“Oggi voglio condurvi ad un luogo incantevole, dove la gente sorride, si lecca le labbra ed i baffi, il tempo scorre lento insieme ad una gioia reale che contamina tutto, intorno e dentro. Guadato il fiume Esino, valicato il passo di Cingoli, attraversato il bel corso cittadino di Jesi, in fondo a sinistra (poiché a destra solitamente si troverà la toilette), svoltando verso piazza dell'Erbe, l'uomo si trova di fronte tutt'a un tratto la piccola incantevole città di Pierre, la più dolce delle città, con le porte di cristalli di purissimo zucchero trasparenti alla luce del sole, le colonne di cioccolato fondente che sostengono i frontoni incrostati di favo di miele, le vetrine di gelatina come acquari pieni di succhi deliziosi dove nuotano adorabili canditi sotto lampadari a forma di cuore. Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Pierre, la più innocente e peccaminosa delle città. Se gli uomini e le donne cominciassero a vivere liberamente i loro sogni, senza paura, senza ingordigia, pronti ad accogliere il piacere e lasciarlo lentamente sciogliere in bocca e nel cuore e a goderne senza vergogna né avidità, pronti a condividere l'innocenza e la bellezza del gusto, la giostra delle fantasie si scioglierebbe per le strade tirando a bordo ogni passante, liberando desideri nascosti, svelando a ciascuno il lato meraviglioso e dolce del proprio destino.”
(liberamente tratto e riadattato da Le Città Invisibili - Italo Calvino)
Federica Kent