Associazione Culturale Libero Pensiero Bixiosessantaquattro

Associazione Culturale Libero Pensiero Bixiosessantaquattro Un angolo di cultura dove l'amore per i libri è messo al primo posto!!!

18/11/2022

“Ho conosciuto innumerevoli donne che hanno scelto di sposare un Barbablù nella loro vita o di accettare una sua proposta di lavoro.
Per chi non conosce la storia, Barbablù è la fiaba che narra le vicende di una giovane fanciulla che, seppur intimorita dall’uomo silenzioso dalla barba blu, sceglie di sposarlo e, ricevute tutte le chiavi delle stanze del castello, disobbedisce al divieto del marito di entrare nell’unica stanza che lui le ha vietato di visitare.
Lei disobbedisce (come avviene in ogni fiaba che si rispetti) e scopre che la stanza nasconde una carneficina di donne, precedenti consorti dell’uomo, uccise per aver disobbedito.
Non vi svelo il finale… perché il finale di Barbablù non rispecchia purtroppo quello della realtà.
Perchè non sempre per le donne che disobbediscono ai vari Barbablù di turno è in serbo una salvezza agita all’ultimo momento.
Per disobbedire a Barbablù basta oltrepassare un limite qualsiasi: a volte è una gonna troppo corta, altre una parola in più o in meno, a volte è una telefonata non risposta altre una prestazione sessuale non fornita o la scelta di prendere un caffè con un’amica.
La disobbedienza a Barbablù nella vita reale è meno netta e comprensibile di una porta da non aprire e la vittima non sempre sa bene cos’ha fatto di sbagliato quando viene punita per l’errore commesso.
Per una donna che vive la violenza, la carneficina è prima di tutto interna: muoiono ogni giorno parti di lei , muore la sua dignità e il rispetto per se stessa, fino al punto che arriva a pensare che sia giusto così e che Barbablù abbia ragione e che sia meglio mantenere il segreto e non parlare.”

16/11/2022

L’amore non muore mai di morte naturale. Muore perché noi non sappiamo come rifornire la sua sorgente. Muore di cecità e di errori e tradimenti. Muore di malattia e di ferite, muore di stanchezza, per logorio o per opacità.

(Anaïs Nin)

16/11/2022

-La vecchia formula d’interrogare la margherita: “M’ama, non m’ama?” è una formula che inganna. Affinché le risposte delle margherite siano affidabili, bisogna fare loro domande più complesse: “Mi ama come merito di essere amata?”

-Mariela Michelena nel suo libro in spagnolo Mujeres malqueridas–

13/11/2022

Riccardo, dimmi un oggetto spaventoso
- Non saprei prof. … ma proprio un oggetto? O una cosa astratta? Tipo la morte, le guerre, le malattie, i terremoti? O un animale spaventoso, l’anaconda gigante, l’orca assassina…
- No no, proprio un oggetto, una cosa fisica, una cosa che fa veramente paura.
- Oddio… ma che le devo dire? Una motosega impazzita?
- Più spaventosa…
- Un coltello a serramanico con una lama affilatissima?
- Dilettante… più spaventosa!
- Ah ecco prof. Ci ho pensato: un kalashnikov, anzi un mitra superautomatico.
- Riccardo, puoi fare di meglio.
- Aspè, mo ho capito dove vuole arrivare, un bel discorsetto pacifista di quelli che le piacciono tanto… vabbè è facile: la bomba atomica!
- Riprova!
- …. Un… un virus?
- Coraggio Riccardo, pensa.
- Ahhh era un trabocchetto, prof. ma io la conosco, ho capito, ora ho capito: vuole che io dica la plastica, così lei parte con il sermone ecologista: stiamo distruggendo il pianeta, è colpa nostra che compriamo le bottigliette di plastica, che non facciamo la differenziata e le tartarughe marine soffocano… o forse, aspè no no la plastica, i mozziconi di sigaretta, oppure, oppure….
- Che fai ti arrendi, Riccardo?
- Non è la plastica?
- No. Ti do un indizio. Sta sul tuo banco.
- …? ma io c’ho solo il libro di storia sul banco, prof. ci vede bene??
- Benissimo. Io ci vedo benissimo. E sul tuo banco vedo un oggetto spaventoso, terribile, pauroso. Così pauroso che voi giovani per primi avete difficoltà ad usarlo. E a usarlo come si deve. Ma così terrificante che c’è gente più grande di voi che davanti a questo piccolo oggetto ha reazioni inconsulte.
C’è chi si limita a starne il più possibile lontano, per paura, per pigrizia e per ignoranza.
E c’è chi prende in giro chi li ama, chiamandoli secchioni, nerd, sfigati.
E poi c’è chi se la prende direttamente con loro. E arriva a bruciarli, per paura della forza straordinaria che i libri emanano. Sai, i libri hanno una colpa imperdonabile: aprono la mente, fanno pensare. E c’è chi per paura, per ignoranza, per odio pensa bene di bruciarli. È successo tante volte in passato, dal medioevo in poi fino al mostruoso rogo dei libri del 1933.
E succede ancora oggi. Si bruciano le librerie perché i libri fanno paura.
E allora ragazzi leggete, leggete, leggete. Romanzi, poesie, saggistica, storie d’amore, d’avventura, di viaggi: storie. Non abbiate paura! Leggete. Così non dimenticherete la Storia.

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