle mattinate tipo di Maria Antonietta: sveglia alle otto, scelta degli abiti della giornata; la Regina sceglieva fra i campioni che le venivano presentati segnando i prescelti con una spilla: un abito di gala per la messa, uno più disinvolto per il pomeriggio, quello elegante per la cena. Poi una tazza di cioccolata o di caffè e quindi il bagno. Cerimoniali rigidi che continuavano per tutta la mattina, tra acconciature, visite del medico, omaggi dei principi di sangue e della Corte. Sempre in pubblico, dalla mattina alla sera, nessuna riservatezza, nessuna intimità.
3 Ma chi è davvero Maria Antonietta? Una regina frivola e spendacciona? Per i Goncourt «una donna del XVIII secolo che ama la vita, i divertimenti, le distrazioni, come li ama e li ha sempre amati la gioventù della bellezza. Una donna un po’ vivace, un po’ pazzerella, un po’ beffarda, un po’ sventata, ma onesta, pura, e non ha mai avuto – secondo l’espressione del principe di Ligne – che “la civetteria di piacere a tutti”».
4 Nel 1778 nasce la prima figlia di Luigi XVI e di Maria Antonietta, alle prime avvisaglie del parto accorre la Corte e al momento della nascita il pubblico invade la sala. L’etichetta vuole che nessuno venga respinto quando sta per nascere un erede al trono o semplicemente la regina sta per dare un figlio al re. Ma la folla preme in modo tumultuoso tanto che i paraventi che circondano il letto della regina rischiano di caderle addosso. La camera è come una piazza, poi il grido: non è che una femmina!
5 Forse niente può dare l’idea di quanto l’etichetta di corte potesse essere una tortura per i sovrani come le procedure seguite per la morte del piccolo Delfino. A Maria Antonietta viene impedito di restare accanto al suo lettino, di vestirlo per l’ultima volta; sono compiti che spettano ad altri perché i Reali non possono stare dove c’è un morto, neppure se è loro figlio.