18/03/2026
Tre bouquet, tre messaggi, una corsa contro il tempo
Era il 13 giugno dell’anno scorso.
Erano circa le 18:30, stavamo per chiudere la giornata, quando riceviamo un messaggio su WhatsApp da un numero thailandese.
Ci chiede il prezzo delle peonie.
Un bouquet da 100.
Rispondiamo con il prezzo e diciamo che il giorno dopo avremmo potuto prepararlo senza problemi.
Ma lei lo voleva per quella stessa sera.
Non sappiamo spiegare bene cosa abbiamo sentito in quel momento…
ma tra le sue parole c’era qualcosa.
Non era solo una richiesta.
Sembrava quasi una sfida.
Chiamiamo il produttore.
Ci conferma disponibilità e ci dice che sarebbe rimasto in magazzino fino alle 20.
Le scriviamo: i fiori ci sono, ma serve conferma e un anticipo.
Le spieghiamo anche che l’avremmo aggiornata passo dopo passo per renderla partecipe.
Lei cambia tutto.
Non più un bouquet.
Tre bouquet.
• 101 peonie bianche e rosa
• 70 peonie bianche e gialle
• 30 peonie rosa
Accetta i tempi. Accetta tutto.
Arriva l’anticipo.
Partiamo.
Un’ora di strada per arrivare dal fornitore.
Scegliamo le peonie, le fotografiamo, le condividiamo con lei.
Ripartiamo.
Arriviamo in laboratorio, le mettiamo fuori per avere più spazio.
E lì inizia il lavoro vero.
Pulire, tagliare, selezionare.
Se non fosse stato per il lavoro insieme, sarebbe stato impossibile.
Chi puliva, chi tagliava, chi preparava.
E insieme componevamo. Io e Denise e non tre o quattro 😂
Le peonie sono bellissime…
ma quando ne metti insieme 101, diventano una sfida vera.
Sono tonde, scivolano tra loro, cercano di “sfuggire”.
Ma alla fine… prendono forma.
Tre bouquet.
Tre identità.
Le foto partono.
Le piacciono.
Poi i biglietti, chissà cosa potevano comunicare.
Uno per il bouquet da 101:
“Игра началась. А🖤”
Uno per il bouquet da 70:
“Улыбайся, Ми. Твой аутист и его друг наркоман.”
Il terzo, quello da 30 peonie rosa… senza parole.
Solo fiori.
Scritti a mano da Denise. Anche in cirillico. 😅
Messaggi da un numero thailandese.
Già questo bastava a rendere tutto… particolare.
Carichiamo i bouquet e partiamo per la consegna.
Arriviamo davanti a Villa Tolomei.
Scattiamo una foto per confermare la posizione e ricevere il saldo.
Entriamo.
Prendiamo i bouquet: i due più grandi insieme, mentre Denise quello da 70.
Ci indicano la stanza.
Bussiamo.
Apre una ragazza, viso coperto da una maschera di bellezza, vestaglia.
Dietro di lei, un’altra ragazza distesa sul letto, stessa scena.
E, come noterà Denise… una terza nascosta dietro la porta.
Tre modelle.
Tre bouquet.
Consegniamo.
Nessuna domanda.
Nessuna spiegazione.
Usciamo.
Il giorno dopo scriviamo.
Chiediamo perché proprio noi.
La risposta è stata semplice:
“Sei stato l’unico a riuscire a trovare tutte quelle peonie in così poco tempo.”
A volte non è solo il fiore.
È arrivarci.
È non fermarsi.
È sentire che, anche dietro a una richiesta strana,
c’è qualcosa che vale la pena inseguire.
E noi… quella sera, l’abbiamo inseguito fino in fondo.