08/07/2026
LA STORIA CHE ASPETTAVA IL SUO MOMENTO
Scrivere è una passione che mi accompagna da molto tempo.
Negli anni mi sono cimentato in racconti d’avventura, storie di mistero, trame thriller, personaggi messi di fronte a scelte difficili e con segreti da portare alla luce.
Ho sempre apprezzato i romanzi in cui qualcosa rimane nascosto e viene scoperto via via che la storia si snoda.
Che si tratti di un indizio, una verità dimenticata o un passato che torna, prediligo le trame che seppur dettate dalla fantasia si svolgono contando su basi solide e credibili.
Per molto tempo la scrittura è rimasta una passione coltivata accanto al mio lavoro nella comunicazione e nell’editoria.
Un lavoro che mi ha insegnato a osservare le immagini, apprezzare il ritmo, curare i dettagli, fare estrema attenzione alle parole e alle scene, perché possono cambiare la percezione di un racconto, così come quello di un messaggio promozionale.
Poi, qualche anno fa, una storia ha cominciato a prendere più spazio delle altre.
È nata dall’idea di un incontro tra il presente e il passato remoto.
Tra il thriller e il mito, l’archeologia, la Mesopotamia e quelle domande antiche che continuano a esercitare fascino e mistero ancora oggi.
Così ha preso forma un racconto che, tra pochi giorni, diventerà il mio primo romanzo pubblicato.
Un’avventura ambientata nel nostro tempo, ma attraversata da echi molto più lontani: città sepolte, dèi mesopotamici, frammenti di storia, leggende antiche e il bisogno, tutto umano, di proteggere ciò che rischia di andare perduto.
Non so dire se esiste il momento perfetto per pubblicare un primo libro.
Mi rendo conto, però, che certe storie prima di arrivare ai lettori hanno bisogno di restare a lungo insieme a chi le scrive.
Questo romanzo è rimasto con me per molto tempo e ora sta per cominciare il suo viaggio, diventando esso stesso un’avventura entusiasmante.