Giardino D'Autore srls

Giardino D'Autore srls Da noi puoi realizzare il giardino dei tuoi sogni! Da noi puoi realizzare il giardino dei tuoi sogni. Vieni a creare il tuo giardino d'autore!

Il nostro staff sarà lieto di guidarvi nella scelta, nella realizzazione e nella cura dei vostri spazi verdi, con soluzioni di ogni tipo, prodotti di prima qualità ad ottimi prezzi. Giardino D' autore s.r.l.s ha acquisito una lunga e solida esperienza nel campo della realizzazione di aree verdi pubbliche, private e giardini d'autore di sicuro impatto emozionale a carattere visivo. La nostra soddisfazione coincide con quella dei nostri clienti, è questo il premio maturato in oltre quindici anni di seria attività investita nel trovare soluzioni ed interpretando al meglio le esigenze di coloro che si sono affidati a noi. Una politica aziendale basata sulla professionalità e l'ottimo rapporto tra qualità e prezzo applicato su ogni singola pianta ed esteso a tutti i prodotti e servizi offerti dalla nostra struttura, sono il segreto del nostro successo! Qui da noi potete trovare veramente di tutto. Alla semplice manutenzione dei giardini noi affianchiamo pronto intervento elettricista, pronto intervento idraulica. Siamo a completa disposizione del cliente per la piccola manutenzione della casa fino ad arrivare ai ben più complicati lavori di ristrutturazione edile.

16/09/2026

Il ficus ginseng non stava morendo di sete. Aveva la cocciniglia, e quasi nessuno la riconosce in tempo.

La cerchi nei posti sbagliati. Non sta in mezzo alla foglia, sta nascosta sotto, nell’incrocio tra ramo e ramo e nelle pieghe del tronco. Sembrano piccole scaglie marroni o batuffoli bianchi cerosi, e se ci passi il dito sopra si staccano.

Il segnale che arriva prima di tutti però è un altro. Le foglie diventano appiccicose e sotto la pianta il pavimento si sporca. Quella è melata, cioè lo zucchero che l’insetto espelle. Se la lasci lì, dopo qualche settimana ci cresce sopra una muffa nera che si chiama fumaggine e la pianta smette pure di fare fotosintesi.

Due cose che nel video non ci stavano.

Il trattamento va ripetuto dopo dieci o quindici giorni. Al primo passaggio uccidi gli adulti, ma le uova sotto lo scudetto sopravvivono quasi sempre, e chi tratta una volta sola se la ritrova identica un mese dopo.

E l’azoto alto ha senso solo dentro la stagione di crescita, indicativamente da marzo a settembre. Su una pianta ferma non spinge niente, e sprechi concime.

Se hai una pianta che perde foglie e hai dato la colpa all’acqua senza mai guardare sotto le foglie, questa è la parte che ti serve.

In vivaio ne recuperiamo diverse ogni mese, e nove volte su dieci il problema è questo.

Guarda adesso sotto le foglie della tua e scrivimi nei commenti cosa hai trovato.

14/09/2026

L’eugenia Etna Fire è brasiliana di nascita e siciliana di adozione, e quel rosso non è una foglia malata.

La specie è Eugenia uniflora, il ciliegio di Cayenna, spontanea tra Brasile e Argentina del nord. Nel 2013 un vivaio siciliano ne ha selezionata ai piedi dell’Etna una versione più resistente al freddo. Il nome non è marketing, è il posto dove è nata.

I getti nuovi escono rosso rubino e d’inverno, invece di sbiadire, si accendono ancora di più. Mentre il resto del giardino si spegne, lei fa il contrario.

Quanto cresce. In terra arriva sui due metri per uno di larghezza e in due o tre stagioni la siepe è chiusa. In vaso resta sotto il metro e mezzo, ma vuole un vaso profondo e un rinvaso ogni due o tre anni.

Quanta privacy fa. Il portamento è fitto e la foglia è piccola, quindi non si vede attraverso come nell’alloro invecchiato. Per una siepe piena si piantano a sessanta o settanta centimetri l’una dall’altra. A Roma il freddo non è un problema, regge fino a meno sette gradi. Se però devi schermare un secondo piano lascia perdere, due metri è la sua altezza naturale.

Quanta acqua. Qui casca la gente. Ha l’aria mediterranea ma non è una pianta da siccità. In terra il primo anno va seguita, poi si arrangia quasi da sola. In vaso, d’estate a Roma, vuole acqua quasi tutti i giorni, però il sottovaso pieno la uccide. Molta acqua e ottimo drenaggio, non uno dei due.

I fiori. Tra giugno e luglio fa fiorellini bianco crema da un centimetro, quattro petali e un ciuffo di stami lunghi che sembrano pennellini. Profumano e le api li trovano subito. Dopo arrivano le ciliegie di Cayenna, rosso arancio e costolate, e si mangiano.

Quindi fiorisce, profuma, dà frutti e d’inverno diventa rossa. Poche siepi fanno tutte e quattro le cose.

Dimmi nei commenti che altezza ti serve schermare e ti dico se è la pianta giusta.

Foglie giù? Prima di buttarla, due controlli.Il primo lo fai con gli occhi, il secondo con un'unghia. Sono nelle schede ...
12/09/2026

Foglie giù? Prima di buttarla, due controlli.

Il primo lo fai con gli occhi, il secondo con un'unghia. Sono nelle schede qui sopra.

Quello che non ho messo nel carosello è il motivo per cui una foglia moscia è una buona notizia.

Una foglia non sta dritta perché è rigida. Sta dritta per pressione: le cellule sono piene d'acqua e si spingono contro le proprie pareti. Si chiama turgore, ed è la stessa cosa che tiene in forma una camera d'aria gonfia.

Togli l'acqua e la struttura si affloscia, ma non si rompe. Rimetti l'acqua e in poche ore torna su.

Ecco perché croccante è un'altra storia. Lì le cellule si sono rotte, e quelle foglie non tornano più. La pianta però può essere ancora viva, e per saperlo serve il fusto, non le foglie.

Un'ultima cosa, e vale più di tutto il resto.

Dopo che l'hai recuperata, per due settimane non fare niente. Niente concime, niente rinvaso, niente potatura. Le radici stanno ancora lavorando per riprendersi e ogni stress in più le rimette indietro. La maggior parte delle piante salvate muore così, per le cure che arrivano dopo.

Questo non è un post per chi vuole una pianta che non chiede niente. È per chi prima di buttare vuole essere sicuro.

In vivaio a settembre ce ne portano parecchie ridotte così, e più della metà non erano da buttare.

Dimmi nei commenti com'è la tua: foglie mosce o foglie croccanti?

Salva questo se anche tu non riesci a buttare una pianta finché non sei sicuro.

11/09/2026

Piante secche dopo le vacanze: prima di buttarle guarda sotto la corteccia.
Quel graffio sul fusto non è un gesto a caso. Sotto la corteccia c’è uno strato sottilissimo, spesso poche cellule, che si chiama cambio. È il tessuto vivo della pianta, quello che ogni anno costruisce legno nuovo e vasi nuovi.
Finché è verde, lì dentro c’è ancora attività. Quando diventa marrone e asciutto, in quel punto ha smesso.
Per questo il test va rifatto scendendo verso la base.
Una pianta in carenza d’acqua non muore tutta insieme, se ne va dall’alto. I rametti sottili hanno tanta superficie e poco volume, perdono acqua per primi e sono i primi ad andarsene. Il fusto, più grosso, resiste molto più a lungo.
Capita spesso di trovare tutta la parte alta secca e la base ancora perfettamente viva. Quella pianta non è morta, è solo da riportare indietro.
Questo post non serve a chi cambia pianta ogni volta che ne perde una. Serve a chi prima di buttare vuole essere sicuro.
In vivaio a settembre ce ne arrivano parecchie così, e più della metà non erano da buttare.
Fai il test e scrivimi cosa hai trovato: verde o marrone? Se è verde ti dico io da dove ripartire, perché quello che fai nelle due settimane dopo conta più del test.
Salva questo se anche tu non riesci a buttare una pianta finché non sei sicuro.

09/09/2026

La Chorisia speciosa, che oggi si chiama Ceiba speciosa, arriva da Argentina, Brasile e Paraguay. Qui la chiamano albero bottiglia per quel tronco gonfio a metà altezza, che non è estetica ma una riserva d’acqua per i mesi secchi.
A Roma fiorisce tra settembre e novembre. Adesso.
E il fiore merita che ti fermi.
Cinque petali, dai 10 ai 15 centimetri, rosa verso la punta e crema al centro. Se guardi dentro la gola trovi delle striature scure.
Non sono un disegno. Sono guide del nettare: segnalano all’insetto dove infilarsi, come le luci di una pista di atterraggio.
E quella colonna che sporge dal centro del fiore è la stessa struttura dell’ibisco. Non è una somiglianza casuale, sono parenti stretti, insieme al cotone e al baobab.
Perché tenerla in giardino: fiorisce quando tutto il resto ha chiuso, e per gli altri dieci mesi resta comunque un oggetto da guardare, tra il tronco verde che fa fotosintesi anche senza foglie e le spine coniche che servono a impedire agli animali di arrampicarsi.
Non è un albero per chi ha un fazzoletto di terra. Vuole spazio e le radici lavorano parecchio, quindi lontana da muri e pavimentazioni.
Ma se hai il posto giusto, è la pianta che ti fa uscire in giardino a ottobre.
Dimmi in che zona di Roma l’hai vista fiorita, sto mettendo insieme le più belle.
Salva questo post se anche tu vuoi un giardino che a ottobre ha ancora qualcosa da dire.

09/09/2026
07/09/2026

Tropicale elegante. Non selvaggio. Servono le piante giuste.

Tre piante che portano il tropico in casa senza fare casino. La Schefflera ha foglie grandi e un portamento pulito, sta bene ovunque, senza urlare. Il Philodendron Imperial Green è scuro, sofisticato, cresce senza farsi notare. Il Brachychiton Rupestris ha quel tronco sottile e elegante che piace ai minimalisti, ma con quel tocco esotico che dice “sì, sono tropicale”.

Tutte e tre amano la luce, tutte e tre si adattano sia a uno stile moderno che classico. Non urlano, sussurrano. Ecco cosa significa tropicale intelligente 🌿

04/09/2026

Lo sposo ha detto: voglio che si ricordino di questo giorno ogni volta che la guardano. Non una cosa da cassetto, bensì una pianta che fiorisce, che cresce con loro.

E la Plumeria è perfetta, eh. Profuma da impazzire, fiorisce per mesi, e secondo la tradizione significa amore e nuovi inizi. Quindi tecnicamente è il regalo di matrimonio più coerente che esista. Ogni fiore che sboccia è un “grazie per essere venuto” che continua a ripetersi.

Alla fine hanno tutti una pianta viva a casa loro. Lo sposo ha regalato vite, letteralmente 🌿

02/09/2026

La tua Dracaena sta diventando un lecca-lecca? Cresce in alto ma sotto è tutta nuda. Ecco come sistemarla senza buttarla.

Tagli poco sopra le foglie; fin qui facile. Ma quello che hai appena tolto, non buttarlo via. Mettilo direttamente nella terra bagnata dello stesso vaso, innaffia un po’ e aspetta. Quello che succede è che il tronco inizia a radicare e infoltisce la pianta dove ne ha più bisogno. La parte bassa non rimane più nuda.

Oppure, se preferisci, puoi fare una talea vera e propria e creare una nuova piantina in un altro vaso. Da una Dracaena ne fai due. È uno dei trucchi che usiamo in vivaio per non sprecare niente 🌿

31/08/2026

Brachichiton rupestris. Viene dall’Australia, ma onestamente quello che mi affascina sono gli esemplari giovani.

Tronco sottile ma solido, praticamente niente rami, foglie che sembrano disegnate. Se avete una casa minimalista moderna, questa pianta è nata per stare lì. Punto.

In casa però, bisogna saperla trattare. Luce — e intendo sole vero, non luce riflessa. Finestra a sud ideale. Acqua quando il terreno è secco secco, non prima. D’inverno ancora meno. Una volta l’anno un po’ di concime e basta. Sopporta anche l’aria secca dei riscaldamenti, ma se avete una bottiglietta d’acqua a portata di mano per nebulizzarla ogni tanto, lei vi ringrazierà 🌿

Non è una pianta complicata, eh. Basta lasciarla in pace con la giusta luce.

Indirizzo

8 Via Giuseppe Micali
Rome
00124

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:00
Martedì 08:30 - 18:00
Mercoledì 08:30 - 18:00
Giovedì 08:30 - 18:00
Venerdì 08:30 - 18:00
Sabato 08:30 - 18:00
Domenica 09:00 - 13:00

Telefono

+39065650776

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