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Nell'antico Egitto l’ippopotamo era considerato uno degli animali più pericolosi del Nilo, capace di distruggere le imba...
09/08/2026

Nell'antico Egitto l’ippopotamo era considerato uno degli animali più pericolosi del Nilo, capace di distruggere le imbarcazioni e anche di aggredire gli esseri umani. Eppure, nella mitologia egizia, questo possente mammifero aveva anche una valenza protettiva: la dea Taueret, raffigurata come un ippopotamo femmina in piedi sulle zampe posteriori, era la protettrice delle donne incinte e dei parti.

Questa contraddizione tra minaccia e protezione rendeva l'ippopotamo una figura complessa e affascinante, spesso rappresentata in statuette e amuleti. La tazza dedicata all'ippopotamo celebra questo maestoso animale, trasformando ogni colazione o merenda in un momento di connessione con il mondo egizio.

Rispondi alla sfida del professor Sbiasciconi e mettiti alla prova in un’avventura archeologica che ti lancerà in un vor...
05/08/2026

Rispondi alla sfida del professor Sbiasciconi e mettiti alla prova in un’avventura archeologica che ti lancerà in un vorticoso viaggio intorno al mondo. Dovrai individuare un teschio preistorico, trovare la tomba perduta di un faraone, recuperare una preziosa tavoletta di argilla, decifrare scritte misteriose, sfuggire alla minaccia dei predoni e molto altro ancora!
Raccogli gli indizi, fai le tue scelte e metti alla prova il tuo coraggio!

“Enigmi della storia. 24 ore nei panni di un archeologo” è un libro-gioco avventuroso di Pascal Prévot e Arnaud Boutin che ti permetterà di scoprire, divertendoti, alcune delle più affascinanti civiltà del mondo antico e i principi alla base del lavoro degli archeologi.

Le ventuno statue della dea Sekhmet ospitate nella Galleria del Re del Museo Egizio erano in origine collocate nel tempi...
02/08/2026

Le ventuno statue della dea Sekhmet ospitate nella Galleria del Re del Museo Egizio erano in origine collocate nel tempio di Mut a Karnak: lì formavamo, insieme a centinaia di altre raffigurazioni della dea, un unico gruppo statuario la cui funzione rituale è ancora oggetto di studi. La loro storia è emblematica della spoliazione dei reperti archeologici dall’Egitto durante l’Ottocento, perché oggi quelle statue, concepite come un unico gruppo, si trovano divise tra i musei di tutto il mondo e solo una parte sono ancora in Egitto.

È a partire dalle suggestioni nate dalle statue di Sekhmet che l’artista egiziana Sara Sallam ha costruito il progetto della propria residenza d’artista al Museo Egizio, Torino, che si è articolata tra installazioni, collage, interventi multimediali e performance che hanno toccato anche lo stesso Egitto.

“Sara Sallam. The Sun Weeps for the Land and Calls from the Garden of Stones”, secondo titolo della collana dedicata alle residenze d’artista al Museo, in doppia lingua, italiano e inglese, documenta e approfondisce il lavoro dell’artista, e, tramite un ricco apparato fotografico, ne mostra le fasi di realizzazione e l’allestimento finale.

Nella cultura egizia era comune realizzare amuleti con la forma di simboli ai quali erano associati poteri positivi, anc...
29/07/2026

Nella cultura egizia era comune realizzare amuleti con la forma di simboli ai quali erano associati poteri positivi, anche combinandoli tra loro. Rifacendosi a quella tradizione, in questo ciondolo si trovano uniti due degli elementi più immediatamente riconoscibili dell’antico Egitto: la piramide e l’occhio di Horus.
La prima rimanda ai sepolcri dei faraoni dell’Antico Regno, che a loro volta evocavano forse la collina che all’inizio dei tempi sorse dalle acque e dalla quale ebbe origine la vita. Le origini dell’occhio di Horus risalgono invece alla lotta per il trono dell’Egitto tra il dio Horus e suo zio Seth. Ferito da Seth e risanato dal dio Thot, l’occhio sinistro di Horus, l’udjat, è un potente simbolo di guarigione e protezione, amatissimo dagli Egizi, il cui fascino è arrivato intatto fino ai giorni nostri.

Il girocollo che li unisce è composto da catenina e pendente in argento 925 placcato oro.

“Unisciti a me e insieme potremo governare la galassia”… o l’Antico Egitto?  In “Gli eroi dai mille volti” la Banda dell...
26/07/2026

“Unisciti a me e insieme potremo governare la galassia”… o l’Antico Egitto?
In “Gli eroi dai mille volti” la Banda delle Bende si ritrova risucchiata in un libro di racconti fantasy, gialli, fantascientifici e d’avventura alla ricerca di Kha e Miu, saltando da un mondo fantastico all’altro in una giostra continua di nuovi scenari e variazioni sul tema, con alle calcagna il nemico più temibile: il serpente Apopi!

Scritto da Alessandro Vicenzi e illustrato da Roberto Lauciello, “Gli eroi dai mille volti” è un’avventura imperdibile per scoprire un nuovo lato della Banda delle Bende!

Una delle mutilazioni più frequenti nelle statue egizie è quella degli occhi che, realizzati in materiali pregiati o pre...
22/07/2026

Una delle mutilazioni più frequenti nelle statue egizie è quella degli occhi che, realizzati in materiali pregiati o preziosi, fin dall’antichità sono stati un facile bottino per i ladri. Il risultato è che i musei ospitano oggi molti reperti “ciechi”, oggetto dello sguardo dei visitatori, ma incapaci di restituirlo a loro volta. Sulla suggestione di queste riflessioni, l’artista libanese Ali Cherri ha realizzato in collaborazione con il Museo Egizio, Torino l’installazione “Returning the Gaze”. Lavorando su calchi di reperti del Museo, Cherri ha ricreato gli occhi perduti di statue e sarcofagi, restituendo così loro la capacità di “rispondere” allo sguardo dei visitatori.

“Ali Cherri. Returing the Gaze” è il primo titolo della collana dedicata alle “residenze d’artista” inaugurate dal Museo Egizio in occasione del suo bicentenario nel 2024. In doppia lingua, italiano e inglese, documenta e approfondisce il lavoro di Cherri, e, tramite il ricco apparato fotografico a firma di Nicola Dell'Aquila, ne mostra le fasi di realizzazione e l’allestimento finale.

La produzione di ceramica dell’antico Egitto prediligeva le forme rotondeggianti e un vasaio egizio troverebbe forse mol...
19/07/2026

La produzione di ceramica dell’antico Egitto prediligeva le forme rotondeggianti e un vasaio egizio troverebbe forse molto strana ed enigmatica una tazza di forma squadrata, come quella della collezione ufficiale “Museo Egizio 200 anni”, personalizzata con il logo delle celebrazioni dei 200 anni del Museo Egizio, Torino.
Ideale sia come tazza sia come portapenne.

Un metodo molto efficace per imparare a ricopiare delle immagini è quello di tracciare una griglia attorno al soggetto e...
15/07/2026

Un metodo molto efficace per imparare a ricopiare delle immagini è quello di tracciare una griglia attorno al soggetto e ridisegnarlo all’interno di un’altra griglia. È un espediente antichissimo, perché già nelle pitture delle tombe dei faraoni si possono notare a volte le linee-giuda che i pittori usavano per riportare sulle pareti dei modelli che avevano a disposizione su papiri o altri supporti.

Poteva quindi mancare questa attività tra le cinquanta che compongono “Giochi ed enigmi sull’antico Egitto”? Tra giochi, enigmi e tanti adesivi da attaccare, scoprire il mondo dell’antico Egitto non è mai stato così divertente!

Dea-guerriera con la testa di leonessa, Sekhmet era temutissima dagli antichi Egizi, che secondo il mito ne avevano cono...
12/07/2026

Dea-guerriera con la testa di leonessa, Sekhmet era temutissima dagli antichi Egizi, che secondo il mito ne avevano conosciuto la furia quando, all’alba dei tempi, Ra l’aveva scatenata contro di loro perché si erano allontanati dal culto degli dèi. Per placarne la furia, sempre in agguato, che si traduceva in siccità, carestie e pestilenze, Amenhotep III fece realizzare per il suo “tempio dei milioni di anni” centinaia di statue che la raffiguravano, così che ogni giorno se ne potesse pregare una differente. Oggi, le sculture provenienti da quel tempio si ritrovano nelle collezioni egizie dei principali musei del mondo e il Museo Egizio, Torino ne ospita ventuno, dieci sedute e undici in piedi.

“Le statue della dea Sekhmet”, di Simon Connor, analizza queste affascinanti sculture, le caratteristiche della dea e il suo culto, la funzione delle statue del mondo egizio, in un testo agile e ricco di illustrazioni.

La raffinatezza senza tempo della decorazione dei cofanetti in legno ritrovati nella tomba intatta di Kha e Merit a Deir...
08/07/2026

La raffinatezza senza tempo della decorazione dei cofanetti in legno ritrovati nella tomba intatta di Kha e Merit a Deir el-Medina, che riunisce forme geometriche e motivi vegetali, esce dalle sale del Museo Egizio, Torino per impreziosire la copertina del taccuino rigido Moleskine, in edizione limitata.

Composto da 240 pagine a righe di formato 13x21 cm e dotato di tasca espandibile, segnalibro e chiusura a elastico, il taccuino riporta al suo interno approfondimenti sugli oggetti del corredo di Kha e Merit, e sullo scopritore della loro tomba, Ernesto Schiaparelli.

Indirizzo

Via Accademia Delle Scienze, 6
Turin
IT-10123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 14:00
Martedì 09:00 - 18:30
Mercoledì 09:00 - 18:30
Giovedì 09:00 - 18:30
Venerdì 09:00 - 18:30
Sabato 09:00 - 18:30
Domenica 09:00 - 18:30

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