Vivaio Tuttoverde

Vivaio Tuttoverde Tuttoverde è un vivaio ed un garden a Ravina, dove produciamo le piante che arredano la vostra casa e abitano il vostro giardino.

Tuttoverde è un´impresa sociale con tanta vita che mette al centro i giovani e crea opportunità di formazione al lavoro Vendita di piante ornamentali, frutticole e orticole. Ampia scelta di sementi e prodotti biologici. Poesia, bellezza e colore per la tua casa.

La mentaCare Amiche, cari Amici,eccoci ancora insieme, a condividere con Voi lo spazio della nostra rubrica “Le stagioni...
23/08/2026

La menta

Care Amiche, cari Amici,

eccoci ancora insieme, a condividere con Voi lo spazio della nostra rubrica “Le stagioni del vivaio Tuttoverde”.

In tanti, oggigiorno, si prodigano nel pervasivo tentativo di convincerci che sia salvifico per la ‘nostra’ cultura perseguire, anziché l’incontro, lo scontro, il conflitto, la guerra; anziché il dialogo, il soliloquio, il silenzio ostile, l’incomprensione; anziché l’ascolto, l’autoreferenzialità, la prevaricazione, il dissenso pregiudiziale.

Ma è corretto ritenere che la radice più autentica del concetto di ‘cultura’ sia il ‘conflitto’?

Interroghiamo, a questo proposito – tra le tante possibili – la definizione di ‘cultura’ proposta dai semiologi russi Jurij Mihajlovič Lotman e Boris Andreevič Uspenskij nella loro fondamentale opera intitolata “Tipologia della cultura”:

“Noi intendiamo la cultura come memoria non ereditaria della collettività, espressa in un determinato sistema di divieti e prescrizioni.”

“Memoria non ereditaria” significa che il “sistema di divieti e prescrizioni” che regoleranno le vite di coloro che si riconosceranno in una data cultura non dipenderà da trasmissione genetica, ma sarà sempre frutto di educazione e apprendimento.

È dunque la memoria il concetto cardine intorno a cui ruota la definizione di ogni cultura.

E scavando nella memoria scopriamo che l’umanità sopravvive da oltre due milioni di anni grazie all’altruismo, alla ca**tà, alla compassione.

D’estate è frequente sentir aleggiare nelle nostre abitazioni l’intenso e rinfrescante profumo della menta, utilizzata per varie ricette – dolci e salate – e per dissetanti tisane fredde.

Ebbene, recenti ricerche hanno confermato quanto già sapeva la tradizione popolare: l’impiego della menta è assai utile per migliorare la memoria.

Trasformiamo allora il nostro sorseggiare una tonificante bevanda alla menta in un gesto simbolico: contribuiamo, anche così, a mantenere fresca e vigile la nostra memoria.

Non dimentichiamo.

Un caro saluto.

(Foto: https://www.fattoincasadabenedetta.it/consigli-furbi/come-usare-la-menta-in-cucina/)

La mentaCare Amiche, cari Amici,eccoci ancora insieme, a condividere con Voi lo spazio della nostra rubrica “Le stagioni...
23/08/2026

La menta

Care Amiche, cari Amici,

eccoci ancora insieme, a condividere con Voi lo spazio della nostra rubrica “Le stagioni del vivaio Tuttoverde”.

In tanti, oggigiorno, si prodigano nel pervasivo tentativo di convincerci che sia salvifico per la ‘nostra’ cultura perseguire, anziché l'incontro, lo scontro, il conflitto, la guerra; anziché il dialogo, il soliloquio, il silenzio ostile, l’incomprensione; anziché l’ascolto, l’autoreferenzialità, la prevaricazione, il dissenso pregiudiziale.

Ma è corretto ritenere che la radice più autentica del concetto di ‘cultura’ sia il ‘conflitto’?

Interroghiamo, a questo proposito – tra le tante possibili – la definizione di ‘cultura’ proposta dai semiologi russi Jurij Mihajlovič Lotman e Boris Andreevič Uspenskij nella loro fondamentale opera intitolata “Tipologia della cultura”:

“Noi intendiamo la cultura come memoria non ereditaria della collettività, espressa in un determinato sistema di divieti e prescrizioni.”

“Memoria non ereditaria” significa che il “sistema di divieti e prescrizioni” che regoleranno le vite di coloro che si riconosceranno in una data cultura non dipenderà da trasmissione genetica, ma sarà sempre frutto di educazione e apprendimento.

È dunque la memoria il concetto cardine intorno a cui ruota la definizione di ogni cultura.

E scavando nella memoria scopriamo che l’umanità sopravvive da oltre due milioni di anni grazie all’altruismo, alla ca**tà, alla compassione.

D'estate è frequente sentir aleggiare nelle nostre abitazioni l’intenso e rinfrescante profumo della menta, utilizzata per varie ricette – dolci e salate – e per dissetanti tisane fredde.

Ebbene, recenti ricerche hanno confermato quanto già sapeva la tradizione popolare: l'impiego della menta è assai utile per migliorare la memoria.

Trasformiamo allora il nostro sorseggiare una tonificante bevanda alla menta in un gesto simbolico: contribuiamo, anche così, a mantenere fresca e vigile la nostra memoria.

Non dimentichiamo.

Un caro saluto.

(Foto: https://www.fattoincasadabenedetta.it/consigli-furbi/come-usare-la-menta-in-cucina/)

Cari Amici, Domani, giovedì 20 agosto, siamo regolarmente aperti!Vi aspettiamo. Tantissime novità!!🪴🪴🪴Lo staffTuttoverde
19/08/2026

Cari Amici,
Domani, giovedì 20 agosto, siamo regolarmente aperti!

Vi aspettiamo.
Tantissime novità!!🪴🪴🪴

Lo staff
Tuttoverde

L’erba cipollinaCare Amiche, cari Amici,è bello poter superare la boa estiva del Ferragosto insieme a Voi, accogliendoVi...
16/08/2026

L’erba cipollina

Care Amiche, cari Amici,

è bello poter superare la boa estiva del Ferragosto insieme a Voi, accogliendoVi nello spazio della nostra rubrica “Le stagioni del vivaio Tuttoverde”.

Il desiderio – tutto umano – di plasmare il mondo a nostro piacimento per soddisfare i nostri desideri e i nostri bisogni ha determinato l’elaborazione di specifiche forme di interazione con la realtà: la magia e la scienza (associata alla tecnologia, il ‘braccio operativo’ che converte le conoscenze scientifiche in prassi).

La sempre più crescente aspirazione di affidare alla pura razionalità le nostre possibilità di comprendere e conseguentemente governare le leggi della natura ha generato la convinzione che magia e scienza siano forme antagoniste radicalmente incompatibili tra loro.

È sufficiente però vivere un’esperienza quotidiana come l’attività culinaria per scoprire quanto questa convinzione sia tutt’altro che universalmente accettata come vera.

Non esiste infatti ingrediente naturale che non appaia dotato di valenze riconducibili ai due ambiti, quello magico e quello scientifico.

Un esempio eloquente di quanto sia fondata questa nostra affermazione ci viene offerto dall’erba cipollina, una pianta perenne originaria delle zone temperato-fredde dell’emisfero settentrionale, presente in Italia al nord nei prati umidi e torbosi, dalla collina all’alta montagna, coltivata negli orti e nei giardini, apprezzata per le sue proprieta’ salutari e come erba aromatica tra le più versatili in cucina, il cui sapore delicato ricorda quello della cipolla e del porro.
Accanto però a queste proprietà, l’erba cipollina è considerata anche un potente talismano contro il malocchio, gli incantesimi e le negatività.
Ecco, allora, quale inatteso risultato può determinare una serena collaborazione tra magia e scienza: trasformare il mondo in una squisita e salutare pietanza, capace di nutrire le nostre anime, oltre che i nostri corpi.
Un caro saluto.
(Foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Allium_schoenoprasum #/media/File:386_Allium_schoenoprasum.jpg)

L’erba cipollinaCare Amiche, cari Amici,è bello poter superare la boa estiva del Ferragosto insieme a Voi, accogliendoVi...
16/08/2026

L’erba cipollina

Care Amiche, cari Amici,

è bello poter superare la boa estiva del Ferragosto insieme a Voi, accogliendoVi nello spazio della nostra rubrica “Le stagioni del vivaio Tuttoverde”.

Il desiderio – tutto umano – di plasmare il mondo a nostro piacimento per soddisfare i nostri desideri e i nostri bisogni ha determinato l’elaborazione di specifiche forme di interazione con la realtà: la magia e la scienza (associata alla tecnologia, il ‘braccio operativo’ che converte le conoscenze scientifiche in prassi).

La sempre più crescente aspirazione di affidare alla pura razionalità le nostre possibilità di comprendere e conseguentemente governare le leggi della natura ha generato la convinzione che magia e scienza siano forme antagoniste radicalmente incompatibili tra loro.

È sufficiente però vivere un’esperienza quotidiana come l’attività culinaria per scoprire quanto questa convinzione sia tutt’altro che universalmente accettata come vera.

Non esiste infatti ingrediente naturale che non appaia dotato di valenze riconducibili ai due ambiti, quello magico e quello scientifico.

Un esempio eloquente di quanto sia fondata questa nostra affermazione ci viene offerto dall’erba cipollina, una pianta perenne originaria delle zone temperato-fredde dell'emisfero settentrionale, presente in Italia al nord nei prati umidi e torbosi, dalla collina all'alta montagna, coltivata negli orti e nei giardini, apprezzata per le sue proprieta' salutari e come erba aromatica tra le più versatili in cucina, il cui sapore delicato ricorda quello della cipolla e del porro.

Accanto però a queste proprietà, l’erba cipollina è considerata anche un potente talismano contro il malocchio, gli incantesimi e le negatività.

Ecco, allora, quale inatteso risultato può determinare una serena collaborazione tra magia e scienza: trasformare il mondo in una squisita e salutare pietanza, capace di nutrire le nostre anime, oltre che i nostri corpi.

Un caro saluto.

(Foto: https://it.wikipedia.org/wiki/Allium_schoenoprasum #/media/File:386_Allium_schoenoprasum.jpg)

13/08/2026
Cari Amici Buon Ferragosto !Vi informiamo che saremo chiusi dal 15 al 19 agosto!!Un salutoLo Staff Tuttoverde
13/08/2026

Cari Amici Buon Ferragosto !

Vi informiamo che saremo chiusi dal 15 al 19 agosto!!

Un saluto

Lo Staff Tuttoverde

Il salice piangenteCare Amiche, cari Amici,Vi accogliamo ancora una volta con affetto, nello spazio della nostra rubrica...
08/08/2026

Il salice piangente

Care Amiche, cari Amici,

Vi accogliamo ancora una volta con affetto, nello spazio della nostra rubrica “Le stagioni del vivaio Tuttoverde”.

Nel campo della comunicazione non verbale, il pianto – il primo gesto emotivo a cui il neonato affida la propria esistenza al momento della nascita – occupa una posizione senza dubbio speciale, come ci ricorda efficacemente la “Enciclopedia Treccani on line”:

“Sembra tipico della specie umana, anche se è stato studiato sia nelle scimmie antropoidi […], sia nel cane […]. […] Tra i vari tipi fenomenici vanno ricordati il pianto irrefrenabile, quello convulso, quello abbandonico, quello di sollievo, quello implorante, quello plateale (dimostrativo, ‘pubblico’, a volte chiaramente rituale, come nel caso delle prefiche), quello sforzato, rassegnato, di rabbia, di felicità, di gioia, di compartecipazione (non necessariamente scatenato dalla presenza di altri soggetti piangenti), di commozione, anche di fronte a situazioni indirette (per es., spettacoli, cerimonie ecc.), e infine il pianto tipico dell’età involutiva […].”

Vista la così ampia gamma di qualità emozionali affidate al pianto, non stupisce che il salice piangente – albero caratterizzato da un tronco diritto, chioma ampia che si espande verso l’alto per poi ricadere in cascata di rami flessibili fino quasi a toccare il suolo, immediatamente riconoscibile in qualsiasi stagione e in qualsiasi contesto – sia uno degli alberi più carichi di valenza simbolica: nella tradizione cinese è associato alla primavera, alla grazia femminile e alla capacità di piegarsi senza spezzarsi e quindi alla resilienza intesa come virtù; nella tradizione europea medievale i rami di salice erano intrecciati in corone che simboleggiavano il lutto e la memoria, ma anche la speranza del rinnovamento, perché il salice è tra i primi alberi a rifogliare in primavera.

Abbandoniamo dunque ogni remora nell’affidarci al potere salvifico del pianto: lasciamo respirare il nostro cuore, senza inibizioni.

Un caro saluto.

(Foto: https://www.pikasus.com/giardinaggio/coltivazione-salice-piangente/)

Il salice piangenteCare Amiche, cari Amici,Vi accogliamo ancora una volta con affetto, nello spazio della nostra rubrica...
08/08/2026

Il salice piangente

Care Amiche, cari Amici,

Vi accogliamo ancora una volta con affetto, nello spazio della nostra rubrica “Le stagioni del vivaio Tuttoverde”.

Nel campo della comunicazione non verbale, il pianto – il primo gesto emotivo a cui il neonato affida la propria esistenza al momento della nascita – occupa una posizione senza dubbio speciale, come ci ricorda efficacemente la “Enciclopedia Treccani on line”:

“Sembra tipico della specie umana, anche se è stato studiato sia nelle scimmie antropoidi […], sia nel cane […]. […] Tra i vari tipi fenomenici vanno ricordati il pianto irrefrenabile, quello convulso, quello abbandonico, quello di sollievo, quello implorante, quello plateale (dimostrativo, 'pubblico', a volte chiaramente rituale, come nel caso delle prefiche), quello sforzato, rassegnato, di rabbia, di felicità, di gioia, di compartecipazione (non necessariamente scatenato dalla presenza di altri soggetti piangenti), di commozione, anche di fronte a situazioni indirette (per es., spettacoli, cerimonie ecc.), e infine il pianto tipico dell'età involutiva […].”

Vista la così ampia gamma di qualità emozionali affidate al pianto, non stupisce che il salice piangente – albero caratterizzato da un tronco diritto, chioma ampia che si espande verso l'alto per poi ricadere in cascata di rami flessibili fino quasi a toccare il suolo, immediatamente riconoscibile in qualsiasi stagione e in qualsiasi contesto – sia uno degli alberi più carichi di valenza simbolica: nella tradizione cinese è associato alla primavera, alla grazia femminile e alla capacità di piegarsi senza spezzarsi e quindi alla resilienza intesa come virtù; nella tradizione europea medievale i rami di salice erano intrecciati in corone che simboleggiavano il lutto e la memoria, ma anche la speranza del rinnovamento, perché il salice è tra i primi alberi a rifogliare in primavera.

Abbandoniamo dunque ogni remora nell’affidarci al potere salvifico del pianto: lasciamo respirare il nostro cuore, senza inibizioni.

Un caro saluto.

(Foto: https://www.pikasus.com/giardinaggio/coltivazione-salice-piangente/)

Il granturcoCare Amiche, cari Amici,eccoci ancora una volta in Vostra compagnia, nello spazio della nostra rubrica "Le s...
02/08/2026

Il granturco

Care Amiche, cari Amici,

eccoci ancora una volta in Vostra compagnia, nello spazio della nostra rubrica "Le stagioni del vivalo Tuttoverde".

Oggigiorno il mondo appare sempre più popolato da falsi amici.

Non sono esenti da questo pericolo nemmeno le parole, come ci insegna "Wikipedia":

*In linguistica, un falso amico è un lemma o frase che ha grafia o suono uguall o molto simili in due lingue, ma significato differente, pur presentando una notevole somigtianza morfologica e/o fonetica e condividendo le radici con termini di un'altra
lingue. [..)"

Un esempio di questo particolare fenomeno ci viene offerto dalla parola "granturco" - più nota al giorno d'oggi con la denominazione di "mais" - pianta erbacea annuale, originaria dell'America centrale, ora diffusa in tutto il mondo, fonte importante di carboidrati, proteine, vitamine e minerali, impiegete in cucina come pannocchia intera, bollita o arrostita, a chicchi, cotti e utilizzati per arricchire zuppe o insalate, o impiegati per produrre farina, ingrediente base della polenta, l'amido, e i notissimi pop corn.

Ora, se - come sappiamo - il "granturco" è originario dell'America centrate, da cui è stato importato in Europa dopo la scoperta di questo continente da parte di Cristoforo
Colombo, da cosa trae origine il suo nome?

La causa va appunto ricercata nel fenomeno linguistico del "falso amico": l'Accademia della Crusca ipotizza infatti che possa trattarsi di un'errata traduzione dall'inglese
"wheat of turkey" ovvero "grano del tacchino", in inglese "turkey", appunto, che però in questa lingua può significare anche "Turchia"; ecco spiegata la possibile origine dell'equivoco, agevolato anche dal fatto che, come ci informa la "Enciclopedia
Treccani on line*:

"All'epoca in cui in Italia si conobbe questo grano, nel 1800 circa, era comunemente usata dal volgo la parola ‘turco' per qualificare cose forestiere, straniere, venute da lontano, da luogo ignoto; e così il volgo con 'granoturco’ volle intendere ‘grano
forestiero'. [...)"

Attenzione dunque al falsi amici: possono subdolamente celarsi anche nelle parole.

Un caro saluto.

(Foto: https://www.agraria.org/coltivazionierbacee/mais.htm)

Indirizzo

Via Stella, 63
Trento
38123

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 12:00
15:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 12:00
15:00 - 18:30
Mercoledì 08:00 - 12:00
15:00 - 18:30
Giovedì 08:00 - 12:00
15:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 12:00
15:00 - 18:30
Sabato 08:00 - 12:00
15:00 - 18:30

Telefono

+390461936036

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