02/10/2026
I Rachel’s arrivano da Louisville, Kentucky, si formano sulle ceneri dei Rodan, il gruppo precedente dal quale proviene il compianto Jason Noble, al quale si aggiunge Rachel Grimes al pianoforte e Christian Fredrickson.
Quello che fanno è portare il rock verso una dimensione minimalista e cameristica, nei territori che si andavano in quegli anni espandendosi, del post rock. Accanto ai 3 si forma una sorta di collettivo aperto che può arrivare anche a 15/20 persone con una strumentazione ampiamente orchestrale, tra fiati e archi.
Con i primi 3 dischi Handwriting, Music for Egon Schiele, quest’ultimo composto come musica per un balletto e The Sea and the Bells, il loro capolavoro, aggiungono quindi un ulteriore tassello a quanto in precedenza, poco prima avevano fatto Slint e appunto i Rodan “stoppando la veemenza dell’hardcore”, con l’elemento cameristico così agli antipodi della concezione rock, ma allo stesso tempo motivo di “elevazione colta” per un genere che invece è espressione del popolo e di certa “rabbia giovanile” da sempre.
Tutto questo avveniva a Louisville praticamente in contemporanea con la rivoluzione Grunge, ma per quanto mi riguarda, musicalmente parlando, di una portata e importanza molto maggiore rispetto a quella pur fondamentale di Seattle
Purtroppo la scomparsa di Jason Noble nel 2012 metterà fine definitivamente alla storia dei Rachel’s (benchè musicalmente erano praticamente già fermi dagli inizi del 2000, l’ultimo album in studio systems/layers era del 2003), ma sicuramente restano uno dei punti cardine del (non)rock-cameristico che meritano un posto d’onore nell’olimpo dei grandi sottovalutati della storia del (non)rock!
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