La Giraffa

La Giraffa Libri e altre meraviglie

08/09/2026

Ogni volta che il caldo diventa insopportabile, che uscire nelle ore centrali sembra quasi un azzardo, torniamo a pensare a questo libro.

Sirene, di Laura Pugno.

Un romanzo pubblicato più di vent'anni fa, eppure capace di immaginare un futuro che oggi suona inquietantemente meno lontano: un mondo in cui il sole è diventato una minaccia e gli esseri umani sono costretti a vivere al riparo dalla sua luce.

È qui che si muove Samuel ed è qui che incontra una delle sirene che avrebbe dovuto controllare: una sirena allevata per essere macellata, una sirena proprietà della yakuza.

In un mondo diventato inabitabile, la possibilità di una fuga sembra trovarsi proprio nell'oceano.

Ma questa è la parte in cui la realtà prende una strada ancora peggiore rispetto alla distopia immaginata da Pugno.

Nel nostro mondo, infatti, il mare non può più essere un rifugio: si scalda, si acidifica, perde ossigeno e biodiversità. E mentre cerchiamo riparo da estati sempre più estreme, stiamo rendendo sempre più fragile anche l'ecosistema che copre oltre il 70% del pianeta.

Per questo Sirene è il libro che abbiamo scelto per questo nuovo consiglio di lettura di Rebelterra e de La Giraffa: fantascienza, distopia, ma soprattutto uno di quei romanzi che, una volta chiusi, fanno guardare il presente con occhi un po' diversi.

Lo avete già letto? Se sì, diteci cosa ne pensate. Se no, salvatelo per la prossima visita in libreria.

E se conoscete altri romanzi che raccontano la crisi climatica senza essere libri sulla crisi climatica, segnalateceli nei commenti: potrebbero diventare il nostro prossimo consiglio di lettura!

La Giraffa sarà ospite della campeggia transfemminista delle compagne di Non Una di Meno Cagliari perciò la libreria sar...
07/09/2026

La Giraffa sarà ospite della campeggia transfemminista delle compagne di Non Una di Meno Cagliari perciò la libreria sarà chiusa sia domani, martedì 8 settembre, che mercoledì 9z Ci rivediamo giovedì 10 dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 20 ♥️

♥️
06/09/2026

♥️

Il 4 settembre 1904 a Buggerru l’esercito italiano sparò sui minatori in sciopero.Felice Littera, Salvatore Montixi e Gi...
03/09/2026

Il 4 settembre 1904 a Buggerru l’esercito italiano sparò sui minatori in sciopero.

Felice Littera, Salvatore Montixi e Giustino Pittau morirono. Molti altri lavoratori rimasero feriti.

La protesta non era nata quel giorno e non riguardava soltanto un’ora di pausa. Da mesi i minatori chiedevano salari migliori e condizioni di lavoro meno disumane. Erano organizzati, scioperavano, provavano a sottrarre alla società mineraria il potere assoluto sulle loro vite.

A Buggerru il conflitto era quello tra capitale e lavoro nella sua forma più concreta: da una parte una società che traeva profitto dal sottosuolo e dalla forza lavoro di migliaia di uomini; dall’altra chi quella ricchezza la produceva, rischiando ogni giorno la vita.

Quando la direzione impose una nuova organizzazione dell’orario, i minatori si rifiutarono di subirla e scioperarono.

Lo Stato intervenne nel conflitto. Arrivarono i soldati e il 4 settembre spararono. La notizia attraversò l’Italia e dodici giorni dopo iniziò il primo sciopero generale della nostra storia.

È questo che rende Buggerru una storia ancora profondamente politica: quando chi lavora scopre di avere interessi comuni, si organizza e interrompe la produzione, mette in discussione un rapporto di potere.

I diritti del lavoro non sono stati concessi dalla benevolenza di chi possedeva miniere, fabbriche e terre, sono il risultato di organizzazione, scioperi, conflitti e lotte collettive.

Buon cabudanne a quelli che oggi ricominciano, ma soprattutto a chi, come noi, non ha smesso. ♥️
01/09/2026

Buon cabudanne a quelli che oggi ricominciano, ma soprattutto a chi, come noi, non ha smesso. ♥️

Per decenni le classi popolari non sono state soltanto un elettorato della sinistra. Erano LA SINISTRA. Militavano dentr...
30/08/2026

Per decenni le classi popolari non sono state soltanto un elettorato della sinistra. Erano LA SINISTRA.

Militavano dentro i partiti, i sindacati, le sezioni, le camere del lavoro, luoghi nei quali si costruivano cultura politica e coscienza di classe, ma anche percorsi capaci di portare un operaio, un impiegato, un sindacalista fino alle istituzioni.

I numeri sulla composizione del Senato raccontano questa trasformazione: nel 1972 operai, sindacalisti, impiegati e funzionari di partito avevano ancora una presenza riconoscibile. Nel 2006 quella presenza si era già drasticamente ridotta. Oggi la categoria “operaio” non compare più.

Non perché quello degli anni Settanta fosse un Parlamento operaio: non lo era. Ma esisteva un rapporto tra rappresentanza politica e mondo del lavoro che nel tempo si è progressivamente spezzato.

Nel frattempo abbiamo chiuso sezioni, indebolito organizzazioni collettive e perso molti dei luoghi nei quali una condizione individuale poteva essere riconosciuta come condizione comune.

La rabbia, però, non è scomparsa insieme a quei luoghi e se non esiste più una sinistra radicata, capace di trasformarla in coscienza, organizzazione e conflitto sociale, qualcun altro può raccoglierla e indicarle un nemico spesso scegliendolo tra quelli che stanno altrettanto in basso.

Ieri, in Ogliastra, tra Arzana ed Elini sono bruciati fino a 200 ettari di bosco e macchia mediterranea. Circa cento per...
29/08/2026

Ieri, in Ogliastra, tra Arzana ed Elini sono bruciati fino a 200 ettari di bosco e macchia mediterranea. Circa cento persone sono state evacuate. Le fiamme hanno minacciato abitazioni e attività produttive. Per spegnerle sono intervenuti Canadair, Super Puma, elicotteri regionali e decine di persone hanno lavorato a terra per tutto il pomeriggio e per tutta la notte.

Stamattina l’incendio è sulla prima pagina dei giornali sardi. Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali non c’è.

Due paesi minacciati, cento persone evacuate, un patrimonio boschivo devastato non sono stati considerati sufficienti per portare quello che è accaduto in Ogliastra al centro dell’informazione nazionale.

Quanti ettari devono bruciare e quante persone devono essere evacuate perché quello che accade in Sardegna smetta di essere considerato un fatto locale?

Nei prossimi giorni in Sardegna torneremo sopra i 40 gradi, dopo un’estate in cui abbiamo raggiunto i 48,4 e siamo passa...
25/08/2026

Nei prossimi giorni in Sardegna torneremo sopra i 40 gradi, dopo un’estate in cui abbiamo raggiunto i 48,4 e siamo passati da un picco di calore all’altro.
Forse è un buon momento per ragionare non solo di quello che sta succedendo al clima, ma anche di come siamo arrivati fin qui perché parlare di crisi climatica significa inevitabilmente parlare del modo in cui produciamo, lavoriamo, consumiamo e abitiamo i territori e di chi, tutto questo, lo decide.

In questi giorni, dopo le parole di Alexandria Ocasio-Cortez sul “woke”, è tornata fuori una discussione che periodicame...
23/08/2026

In questi giorni, dopo le parole di Alexandria Ocasio-Cortez sul “woke”, è tornata fuori una discussione che periodicamente sembra diventare inevitabile: forse la sinistra ha parlato troppo di diritti civili e troppo poco di diritti sociali. Troppo di identità e troppo poco di classe.

A noi questa contrapposizione continua a sembrare sbagliata.

C’è un bisogno di tornare a parlare di classe, di sfruttamento, di redistribuzione della ricchezza, di rapporti di forza, di chi possiede e di chi lavora.

Ma la classe lavoratrice non è mai stata un soggetto astratto.

Ha un genere. Ha un corpo. Ha una provenienza e razzismo, patriarcato e discriminazioni non avvengono da qualche altra parte rispetto allo sfruttamento economico: contribuiscono a stabilire chi sarà più povero, chi farà gratuitamente il lavoro di cura, chi avrà meno possibilità di sottrarsi a un lavoro, a un padrone, persino a un uomo violento.

L’intersezionalità ci interessa come strumento per vedere le persone per intero e capire come rapporti diversi di dominio possano agire contemporaneamente sulle loro vite.

La critica a una politica ridotta alla rappresentazione, al linguaggio e alla correttezza individuale può essere necessaria. Ma se la risposta diventa scegliere quali oppressioni siano abbastanza importanti da meritare la nostra attenzione, abbiamo già perso il punto.

Dobbiamo tornare a parlare di lotta di classe senza lasciare indietro nessuno.

Perché se una libertà esiste sulla carta ma non tutti hanno i mezzi materiali per esercitarla non è libertà, è privilegio.

Da domani, venerdì 21 agosto, fino a domenica 23 La Giraffa resta chiusa.Noi ne approfittiamo per fare ancora un po’ fin...
20/08/2026

Da domani, venerdì 21 agosto, fino a domenica 23 La Giraffa resta chiusa.

Noi ne approfittiamo per fare ancora un po’ finta che agosto sia un mese in cui è consentito non fare niente e ce ne andiamo al concerto di Fulminacci.

Lunedì 24 riapriamo.

Indirizzo

Piazza Martiri, 12
Siliqua
09010

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Giovedì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Venerdì 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 13:00
17:00 - 20:00
Domenica 10:00 - 13:00

Telefono

+393392891907

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando La Giraffa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a La Giraffa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare