19/09/2026
Il mio contapassi a fine giornata segnava qualcosa come 25.000 passi. Le mie gambe il giorno dopo hanno confermato il dato.
Io che potrei perdere un oggetto mentre lo sto tenendo in mano (come stamattina, che cercavo in libreria il telefono che era già nella tasca dei jeans) per l’occasione avevo sviluppato un improvviso bisogno che ogni cosa fosse ESATTAMENTE al suo posto.
Anna, che passa buona parte della sua vita a tentare di mettere ordine nel mio caos, ha trovato la cosa estremamente divertente.
Abbiamo spostato tavoli, sistemato teli, accolto persone, cercato cose che erano dove avrebbero dovuto essere (vedi sopra), corso avanti e indietro e ci siamo parlate pochissimo nonostante fossimo a dieci metri di distanza per quasi tutto il giorno.
Ma in mezzo a tutto questo, ogni tanto, abbiamo guardato il giardino.
Ed era PIENO.
Pieno di bambinɜ con le mani nella terra e nell’argilla.
Di persone sedute sui teli. Di chi giocava, chi ascoltava, chi chiacchierava, chi era arrivatə per restare mezz’ora ed è rimastə mezz'ora alla volta.
E soprattutto ci avete detto una cosa, tante volte e in tanti modi diversi: servono più occasioni così.
Più momenti per incontrarsi, stare insieme, conoscere persone. Più spazi da abitare come comunità.
Qualcunə ci ha detto che questa cosa va raccontata, chiesta, sostenuta. Che se c’è bisogno di far sentire che serve, ci sarà. È stata una delle cose più belle che ci siamo portate a casa da quella giornata.
Ci siamo sentite volute bene.
Il 12 settembre volevamo festeggiare Nascere Alberi, ma non volevamo fare una vetrina.
Volevamo provare, anche solo per un pomeriggio, a far vedere cosa intendiamo quando parliamo di un luogo di comunità.
E forse, per qualche ora, quel luogo c’è stato davvero.
Non perché l’abbiamo organizzato noi ma perché l’avete abitato voi.
Quindi grazie.
A chi ha lavorato con noi, a chi ci ha prestato mani, tempo, idee e competenze.
A chi è passato per un saluto ed è rimasto.
A chi ci ha detto “questa cosa serve”.
A chi ci sta già chiedendo quando lo rifacciamo.
Ora sì, archiviamo ufficialmente la festa.
Ci vediamo nel dopo. 🌱