Bolaffi Collezionismo dal 1890

Bolaffi Collezionismo dal 1890 Per noi la storia è un oggetto da collezione. www.bolaffi.it Una tradizione che verrà portata avanti anche dal figlio Giulio e dal nipote Alberto.
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Un’esperienza nel campo del collezionismo che dura da quattro generazioni e che ha trasformato la passione per la filatelia di un giovanissimo Alberto Bolaffi senior in un'impresa con quattro punti vendita (a Torino, Milano, Roma e Verona), un organico di oltre cento collaboratori e una rete di agenti estesa in tutta Italia. È il gruppo Bolaffi, punto di riferimento nel panorama del collezionismo

nazionale e internazionale. L'avventura inizia nella Torino del 1890, quando il giovanissimo Alberto Bolaffi sr, allora sedicenne, abbandona l’attività di famiglia – il commercio di pietre preziose e piume di struzzo – per dedicarsi al collezionismo di francobolli. Sono loro a diversificare il raggio d'azione dell’impresa di famiglia, affiancando alla filatelia dapprima la numismatica, che subito si afferma come settore di rilievo accanto al core business della filatelia, e poi ampliando gli interessi dell’attività a tutti gli ambiti del collezionismo, anche quelli più curiosi e di nicchia. La tendenza all'innovazione, nel rispetto di centoventicinque anni di tradizione ed esperienza, è perseguita tuttora dalla quarta generazione della famiglia, alla guida di un'impresa ancora oggi fedele al motto "Per noi la storia è un oggetto da collezione".

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11/05/2026

Il Grande Collezionismo è on air: segui la nuova puntata dedicata alla grande Numismatica sul nostro canale You Tube oppure in TV sui canali DTV 127 e Sky 825. Buona visione!

La nuova puntata del Grande collezionismo in tv di Bolaffi, dedicata alle monete rare e alla numismatica.Puoi acquistare le monete da collezione sullo shop o...

C’è una sottile ironia in questo denario romano del 137 d.C. Sul diritto compare il volto di Lucio Elio Cesare, il succe...
11/05/2026

C’è una sottile ironia in questo denario romano del 137 d.C. Sul diritto compare il volto di Lucio Elio Cesare, il successore designato da Adriano; sul rovescio appare Salus, divinità romana della salute e della salvezza. Una moneta di buon auspicio, almeno nelle intenzioni.

Il destino, però, trasformò quel messaggio in un simbolo beffardo. Lucio Elio Cesare fu colpito da un grave malore e morì improvvisamente, poco prima di pronunciare il discorso che avrebbe dovuto consacrare il suo ruolo di erede dell’impero.

Adriano scelse allora Antonino Pio come successore, imponendogli però di adottare Marco Aurelio e Lucio Vero, figlio di Lucio Elio Cesare. Così l’imperatore mancato non salì mai al trono, ma la sua discendenza vi arrivò comunque.

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📸 Denario d'argento di Lucio Elio Cesare (Impero Romano, 137 d.C.) - Peso: 3,08 gr; diametro: circa 17 mm.

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04/05/2026

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Il grande collezionismo in tv | 4 Maggio 2026

Nel 1946 l’Italia non voltava pagina solo sul piano politico. Doveva ricostruire i collegamenti tra città, famiglie, att...
04/05/2026

Nel 1946 l’Italia non voltava pagina solo sul piano politico. Doveva ricostruire i collegamenti tra città, famiglie, attività commerciali, merci e bisogni quotidiani in un Paese ancora segnato dalla guerra.

A sostenere questa ripartenza contribuì anche la serie C***o di posta, la prima per pacchi postali emessa dall’Italia repubblicana. Una serie essenziale, costruita attorno a un simbolo tradizionale della comunicazione postale. Come già avveniva per analoghe emissioni del Regno, la sua peculiarità era il doppio francobollo: una parte veniva applicata sul bollettino di spedizione, l’altra sulla ricevuta del mittente, a certificare il pagamento e accompagnare il viaggio del pacco.

Tra i quindici valori della serie, il 300 lire lilla è il più raro e ricercato. Un alto valore di servizio che oggi racconta un pezzo di storia postale italiana attraverso pacchi, bollettini e ricevute, in un paese che tornava lentamente a muoversi.

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📸 Francobolli per pacchi postali serie C***o di posta Filigrana Ruota (Italia, 1946)

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27/04/2026

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Il grande collezionismo in tv | 27 Aprile 2026

Nel 1996, anno del 50esimo anniversario della Repubblica italiana e del semestre di presidenza dell’Unione europea, l’It...
27/04/2026

Nel 1996, anno del 50esimo anniversario della Repubblica italiana e del semestre di presidenza dell’Unione europea, l’Italia scelse di raccontarsi anche attraverso l’oro delle sue monete. Non con simboli politici o figure istituzionali, ma con due monumenti capaci di parlare di continuità, memoria e prestigio: il Battistero di Parma e la Certosa di Pavia.

A dare forma a questa visione furono le emissioni da 50.000 e 100.000 lire. La prima traduceva in moneta il linguaggio simbolico del Battistero di Parma, mentre la seconda conduceva negli spazi solenni della Certosa di Pavia, affidando a chiostro e navata il racconto di una storia lunga secoli.

Era il periodo del ritorno dell’oro negli alti valori della Repubblica e, in questa nuova stagione della monetazione aurea, la scelta dei due capolavori non era casuale. Mentre l’Italia celebrava un passaggio importante della propria storia repubblicana, affidava all’oro la memoria profonda delle sue radici.

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📸 50.000 lire d'oro Battistero di Parma (peso: 7,5 gr; diametro: 20 mm) e 100.000 lire d'oro Certosa di Pavia (peso: 15 gr; diametro: 25 mm), emesse nel 1996 dalla Repubblica italiana

24/04/2026

A 65 anni dalla sua emissione, il Gronchi rosa continua a rappresentare una delle icone più conosciute e desiderate della filatelia. Diventato celebre per la sua storia leggendaria, il francobollo italiano più famoso al mondo è entrato nell’immaginario collettivo come emblema di valore e unicità.

Emesso e ritirato lo stesso giorno, il 3 aprile 1961, riportava l’errata riproduzione dei confini del Perù, paese in cui l’allora presidente della Repubblica italiana, Giovanni Gronchi, stava per recarsi in visita ufficiale. Per evitare un incidente diplomatico, si corse ai ripari ritirando e distruggendo quasi l’intera tiratura. Grazie a quel "quasi", il Gronchi rosa entrò nella leggenda.

Bolaffi celebra questa gemma della filatelia con uno spot televisivo in onda in questi giorni, offrendo ai collezionisti l’opportunità di entrare in possesso di un autentico Gronchi rosa in perfetto stato di conservazione.


Parte del video realizzato con AI

Il Grande Collezionismo è on air: segui la nuova puntata dedicata alla grande Filatelia sul nostro canale You Tube oppur...
20/04/2026

Il Grande Collezionismo è on air: segui la nuova puntata dedicata alla grande Filatelia sul nostro canale You Tube oppure in TV sui canali DTV 127 e Sky 825. Buona visione

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Sono molteplici gli elementi che rendono questo francobollo del Regno d’Italia un caposaldo della filatelia italiana.Ful...
20/04/2026

Sono molteplici gli elementi che rendono questo francobollo del Regno d’Italia un caposaldo della filatelia italiana.

Fulgido esempio della sapiente maestria del tipografo Francesco Matraire, il 10 centesimi giallo bistro emesso nel 1862 segna l’ingresso, nella collezione del Regno, di una serie di francobolli destinata a rappresentare una svolta epocale: la prima emissione dentellata d’Italia. L’adozione della dentellatura rappresentò una vera innovazione tecnica, destinata a rivoluzionare la produzione e la fruizione dei francobolli. Il suo successo fu tale da sancirne l’adozione sistematica in tutte le emissioni successive, fino alla Repubblica italiana.

Oltre al suo indiscusso valore storico, l’esemplare che presentiamo si distingue per una qualità straordinaria: perfettamente conservato, riporta inoltre la firma di Giulio Bolaffi, a ulteriore garanzia di autenticità e pregio collezionistico.

Speciale e raro non poteva che essere tra i protagonisti della nuova puntata del Grande collezionismo in TV.

Vi aspettiamo questa sera, alle ore 21.00:
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📸 Regno d’Italia 1862, 10 centesimi bistro della prima emissione dentellata. Esemplare perfetto con firma di Giulio Bolaffi.

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13/04/2026

Il Grande Collezionismo è on air: segui la nuova puntata dedicata alla grande Numismatica sul nostro canale You Tube oppure in TV sui canali DTV 127 e Sky 825. Buona visione!

La nuova puntata del Grande collezionismo in tv di Bolaffi, dedicata alle monete rare e alla numismatica.Puoi acquistare le monete da collezione sullo shop o...

Una croce d’oro su tre gradini: semplice solo in apparenza, racchiude un messaggio potente. Sul rovescio del solido di E...
13/04/2026

Una croce d’oro su tre gradini: semplice solo in apparenza, racchiude un messaggio potente. Sul rovescio del solido di Eraclio, coniato a Costantinopoli tra il 626 e il 629, la “croce potenziata”, con i bracci che terminano a forma di T, tradizionalmente associata al Golgota, diventa l’emblema di un impero in bilico, capace di resistere e trasformarsi.

Quando Eraclio sale al potere nel 610, l’impero bizantino è sotto pressione: Slavi e Avari a nord, i Persiani di Cosroe II a sud, fino alla presa di Gerusalemme e della Croce di Cristo.

L’imperatore evita lo scontro immediato, costruisce alleanze e attende la riscossa. Dal 622 inizia la controffensiva. Nel 626 Costantinopoli resiste all’assedio e un anno dopo, con la battaglia di Ninive, arriva la svolta: i Bizantini prevalgono e i Persiani chiedono la pace.

Tre anni dopo Eraclio riporta la Croce a Gerusalemme affermandosi come difensore della cristianità: non solo una vittoria militare, ma un trionfo simbolico, fissato per sempre anche nell’oro di questa moneta.

Negli anni successivi, nuove crisi e l’espansione araba mutano profondamente l’impero. Ma proprio da queste trasformazioni nasce una nuova identità bizantina, destinata a sostenere la sua lunga durata.

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📸 Solido d’oro di Eraclio, 626-629 (peso 4,45 g; diametro 21 mm)

Indirizzo

Via Cavour, 17
Turin
10123

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 13:00
14:00 - 19:00
Venerdì 10:00 - 13:00
14:00 - 19:00

Telefono

+390115576300

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