25/03/2026
Non potevo mancare all’ostensione della reliquia di San Francesco d’Assisi in occasione dell’ottocenterario dalla sua morte … impossibile contenere l’emozione… e la commozione al suo cospetto… e poi fuori dalla basilica mi attendeva questo spettacolo … l’installazione del “Cavaliere Triste” di Norberto Proietti al tramonto… rappresenta appunto il ritorno di Francesco dalla guerra affranto e deluso…il suo sogno di divenire un “cavaliere” è andato definitivamente in pezzi …
La silhouette del cavaliere si fonde plasticamente con la sua cavalcatura, grave di tutto il peso, lo smacco e l'onta di una sconfitta, l'angoscia e il lutto della guerra dapprima vagheggiata come occasione eroica, epica
affermazione di un'individualità ancora alla ricerca di una prospettiva.
Prima ancora dell'agiografia, è la biografia di Francesco d'Assisi a rivelarci i turbamenti, le indeterminazioni, i desideri di una giovinezza inquieta, preludio ad una scelta di vita quanto mai mirabile e radicale.
Figlio del mercante di pannilana Pietro di Bernardone e di una donna provenzale, madonna Pica, Francesco era nato nel 1181 ad Assisi.
Qui trascorse la giovinezza vagheggiando l'idea di diventare cavaliere, unico mezzo di riscatto da una condizione sociale che contrastava con il desiderio di trovare spazio nell'aristocrazia cittadina. Entrato nella compagnia di Gualtiero di Brienne, a Spoleto ebbe una visione che, insieme all'incontro con un lebbroso ed al miracoloso dialogo con il Crocifisso di San Damiano, determinò la sua conversione.
La partecipazione attiva ai frequenti conflitti che opponevano Assisi e Perugia, la sconfitta e la prigionia contribuirono alla maturazione di una scelta di vita che culminò nella rinuncia ai beni.
Il Pellegrino di Assisi è dunque il giovane
Francesco ancora alla ricerca della propria identità, mirabilmente colto e raffigurato nel momento cruciale della disillusione che sarà preludio ad una delle più straordinarie vicende della storia della Chiesa.
"... Signore, cosa vuoi che io faccia?
Torna nella tua città e ti sarà detto cosa devi fare..."
All'alba, Francesco, con uno spirito interiore rinnovato, cercò solo di allinearsi alla volontà di Dio.
Indubbiamente, il giovane Francesco, pieno di aspirazioni idealistiche, temeva di tornare ad Assisi, dove avrebbe potuto incontrare il disprezzo della sua famiglia per aver abbandonato le sue ambizioni cavalleresche ed evitato i pericoli della battaglia.
La statua ritrae il futuro santo in uno stato di umiltà, prima del suo monacato: accasciato sulla sella, con la testa e le spalle cadenti, il suo sconforto rispecchiato dalla postura del suo cavallo…