30/01/2023
È un fatto: la moda del self-publishing e il gioco delle tre carte portato avanti da molte case editrici che illudono chi pensa di avere un talento nella scrittura, negli ultimi anni sono stati la causa di uno spropositato aumento di uscite editoriali mediocri.
Un fiume di carta e di bit che ha inondato gli scaffali reali e virtuali delle librerie, generando solo tanta confusione in un lettore sempre più chiamato a doversi orientare in una giungla di pattume narrativo.
E vedrete che con il recente arrivo di ChatGPT, il cui utilizzo si sta diffondendo a macchia d'olio, andrà ancora peggio.
Cosa è ChatGPT?
Essenzialmente, si tratta di un ottimizzatore di modelli linguistici per il dialogo, una sorta di generatore automatico di conversazione capace di creare del testo basandosi su complessi algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning.
Nelle ultime settimane ho avuto modo di leggere qualche post contenente conversazioni o microracconti generati con ChatGPT.
In alcuni casi, il risultato è davvero impressionante.
Pensare che sono i miliardi di impulsi elettrici di un processore a partorire, in pochi istanti, complesse stringhe di testo e non quelli di un cervello umano, lascia sinceramente a bocca aperta.
E siamo solo all'inizio.
Riuscite ad immaginare che impatto potrebbe avere l'utilizzo smodato di questo tipo di tecnologia nel settore della produzione narrativa?
Ad oggi, i rischi principali quando si acquista un romanzo, sono due: imbattersi in un libro mediocre nei contenuti e/o in un libro realizzato da un ghostwriter per conto di chi firma ufficialmente il libro (da anni si dice, ad esempio, che alcuni romanzi di Stephen King non siano in realtà stati scritti da lui).
In un futuro molto vicino, rischiamo di sb****re contro qualcosa di ben più orribile: leggere una "falsa storia".
Falsa nel senso che ciò che avremo davanti non sarà il frutto dello sforzo creativo e dell'immaginazione di un essere umano.
A questo punto, visto il mio ricercato anonimato, l'interrogativo per voi che mi leggete è d'obbligo: e se anche diariodiunlettoresquattrinato.com fosse solo il frutto di un generatore automatico di conversazione?
Che casino.
Un casino che nemmeno le sceneggiature dei film di Christopher Nolan.
***
Tutti i diritti riservati.