10/07/2026
Se il valore di un centro estivo si misurasse in base al palinsesto di eventi, saremmo decisamente sul podio dei peggiori.
Rivendichiamo il loro fare niente con un certo orgoglio. Rivendichiamo la loro possibilità di scegliere se partecipare ad un'attività, se non farlo, se restare a guardare.
Rivendichiamo la nostra possibilità di decidere di non proporla l'attività perché stanno giocando troppo bene per disturbarlɜ con una cosa che interessa più a noi che a loro. E lo stesso gioco va avanti da due giorni, ma ogni mattina lo riprendono e ci aggiungono un pezzetto: più complessità, più bambinɜ, più narrazione.
L'estate non è il sequel dell'anno scolastico.
Non è facile stare nel vuoto, non siamo più abituatɜ nemmeno noi adultɜ, figuriamoci i nostri bambini e le nostre bambine. Ma abbiamo imparato a starci e a volergli bene.
Noi non siamo un'officina di intrattenimento: siamo educatrici, non animatrici turistiche.
Se passassimo il tempo a fare le acrobate per allestire e disallestire laboratori strabilianti, non avremmo modo di vedere che oggi B. è un po' stanca, di fare coraggio a S. che ha paura del dentista, di ascoltare A. che fa delle domande molto curiose ma le fa sottovoce, che T. ha fatto un passo enorme parlando una lingua che non è quella di elezione per chiedere al gruppo se poteva fare la fattorina nel gioco del negozio, che H. si mette vicina a chi ha voglia di stare un po' solə, solo per stare, che Z. a volte va trattenuta e che V. invece ha bisogno di essere spinta, che S. e P. si sono scelti, che invece A. e M. fanno fatica ad andare d'accordo ma che invece di legnarsi sono riuscitɜ a trovare una mediazione.
Quindi sì, facciamo "meno", ma con intenzionalità.
Che poi i lavoretti di cartapesta sappiamo che fine fanno, c'è chi li butta e chi mente.
🌱