Libreria Orsa Minore

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Libreria Orsa Minore libreria indipendente situata nel centro storico di San Severo (FG)

06/10/2026
📖 📖 📖 Ottobre, appuntamenti sanseveresi da non perdere... sabato 10 ottobre, Enza Spinapolice presenta Noi prima di noi ...
05/10/2026

📖 📖 📖 Ottobre, appuntamenti sanseveresi da non perdere... sabato 10 ottobre, Enza Spinapolice presenta Noi prima di noi (Longanesi, 2026) sabato 17 ottobre, Nora Venturini presenta La luna storta. Il nuovo caso della tassista detective (Mondadori, 2026) lunedì 26 ottobre Gavino Angius presenta Ambizione e disincanto. Storie e ombre della Repubblica (Bordeaux, 2026).

📖 Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026
04/10/2026

📖 Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026

Dopo la pausa estiva sono ripresi gli incontri del Gruppo di lettura Orsa Minore con Sono ancora qui, il romanzo di Marc...
03/10/2026

Dopo la pausa estiva sono ripresi gli incontri del Gruppo di lettura Orsa Minore con Sono ancora qui, il romanzo di Marcelo Rubens Paiva, proposto da Maria Spinelli.
Irrinunciabile, il prossimo appuntamente. Si discuterà del capolavoro di John Edward Williams, Stoner, bestseller mondiale uscito nel 1965, riscoperto dopo che per cinquant’anni era stato ignorato dal mercato. La storia resiliente del protagonista, William Stoner appunto, è illuminata dall’amore per la letteratura e l’insegnamento. Ha conquistato anche Maria Marrocchella, che ha proposto il libro e introdurrà la discussione in libreria venerdì 13 novembre.

📖 Michael Connelly, intervistaFALSA PISTAdi Michael Connelly Piemme, 2026352 pagine, rilegato. Euro 25La Lettura, 27 set...
30/09/2026

📖 Michael Connelly, intervista

FALSA PISTA
di Michael Connelly
Piemme, 2026
352 pagine, rilegato. Euro 25

La Lettura, 27 settembre 2026
👉 IL PAPA PUÒ CURARE IL MALUMORE AMERICANO
Michael Connelly esce con il nuovo thriller che, come sempre, capta l’atmosfera politica d’Oltreoceano.
«Trump ha demolito la fiducia nelle istituzioni. Temo possa fare altri danni»
di Anna Chiara Sacchi

Che scrivere thriller imponga un costante aggiornamento sulle trasformazioni del Paese in cui la storia si svolge, sui temi di politica, economia, nuove tecnologie, è il fondamento su cui Michael Connelly — e in generale la scuola americana del noir — ha costruito la propria identità letteraria. Ma perfino un autore preparato come lui, che consegna ai lettori uno o anche due romanzi all’anno con protagonisti di culto — Harry Bosch, Mickey Haller, Renée Ballard e ora anche il detective Stilwell, protagonista del nuovo Falsa pista — non osa immaginare cosa succederà il prossimo 3 novembre, alle elezioni di midterm. «Si avverte voglia di cambiamento, è palpabile. Ma chi ci dice che Trump non cambierà le carte in tavola?». Clima cupo come a Catalina, l’isola al largo di Los Angeles dove Connelly ha ambientato questa seconda indagine di Stilwell. I suoi libri stanno prendendo una china pessimista?
«Non lo so, forse è il riflesso di ciò che succede nel mondo, soprattutto nel mio Paese». Nelle pagine di «Falsa pista» ricorrono sigle come Ice (Immigration and Customs Enforcement) e Sis (Special Intelligence Service). Ma anche Fsid, acronimo di «free speech is dead», la libertà di parola è morta. Un libro politico?
«L’isola di Catalina diventa un microcosmo che riflette i nodi dell’attualità. E mi consente di affrontare i temi che mi stanno più a cuore: le dinamiche all’interno della polizia, di una comunità, del sistema burocratico. Ecco perché ho inserito l’Ice, che negli ultimi due anni ha avuto un peso rilevante negli Stati Uniti». Previsioni per novembre quindi non ne fa?
«Da una parte c’è grande insoddisfazione per la strada che noi, gli Stati Uniti, abbiamo intrapreso, per le guerre che abbiamo scatenato, per la politica sull’immigrazione, per l’aver chiuso gli occhi davanti alla minaccia dell’IA. Questo malumore di solito porta a un cambiamento. Ma ora non è detto, non si sa che cosa farà questa amministrazione. Trump potrebbe addirittura fermare le elezioni per timore del risultato. Viviamo una stagione imprevedibile, per questo esito a dire: “Faremo piazza pulita”. Anche se il Paese mi sembra orientato a invertire rotta». Davvero pensa che il presidente degli Stati Uniti, la più grande democrazia del mondo, possa arrivare a tanto?
«Penso che il crimine più atroce di questa amministrazione sia l’averci tolto la fiducia nelle istituzioni. Trump ha parlato talmente tanto di “elezioni rubate” (quelle del 2020, in cui Joe Biden batté Donald Trump, ndr) quando non era vero, da far ve**re il dubbio che magari stavolta le manipolerà lui o che troverà uno stratagemma con Elon Musk... È tutto così compromesso... Per esempio: come possono gli americani fidarsi del sistema giudiziario dopo i commenti del presidente sui giudici della Corte Suprema? Ora che le fondamenta delle nostre istituzioni sono minate è difficile dire: vincerà la parte giusta, la verità verrà fuori. Non si crede più in niente». Ma a Roma c’è il papa americano.
«E vorrei che fosse più ascoltato. Dice cose giuste, per noi è bellissimo avere un papa americano, ma la sua voce è coperta dalle urla di chi sta qui. Il suo messaggio arriva da un’altra parte del mondo, è difficile farlo passare». Nel nuovo thriller parla anche di questioni ambientali. Anima ecologista?
«Sono ancora un giornalista, ho fatto le mie ricerche, ho studiato il problema delle risorse idriche sull’isola. L’acqua manca e i ricchi la usano per irrigare le loro vigne. È il mio lavoro mettere insieme realtà e personaggi di finzione». La gente di Catalina la odia o la ama?
«Non lo so, ma penso che i lettori siano abbastanza intelligenti da sapere che la fiction deve esplorare territori estremi. A Catalina non c’è un omicidio dal 1991 e io l’ho resa un po’ più criminale. Ma non penso che i lettori ce l’abbiano con me. Sanno che un’indagine può diventare una parabola e spingerli a chiedersi: che cosa farei io? Reagirei allo stesso modo? Farei la cosa giusta?». E i lettori vicini a Trump la leggono?
«Qualunque sia la loro fede politica, i lettori cercano personaggi resilienti e intrepidi». Sa se Trump legge i suoi thriller?
«Ma no. Penso che non legga niente. Ho avuto presidenti-lettori repubblicani e democratici. George W. Bush, Bill Clinton... E non si sono mai lamentati». Il suo peggiore incubo? Trump che stravince le elezioni di «midterm», l’Ice, l’intelligenza artificiale?
«Sono tutti incubi. Mi preoccupa soprattutto l’IA e come viene sviluppata da persone che vogliono solo arricchirsi. Credo sia questa la vera minaccia di cui dovremmo preoccuparci. Trump sarà comunque fuori nel giro di due anni e noi ci riprenderemo, ne verremo a capo nonostante i danni che ha provocato al mondo e al Paese. Ma l’IA sarà un pericolo più grande se non riusciremo ad attrezzarci con le necessarie protezioni.
Era il messaggio emerso dal caso con Mickey Haller Nessuna via d’uscita» (in Italia è uscito lo scorso febbraio da Piemme, che pubblica tutti i libri di Connelly, ndr). Teme che qualcuno ordinerà all’IA: scrivi un thriller alla Connelly?
«In realtà penso che si possa fare già ora. Anche se non credo che l’IA riesca a catturare del tutto lo sforzo creativo di un autore. Ma non è questo il punto. Quando parlo di pericolo dell’IA non mi riferisco al mondo delle arti, ma a ciò che questa nuova tecnologia può fare nell’industria, nella politica...». È a quota quarantadue romanzi: vuole ba***re Agatha Christie?
«Non voglio ba***re nessuno, ma ho da poco compiuto 70 anni: il tempo che resta è limitato e va usato al meglio». Con libri e serie tv?
«Ormai le serie non le scrivo più io, non avrei il tempo. Vado ogni tanto sul set, faccio visita alla writing room, ma sono concentrato sui romanzi. Ma le novità ci sono: il prossimo anno arriveranno la nuova serie dedicata agli esordi di Harry Bosch in polizia, Start of Watch, poi una seconda stagione di Ballard (l’impavida detective amica di Bosch) e la quinta del Lincoln Lawyer, l’ultima». Il suo umore oggi?
«Era molto buono finché non ha cominciato a farmi certe domande...». Perché allora, nonostante tutto quello che ha detto, continua a scrivere di persone che credono nelle regole, nelle istituzioni, negli Stati Uniti?
«Potrebbe essere un tentativo inutile... Ma in fondo penso che in un mondo come questo, in cui tutte le certezze sono in dubbio, un personaggio schietto e pronto a sacrificarsi sia un eroe. E, oggi, abbiamo tanto bisogno di eroi». In «Falsa pista» il detective Stilwell è un cowboy solitario, paragonato al personaggio di un western. Perché?
«Mi piaceva l’idea di un protagonista simile a Gary Cooper in Mezzogiorno di fuoco. L’eroe, appunto, colui che fa la cosa giusta». Stilwell è il nuovo Harry Bosch?
«Stilwell è più giovane di Harry, ma non sono pronto a sostituire Bosch, con cui convivo da quasi quarant’anni. Il prossimo libro sarà su di lui».

LA FESTA IN ONORE DI SAN SEVERO VESCOVO
26/09/2026

LA FESTA IN ONORE DI SAN SEVERO VESCOVO

Indirizzo

Via Soccorso, 123
San Severo
71016

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 20:30
Martedì 09:30 - 13:00
17:30 - 20:30
Mercoledì 09:30 - 13:00
17:30 - 20:30
Giovedì 09:30 - 13:00
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Venerdì 09:30 - 13:00
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Sabato 09:30 - 13:00
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Domenica 09:30 - 13:00
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Telefono

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