31/03/2020
Titolo.
IO RESTO A CASA
Il tempo libero a disposizione è abbondante pertanto, ho deciso di mettere ordine alla mia libreria.
Tra volumi, documenti, vecchie riviste e inserti vari salta fuori un plico, incuriosito lo apro contiene una vecchia foto in bianco e nero di un Piroscafo semiaffondato.
La passione per la storia e in particolare sui relitti mi ha spinto a capirne di più, ma sopratutto il perchè di quella posizione. Presa una lente d'ingrandimento con qualche difficoltà leggo sulla prua CESARE BATTISTI.
Consultando libri vari, internet sono giunto a capo della storia: IL C. B. fù varato il 20 luglio 1920 a Setri Ponente, sembra che il giorno dell'inaugurazione non fu del tutto fortunato. Infatti, lo scafo rimase bloccato sui binari, ci vollero due rimorchiatori per proseguire la manovra e permettere al piroscafo di scivolare in acqua. Questo per gli uomini di mare non è di buon auspicio. Nel 1935 fu rilevato dalla Compagnia di Navigazione Florio, che lo destinò al trasporto di materiale militare e attrezzature varie per le colonie Italiane dell' Africa Orientale.
Il 15 Dicembre del 1936 il Cesare Battisti partì da Napoli per la solita destinazione con 190 uomini di equipaggio, 200 passeggeri e 500 militari. A Massaua era prevista una sosta di tre giorni ove giunse il 23 Dicembre ma, alle 22,00 durante la manovra di attracco si udì una forte esplosione proveniente dalla sala macchine (Si presume un Sabotaggio) causando uno squarcio a dritta dello scafo, la nave imbarcando acqua s'inclinò sul fianco destro, il panico si diffuse tra i passeggeri ma, l'equipaggio gestì l'evacuazione raccomandando la calma.
Nell'incidente vi furono 26 vittime la maggior parte marinai addetti alle macchine, altri annegati e vi fù persino chi morì per le ferite inferte dagli squali. Il piroscafo rimase inclinato nel porto di Massaua sino al 1938, sinchè la ditta Adolfo Orsi di Modena vinse l'appalto per il recupero, l'intervento avvenne con non poche difficoltà infatti quattro palombari perirono durante le operazioni di recupero. Turata la falla la nave fu raddrizzata e pronta per essere rimorchiata verso l' Italia. Risalito il Mar Rosso, il Canale di Suez, il Mediterraneo Orientale e l'intero Adriatico (circa 7000 Km) arrivò a Pola all'epoca italiana, quì venne avviata alla demolizione.
Dopo 84 anni il mistero dell'esplosione non è stato mai chiarito, come il mistero di come sia entrato in possesso di questa vecchia foto, chissà forze il Cesare Battisti aveva previsto con anni d'anticipo l'avvento di facebook e il C19 e che qualcuno raccontasse la sua storia.