21/07/2026
"Empatia e rispetto per ogni essere vivente".
Vorrei fossero insegnati anche nelle scuole.
Perché il rispetto non si insegna solo nei confronti delle persone. Ma anche in quelli di un cane, una farfalla, un riccio, un uccellino, una lu**ca o persino il più piccolo degli insetti.
Credo che i bambini abbiano il diritto di crescere imparando che ogni forma di vita merita attenzione, cura e rispetto.
E credo che gli albi illustrati siano uno degli strumenti più potenti per accompagnarli in questo percorso.
Le storie, infatti, riescono dove spesso le spiegazioni non arrivano. Fanno nascere domande, allenano lo sguardo, insegnano a mettersi nei panni degli altri... anche quando gli "altri" hanno quattro zampe, due ali o sei piccole zampette.
Quella che trovate in questo post è un'accuratissima bibliografia degli albi che ho selezionato in questi anni e che parlano proprio di questo.
Libri da leggere ai bambini fin da piccolissimi, perché l'empatia non è un qualità con cui si nasce purtroppo, ma un seme che va coltivato, ogni giorno.
E forse, se iniziassimo tutti da qui, il mondo sarebbe un posto migliore. ❤️
"Il sogno della tigre"
Il gatto e la tigre sono molto amici. Lui va sempre a trovarla allo zoo, dove si raccontano segreti e desideri. Ma la tigre è dentro una gabbia, il gatto fuori. "A volte vorrei essere libera, come te", dice un giorno la tigre. È triste, le manca il cielo stellato della foresta. E il gatto decide di aiutarla a scappare, anche se questo significa non rivederla mai più.
Una storia delicata e poetica che fa comprendere quanto sia br**ta la reclusione forzata degli animali. Due felini a confronto, due specie simili che si riconoscono l'una nell'altra. Il gatto parla con la tigre in gabbia e fa un po' sua quell'immensa mole di nostalgia e di tristezza. Così decide di fare quello che va fatto. Ed è ciò che ognuno di noi dovrebbe fare.
Di Daniel Nesquens e Miren Asiain Lora
Edito da Terre di mezzo Editore
I musicanti di Brema.
C’era una volta un mugnaio che aveva un asino. Dopo aver portato per anni i sacchi al mulino senza mai stancarsi, l’asino iniziò a perdere le forze, cosicché il suo padrone pensò di liberarsene. L’asino capì che non tirav