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Saggio di osservazioni e d'esperienze sulle principali malattie degli occhi. Pavia, Baldassare Comino, 1801  ritratto de...
04/07/2026

Saggio di osservazioni e d'esperienze sulle principali malattie degli occhi. Pavia, Baldassare Comino, 1801 ritratto dell'autore in antiporta inciso da F. Anderloni su disegno di G. Cattaneo, 3 tavole incise in rame in fine volume.
Il Saggio di osservazioni e d'esperienze sulle principali malattie degli occhi rappresenta l'opera più celebre di Antonio Scarpa ed è considerato il primo grande trattato di oftalmologia pubblicato in lingua italiana. L'opera, stampata a Pavia nel 1801 da Baldassare Comino, consacrò definitivamente la fama dell'autore, che da allora fu riconosciuto come il «padre dell'oftalmologia italiana». Basato sull'esperienza clinica maturata presso l'Università di Pavia, il volume raccoglie osservazioni dirette, casi clinici e descrizioni anatomiche delle più frequenti malattie oculari. Scarpa affronta con metodo rigoroso patologie delle palpebre, delle vie lacrimali, della cornea, dell'iride e del cristallino, dedicando particolare attenzione alla cataratta, allo stafiloma, alle ulcere corneali, all'amaurosi e alla fistola lacrimale. L'opera è articolata in venti capitoli e presenta numerose innovazioni chirurgiche. Fra i contributi più importanti vi è la prima descrizione della tecnica dell'iridodialisi e l'esposizione delle procedure per la formazione della pupilla artificiale e per il trattamento delle cataratte. Scarpa fonda ogni osservazione su solide basi anatomiche, opponendosi alle teorie prive di verifica sperimentale allora diffuse tra molti oculisti europei. Di particolare pregio sono le illustrazioni, disegnate dallo stesso Scarpa e incise da Faustino Anderloni, considerate tra le più belle tavole medico-anatomiche dell'epoca. L'edizione originale comprende un ritratto dell'autore in antiporta e tre grandi tavole calcografiche raffiguranti l'anatomia dell'occhio e delle vie lacrimali, diverse patologie oculari e gli strumenti chirurgici utilizzati nella pratica oftalmica. Per informazioni visita il sito della libreria: https://libreriaantiquariabritannico.com/it/dettagli-prodotti/productidn/5275709/saggio-di-osservazioni-e-desperienze-sulle-principali-malattie-degli-occhi
    

Thomas Alken  Grand leicestershire steeple chase On the 12th of March, 1829 acquatinta dimensioni: 63x48 cm presenti pic...
20/06/2026

Thomas Alken  Grand leicestershire steeple chase On the 12th of March, 1829 acquatinta dimensioni: 63x48 cm presenti piccoli strappetti al margine del foglio che non interessano l’incisione, complessivamente buone condizioni generali. In basso didascalia: Plate VI. Dick Christian's last fall, commonly called 'A Header'. 'Tis nothing when you are used to it London Published Jan. 1st 1830 by R. Ackermann, Junr., Sporting Gallery, 191 Regent Street.
Questa stampa, intitolata Dick Christian's Last Fall, Commonly Called "A Header", rappresenta uno degli episodi più celebri del Grand Leicestershire Steeple Chase del 1829, una delle competizioni che contribuirono alla nascita delle moderne corse a ostacoli britanniche. L'opera documenta la spettacolare caduta del famoso cavaliere Dick Christian, figura leggendaria del mondo della caccia alla volpe inglese, immortalata con vivacità e spirito narrativo. La tavola fu disegnata da Henry Thomas Alken e incisa da Charles Hunt, tra i più importanti artisti britannici specializzati in scene equestri e sportive del XIX secolo. È considerata una significativa testimonianza della cultura venatoria e ippica dell'Inghilterra georgiana. La stampa è tratta dal volume illustrato "The Grand Leicestershire Steeple Chase", pubblicato a Londra da R. Ackermann, Junior, nel 1830. L'opera faceva parte di una serie di tavole dedicate alla celebre corsa del 12 marzo 1829 e costituisce la Plate VI della raccolta.

Storia e cura delle più familiari malattie de’ buoi analoghe a quelle del cavallo Francesco Toggia Torino per G. Briolo ...
04/06/2026

Storia e cura delle più familiari malattie de’ buoi analoghe a quelle del cavallo Francesco Toggia Torino per G. Briolo 1783. Storia e cura delle più familiari malattie de’ buoi (1783) è un trattato pratico dedicato alla descrizione delle principali malattie che colpiscono i bovini e ai relativi rimedi. L’opera raccoglie osservazioni di tipo empirico sulle patologie più comuni nei buoi, animali fondamentali per l’agricoltura del tempo, e propone cure semplici basate su pratiche veterinarie tradizionali. Il testo alterna descrizioni dei sintomi a indicazioni terapeutiche, con particolare attenzione alle malattie che compromettono la forza e l’utilizzo degli animali nei lavori agricoli.

fotografia Garibaldi Disderi e C. photographes de s.m. l'emp. Paris 1865 circ. foto in  albumina formato 6,5x10 cm.Una c...
04/06/2026

fotografia Garibaldi Disderi e C. photographes de s.m. l'emp. Paris 1865 circ. foto in  albumina formato 6,5x10 cm.Una carte de visite all'albumina originale del celebre atelier di André-Adolphe-Eugène Disdéri, inventore e divulgatore del formato carte de visite. Lo studio parigino utilizzava proprio questa formula commerciale durante il periodo del Secondo Impero francese, in particolare negli anni 1860-1870.Le carte de visite di Disdéri costituirono uno dei fenomeni collezionistici più importanti dell'Ottocento e diffusero in tutta Europa l'immagine di sovrani, uomini politici, militari, scrittori e personaggi celebri.

I Promessi Sposi. Storia milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni sesta ed. dell’autore, e Stor...
03/06/2026

I Promessi Sposi. Storia milanese del secolo XVII scoperta e rifatta da Alessandro Manzoni sesta ed. dell’autore, e Storia della colonna Infame quinta ed. dell’autore Stabilimento Tipografico Giuseppe Redaelli, 1856  

Importante seconda edizione, ampliata e rivista dall'autore, del celebre trattato politico-storiografico dedicato alla R...
03/06/2026

Importante seconda edizione, ampliata e rivista dall'autore, del celebre trattato politico-storiografico dedicato alla Rivoluzione napoletana del 1799. Rispetto alla prima edizione del 1801, Cuoco introdusse numerose aggiunte e aggiornamenti, rendendo questa redazione quella di riferimento per la fortuna critica dell'opera. I Frammenti di lettere dirette a Vincenzo Russo costituiscono una significativa appendice documentaria relativa al dibattito costituzionale della Repubblica Napoletana.  La presente è la  contraffazione di questa seconda edizione aumentata, edita a Napoli e non a Milano che si distingue dall’ originale per numero di pagine (241 in questa edizione rispetto all'originale milanese che presenta 303 pag. ) ed è priva di errata. Bibl.: Parenti, Rarità vol. VI, pp. 345-350
Il Saggio storico sulla Rivoluzione di Napoli è una delle opere più importanti del pensiero politico italiano dell'Ottocento. Scritto da Vincenzo Cuoco in seguito agli eventi della Repubblica Napoletana del 1799, analizza le cause del fallimento della rivoluzione promossa dai giacobini napoletani. Secondo Cuoco, il movimento rivoluzionario non riuscì a coinvolgere il popolo perché si ispirava a modelli politici stranieri, in particolare francesi, senza tener conto delle tradizioni, della cultura e delle esigenze della società napoletana. L'opera rappresenta una riflessione originale sul rapporto tra riforme politiche, identità nazionale e consenso popolare.
I Frammenti di lettere dirette a Vincenzo Russo, posti in appendice, raccolgono considerazioni politiche e civili collegate all'esperienza rivoluzionaria del 1799 e costituiscono una testimonianza del dibattito intellettuale sviluppatosi attorno agli ideali della Repubblica Napoletana.

I fiori del male di Charles Baudelaire Modernissima Casa Editrice Italiana Milano  1920 trad. Decio Cinti legatura d’ama...
17/04/2026

I fiori del male di Charles Baudelaire Modernissima Casa Editrice Italiana Milano  1920 trad. Decio Cinti legatura d’amatore coeva in mezzapelle a filetti e fregi dorati con motivo geometrico curvilineo con titolo in oro al dorso, piatti marmorizzati,   ritratto fotografico in b/n in antiporta, e con 5  illustrazioni in b/n di stampato su carta color ocra- avorio e impaginazione con titoli e elementi tipografici in inchiostro rosso e nero. I fiori del male è la raccolta poetica con cui Charles Baudelaire dà forma a una visione moderna e inquieta dell’esistenza, pubblicata per la prima volta nel 1857. Il libro non ha una trama in senso narrativo, ma può essere letto come un percorso interiore: il poeta attraversa stati d’animo, immagini e simboli che oscillano tra bellezza e degrado, desiderio e colpa, estasi e noia. Al centro c’è la figura di un io poetico che osserva la città moderna e se stesso con lucidità dolorosa, cercando nella bellezza un possibile riscatto. La raccolta è costruita come un viaggio in più tappe: si apre con la sensazione di oppressione e “spleen” (angoscia esistenziale), passa attraverso esperienze di evasione (l’amore, l’arte, la sensualità, talvolta anche l’eccesso), e ritorna spesso a una condizione di caduta o malinconia. Parigi non è solo sfondo, ma diventa un luogo simbolico fatto di folla, solitudine e decadimento. La traduzione di Cinti è storicamente rilevante perché è una delle prime versioni italiane complete e aggiornate e introduce Baudelaire al pubblico novecentesco italiano in chiave più moderna; influenzando la percezione dell’opera negli anni successivi. Della presente edizione esiste una versione più comune in carta comune e brossura edita nello stesso anno. Rif. (giuseppe bernardelli Baudelaire nelle traduzioni italiane 2015). Per maggiori informazioni contattateci o visitate il nostro sito web https://libreriaantiquariabritannico.com//
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Le memorie Bresciane opera historica e simbolica di Ottavio Rossi riveduta da Fortunato Vinaccesi e dal medesimo in ques...
15/12/2025

Le memorie Bresciane opera historica e simbolica di Ottavio Rossi riveduta da Fortunato Vinaccesi e dal medesimo in questa nuova impressione accresciuta di considerabil numero de marmi non più stampati Brescia appresso Domenico Gromi 1693. Rif. Piantanida (720): "Seconda edizione assai bella. Opera indispensabile per gli studiosi di storia ed archeologia bresciana, importante per le numerose riproduzioni di statue, monumenti, emblemi, simboli, monete e iscrizioni lapidarie.".
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